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Sono andata ad allenarmi al loft di Ric, dovevo sfogarmi. Colpivo il sacco da box più forte che potevo, dovevo essere più forte, ieri sono scoppiata, non potevo farlo dinuovo e non potevo innamorarmi di Damon, cavolo no! Non dovevo farlo "piano! Rischi di farci un buco!... vuoi parlare?" Scherzó Alaric "non c'è niente da dire!" "Cos'hai?" "Ho fatto una nottataccia!" "Si, anche io, sarà perchè sono morto!" "Oh, tutto ok?" "Si, ma credo che l'anello abbia le batterie scariche!" Diedi un pugno al sacco ancora più forte "brava, stai diventando più forte!" "Uhm... canalizzo la frustrazione!...uff, vuoi un caffè?" "Si grazie, la compulsione ha funzionato, Jeremy stava facendo le valigie quando sono uscito" "e... hai parlato con Damon oggi?" Ero un po nervosa a chiederglielo "no, perchè?" "Così..." guardai l'orologio "... pausa finita, devo continuare!". Passarò circa una mezz'ora, ero sfinita dall'allenamento, ma dovevo continuare "basta! Per oggo va bene!" Esclamó Ric "posso farcela!" "Rischierai di svenire, vai a casa, fatti una doccia e riposati... domani continuiamo!" Mi ordinó Alaric e io obbedii.
Tornai a casa Salvatore ma non c'era nessuno, bene, non volevo incontrare Stefan o... Damon; mi feci una doccia fredda dopodicchè andai al Grill a pranzare, avevo bisogno di carboidrati! Entrai nel locale, e mi accomodai ad un tavolo vuoto, Matt arrivó per l'ordinazione "Hei, cosa posso portarti?" "Salve cameriere! Prendo un hamburger vegetariano!" Ridemmo, mi ci voleva proprio "come stai, Andrea?" "Bene... beh cerco di andare avanti! Tu?" "Servo i tavoli!" Feci un altro sorriso "oggi è il compleanno di Caroline!" "Oh, è vero! Me ne ero completamente dimenticata..." davvero, avevo la testa da un'altra parte e mi sono dimeticata di un giorno cosi importante! Dio sono una stronza, non sono un'amica! "...Oh, beh, e lei ha detto qualcosa?" "Non ne ho la più pallida idea, oggi non è neanche venuta a scuola e non risponde ai messaggi" "oh, che ne dici di farle una sorpresa?!" "Cosa intendi?" "Perchè non andiamo a casa sua a farle una sorpresa?" "Si, sarebbe felicissima, chiamo anche Bonnie!" "Si, più siamo meglio è! Ma prima voglio il mio hamburger!" Sorrise "arrivano subito!".
Alle cinque del pomeriggio io, Matt e Bonnie andammo a casa di Caroline ma lei non c'era, cosi entrammon dentro e ci nascondemmo dietro al muro dell'ingresso, così appena lei entrava noi uscivamo fuori. Sentimmo la porta aprirsi, il rumore delle chiavi posarsi sul comó, io e Bonnie guardavamo Matt che contó fino a tre con le mani e noi sbucammo fuori con cappellini, ponpon e un cartellino con scritto 'buon compleanno Caroline' "Sorpresaaa!" Urlammo in coro, la vampira si sorprese un po, fortuna che non ci aveva sentito con il suo udito soprannaturale. "Cosa ci fate qui?" Ci chiese "sbaglio o è il tuo compleanno?!" Disse Bonnie, lei sorrise "beh, grazie ma non sono in vena di festeggiamenti!" Aveva un espressione triste "non dire così! Andiamo a festeggiare nel bosco dove andavamo da bambini... ma con la Tequila!" La incitó Matt "andiamo Caroline, questo è il tuo diciassettesimo compleanno!" Esclamai "si, dimenticate che io sono un vampiro adesso... l'unica cosa bella dei diciassette anni è che portano ai diciotto, sono imprigionata in un anno di raccordo" abbassai lo sguardo, tecnicamente aveva ragione "beh... io so dove portemmo andare, quindi seguici senza fare domande!" Disse la strega, entrammo in macchina e ci fidamo di lei. Arrivammo al cimitero "Caroline ha ragione! Non ci serve un compleanno, ma un funerale" Esclamó Bonnie "mmh... macabro!" Aggiunsi, entrammo in una cappella, avevo in mano la torta con le candeline, la appoggiai su piedistallo, aprii lo scatolo e iniziai a mettere le candeline "qui giace Caroline Forbes, cheerleader, campionessa modiale di campana in quarta elementare..." disse Bonnie "...grande amica, brava figlia..." la interoppì "... fidanzata rompiscatole! Senza offesa!" La stuzzicó Matt "hei, no, non mi offendo!" Avevo finito di mettere le candele, mi avvicinai a loro "mh, Bonnie" le chiesi di accendere le candeline con la sua magia "oh!" Chiuse gli occhi e si accesero, mi sorperi "forte!" E sorridemmo mentre Caroline spense le candele.
Festegiammo il 'funerale', bevemmo una bottiglia intera di tequila mangiammo la torta, io una fetta in più degli altri, ma Caroline si mise in disparte a messaggiare con qualcuno "Caroline... cosa stai facendo?" Le domandai "oh, niente!..." la guardavamo con aria di rimprovero "...ok, forse ho inviato un messaggio a Tyler dicendo si raggiungermi al cimitero!" "Oh Caroline!" Dissi con un tono stanco, anche gli altri erano d'accordo con me.
Dopo una ventina di minuti entró Tyler nella cappella, Caroline era supereccitata, le si illuminavano gli occhi "Tyler! Andiamo fuori?" Lei si avvicinó a lui ed entrambi uscirono fuori a parlare, io e Matt ci guardammo divertiti, eravamo entrambi sbronzi "io devo andare! Si è fatto tardi, ci sentiamo!" "D'accondo Bonnie" e anche la strega uscì.
Io e Matt iniziammo una conversazione un po seria, stanamente, eravamo brilli, perchè stavamo parlando? "Allora Matt, tu come la vedi questa situazione? Vampiri, lupimannari, strege..." "io, non lo so, vi vedo incastrati in questo mondo" "ci vedi incastrati?" "Si, Bonnie non riesce a stare un giorno senza fare un incantesimo, Caroline... beh lei è un vampiro e tu..." lo guardavo curiosa, cosa pensava di me? "... tu sei stata bloccata, perchè non te ne vai?" "Uff, io... io non potrei mai! Insomma, io sono scappata dal mio paese perchè il mio ragazzo mi tradiva, non posso scappare dinuovo... e poi Damon mi ha dato la sua parola" "la sua parola?" "Mi ha promesso di proteggermi" "e tu lo credi?" "Si!" Lui mi guardava, non si fidava di Damon ma rispettava la mia scelta "dai! Andiamo a trovare Caroline e Tyler, è da un pezzo che non tornano!" Esclamai e uscimmo dalla tomba. Era buio pesto fuori e soffiava un leggero vento "Caroline!" Urlavamo "dai Carol, non puoi rimetterti con Tyler!" Esclamai, Matt mi guardó come se avessi esagerato "è l'effetto dell'alcol!" Diedi la colpa alla tequila! Poi qualcuno spinse Matt incontro ad un muro facendogli perdere i sensi, era Stefan "che cosa fai?" Gli domandai scoinvolta, lui mi portó via, mi mise nella sua auto e partì "Stefan cosa fai?" Lui non riaspose "Stefan!" Mi squilló il telefono, era Damon, ma lui lo prese e rispose al posto mio "Andrea al momento è impegnata!... Klaus non vuole mandar via i suoi ibridi... beh potrei spingere giù dal ponte di Wikery il suo prezioso doppelganger!" Chiuse la telefonata e pose il mio telefono nella tasca del suo giacchino, mio Dio, Stefan voleva uccidermi "ferma l'auto Stefan!... ferma l'auto!" Prese il suo telefono e chiamó Klaus, mise il viva voce e lo pose sul cruscotto "Stefan, speravo che mi chiamassi!" "Manda via i tuoi ibridi!" "Mmh... no!" "Bene, allora non ti dispiace se trasformo Andrea in vampiro!" "Che cosa?...no!" Urlai, lui si morse il polso e me lo avvicinó alle labbra facendo pressione, cercavo di liberarmi ma non ci riuscii e il sangue mi entró in bocca e lo bevvi, Dio se faceva schifo! Non volevo trasformarmi, che ne sarebbe stato della mia vita? Io volevo continuare a vivere da umana, non volevo diventare un vampiro. La macchina continuava a correre per la strada Stai bleffando Stefan!" Disse l'ibrido "Klaus è vero! Lui fa sul serio... per favore!" Stefan continuava a guidare stava per uscire di strada io urlai "per favore!" Non riuscivo più a respirare "manderó via i miei ibridi!" urló Klaus, Stefan frenó e fermó l'auto. Stavo per svenire, sentivo come se la mia anima avesse abbandonato il mio corpo, uscii dalla macchina scossa, stavo piangendo, iniziai a camminare in direzione della casa, Stefan uscì anche lui "sali in macchina!" Non lo ascoltai "ho detto sai in macchina!" Mi prese il braccio e mi voltai "come hai potuto?" Stavo piangendo a dirotto, non avevo mai avuto così tanta paura "come hai potuto?" Ero così arrabbiata, ma sopratutto triste, lui voleva uccidermi "il piano ha funzionato, Klaus manderà via i suoi ibridi!" "E se non avesse funzionato?" Continuavo a piangere e a singhiozzare "e se non avesse funzionato?" "Ha funzionato, Andrea!" "E se non avesse funzionato?" Lui non rispose, io mi voltai e continuai a camminare "io non avevo più nessuno!" "Avevi me!" "Io non ti ho mai avuta, ti ho perso quando me ne sono andato!" "Io mi fidavo di te! Credevo che c'era una speranza, ma Damon aveva ragione, sei perso!" Lui non rispose ancora una volta, salì in auto e se ne andó lasciandomi sola.
Continuai a incamminarmi verso casa, continuavo a piangere, che stupida, speravo che Stefan poteva essere salvato ma non c'è più nulla da fare; mi asciugai le lacrime e mi calmai, ma ero ancora scossa, ora sentivo rabbia, nei confronti di Stefan, lo odiavo. Sentii una macchina avvicinarsi, non mi girai, lei si fermó dietro di me "Andrea!" Si, eccola, la sua voce, mi voltai "oh, Damon!" Mi accorsi ad abbracciarlo, avevo gli occhi lucidi, mi strinse tra le sue braccia e mi accarezzó i capelli "sono qui, sono qui" "ti prego, portami a casa" lui mi lasció lentamente e entrammo in auto; "vuoi parlare?" "No, non ce la faccio" "d'accordo". Tornammo a casa "vieni, se non ne vuoi parlare bevi un po di bourbon" mi misi sul divano, lui prese due bicchieri e ci versó dentro il liquore e me ne diede uno, era forte, mi serviva "grazie" ne bevvi un altro po, lui si sedette accanto a me, appoggió un braccio sullo schienale del divano e mi osservava con i suoi occhi azzurri, aveva un'aria di conforto, mi ripresi "ce la farai a dormire stasera?" Mi domandó "Mmh, lo spero..." lo osservavo mentre sorseggiava il buorbon "... devo dirti una cosa" lui si voltó "cosa?" "Ci ho riflettuto e ho pensato che potrei benissimo scappare, andarmene via da questa città!" Mi osservava cercando di capire "oh!" "Ma non lo faccio... non posso" "e cosa te lo impedisce?" Esitai, lo guardavo negli occhi, era così bello! "Io... io devo andare!" Non ce la facevo, non riuscivo a dirgli che non me ne andavo perchè mi ero innamorata di lui, mi alzai dal divano per dirigermi in camera, ma feci appena due passi che Damon si alzó, mi prese il braccio, mi fece voltare e mi bació... quel bacio, mi prese la testa tra le mani, non feci nulla ero paralizzata, ma lo baciai anche io, non riuscivo a staccarmi dalle sue labbra, dalla sua lingua, ero eccitata, il mio cure fremeva; ma le cose belle finiscono subito, ci staccamo, aprii gli occhi, guardai i suoi "Damon non è giusto!" "Si che lo è..." mi accarezzó la guancia "... soltanto che non è il momento!" Abbassai lo sguardo e mi strinsi tra le spalle "io... vado!" E tornai in camera; mai in tutta la mia vita mi sono sentita così: felice, sicura, protetta, innamorata e... eccitata! Si, non ho mai desiderato un ragazzo così tanto; mi piaceva da morire.

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