Dormivo profondamente, cambiai lato perchè ero scomoda e mi appoggiai su qualcosa, sentivo qualcuno che respirava, mi svegliai e alzai lo sguardo, "Damon!" "Buongiorno dormigliona!" "Non dirmi che l'abbiamo fatto e poi mi hai compulsa per dimenticare" "sfortunatamente no e ,credimi, dopo averlo fatto non avresti voluto dimenticarlo" pervertito! Mi alzai e controllai l'orario "ma sono le sei del mattino" "vabbene andró solo io da Stefan" "Ma di che stai parlando?" No capivo di cosa stesse parlando "Stefan si trova a Chicago, quindi preparati" si volta e apre un cassetto dove avevo posto l'intimo, lo apre, ma che diavolo fa? Prende un mio slip "porta anche questo" "Damon, sei il solito maniaco" glielo presi dalle mani e lo riposi nel cassetto.
Presi una borsa e ci misi dentro qualche capo, Damon mi aspettava fuori, entrammo in macchina e partimmo.
"Smettila di toccare quel ciondolo, non è poi così bello" "è antico Damon, come te, come la tua auto" "suppongo quindi che se ti piace la collana ti piaccio anche io" e sorrise, gli piace stuzzicarmi "approposito leggi questo" e mi diede un quaderno malconcio e vecchio "cos'è questo?" "È il diario di Stefan" "no, no! Non violeró la sua privacy" "devi essere preparata a cosa affronterai" ci pensai un po e poi accettai "va bene" dissi con un tono arrabbiato; iniziai a leggere, sentivo la rabbia, la tristezza, il dolore delle parole scritte sui fogli. "Tutto ok?" Chiede Damon preoccupato, ero scoinvolta dalla narrazione di Stefan, ma non volevo farglielo capire, non volevo passare per quella debole "No, sto bene" "mi sembri scoinvolta!" "Ho detto che sto bene!" Damon mi guarda con uno sguardo da rimprovero, come se stessi nascondendo qualcosa e lui ne è consapevole, ed è vero! Continuai a leggere quell'inferno "Tu dov'eri quando Stefan affrontava questa fase?" "Sai erano gli anni 20, giovani donne vestite di frange...mmh" "il fratello migliore dell'anno" "so lo" sorrise, non riuscii a trattenermi e sorrisi anche io.
Vidi i grattacieli di Chicago, eravamo arrivati. Damon mi portó in un condominio malandato "dove mi stai portando?" "nella sua permanenza a Chicago Stefan visse in questo appartamento" sforzó la maniglia chiusa di una porta e la aprì, mi fece entrare "e...?" "Il tour non è finito" c'era una libreria con una dispensa nascosta, dietro c'erano delle bottiglie "il grande segreto di Stefan è nascondere i sui alcolici?" "Controlla meglio" e mi indica una parete interna, mi affacciai, cerano dei nomi scritti, mi sorpresi "sono i nomi delle sue vittime!" "brava ragazza!" Mi vennero i brividi guardando quelle scritte, chiusi così la libreria/porta; "vado a inspezionare la zona, non ti muovere di qui" "va bene!" "Dico sul serio, stiamo in territorio nemico e non voglio che ti accada qualcosa!" "Ho detto va bene! Continueró a leggere il diario in tua assenza" e Damon uscì. Così continuai a leggere il diario, era arroce, Stefan ne ha passate così tante, ogni volta che leggevo qualcosa usciva fuori in vero Stefan, e per quel Stefan che io sto lottando... si! Sono una filantropa! Dieci minuti dopo sento dei rumori, ma era strano perchè era un palazzo abbandonato, ero spaventata, così mi nascosi nell'armadio, dove c'erano scritti i nomi. Sentii aprire la porta, il mio cuore batteva sempre di più... "Ecco Stefan, ricordi questo posto?" Disse una voce con un accento inglese, era Klaus con Stefan; poi apirono l'armadio dove ero nascosta, mi bloccai "quindi ti ricorderai anche questo" Stefan si affacció e mi vide, mi sciolsi, lui mi guardava con i suoi occhi profondi senza dire nulla. Poi trovó la forza di parlare "ehi, Klaus, guarda un pó cos'ho trovato?!" no, Stefan non farlo, la lingua mi si bloccó in gola, non riuscivo a parlare, ma lui prese una bottiglia dalla dispensa e chiuse la porta, feci un respiro di sollievo, ma non così forte altrimenti Klaus mi avrebbe sentito, non feci caso a cosa dicevano nella stanza ero troppo presa perchè avevo rivisto Stefan e perchè lui non mi ha fatto scoprire da Klaus. Loro uscirono, aspettai un po e uscii anche io dalla camera, poi presi una siringa alla verbena dalla mia borsa e mi misi dietro al muro della cucina. Entró Damon "Ah, sei tu!" "Chi altro poteva essere?" "Ho visto Stefan!" Mi guarda sorpreso "era con Klaus, ma mi lui non mi ha vista" "come stai?" "Sto bene, non preoccuparti" si avvicina a me e mi guarda con premura "stai mentendo, so che sei spaventata, lo sento dal tuo battito" mi sciosi, è stato molto carino nei miei confronti "va tutto bene, posso affrontarlo!" Lui mi guardava ancora non sicuro "ok, allora vatti a cambiare, stasera parlerai con lui!" "Oh, ok!" presi una camicia lunga a quadri e entrai in bagno a cambiarmi, mi vidi allo specchio, la mia faccia diceva più di mille parole: stanca, terrorizzata, pallida, tormentata, impaurita... mi gettai un po di acqua in faccia, mi asciugai e mi cambiai la camicia.
Erano le 10 di sera, Damon aveva parcheggiato la macchina nel parcheggio di un locale, dove c'erano Klaus e Stefan. "Aspetta qui, vado a chiamare Stefan" "fa attenzione!" Si, ero preoccupata per lui, i suoi occhi brillavano alla fioca luce dei lampioni, Dio era bellissimo! mi piaceva quando pensava agli altri e non a se stesso. Uscì dalla macchina e entró nel locale, lasciandomi da sola, in silezio e al buio. Dopo un po uscì, subito dopo anche Stefan, era iniziata una discussione molto movimentata, allora decisi di scendere e di avvicinarmi lentamente; "io non voglio essere salvato, non lo capisci?" "Allora ti porteró a casa con la forza" a quel punto intervenni io "Stefan!" Si girarono entrambi i fratelli, Stefan era sorpreso di vedermi "non prendertela con Damon, sono stata io a spronarlo a cercarti" mi avvicinai ancora "la colpa è mia, tu mi hai salvata più di una volta e io voglio ricambiare" "allora vattene a casa, io non voglio essere salvato" "Stefan, ti prego!" Lui si voltó ed entró nel bar "Stefan!" Mi scese una lascrima. "Ehi... ehi, vieni qui" Damon mi prese la testa tra le mani e mi guardó dritto negli occhi, mi asciugai subito la lacrima "sto bene" "no, non è vero" lo fissai "andrà meglio, Stefan ritornerà, le sue emozioni sono confuse e non sentirti in colpa per averlo cercato... l'hai fatto perchè è giusto così, Stefan è un idiota!" Gli feci un piccolo sorriso, "sto bene, Damon, grazie!" Mi lasció e tronammo in auto, presi il cellulare con l'intenzione di chiamare Caroline... "pronto?" Disse con una voce tremante "Caroline, tutto ok?" "No,Andrea, no!" Stava piangendo, io e Damon ci guardammo confusi "Caroline, cos'è successo?" "Mio padre...mi ha rinchiusa in una cella e torturata..." singhiozzava "oh, Caroline" "mia madre e Tyler sono arrivati in tempo e mi hanno portata a casa..." "Mi spiace davvero tanto, verró a trovarti il prima possibile, te lo prometto" "ciao, Andrea" e chiusi la chiamata.
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The Vampire Diaries: nel nuovo mondo
FanfictionE cosa sarebbe successo se Elena fosse morta durante il sacrificio fatto da Klaus?
