E se il buongiorno si vede dal mattino, prevedo una giornata di merda.
Tornai a scuola dopo circa due settimane, non una come mi ero promessa.
Iniziai con un bel tre di matematica, meno male che non sono allo scientifico, e successivamente feci la versione di greco... consegnata completamente in bianco per mancanza di voglia e paura riguardo Rossi.
Dopo l'accaduto, il professor Rossi mi ignorò, ma il tutto sembrava fin troppo tranquillo infatti subito dopo venni convocata in presidenza.
"Alice, accomodati pure" fece il preside.
"Cristiano, vai a chiamare la De Angelis" disse al vicepreside.
Come mai anche Martina? Mi iniziai ad agitare, sperai tanto che Rossi non avesse fatto la spia e che non ci avesse visto qualche giorno prima al parco.
"Accomodati, Martina"
Entrambe ci guardammo con preoccupazione.
"Allora, siete convocate qua per voci che sono arrivate che spero vivamente che non siano vere." Iniziò il preside.
"Martina, ne avevamo già parlato, sono cose successe fuori scuola ed erano solo incontri, ma qua ragazze la situazione si sta facendo grave" ci fu un attimo di silenzio.
"Non capisco a cosa si riferisce" balbettò Martina.
"Strano"
"Mi riferisco alla vostra relazione clandestina" intonò l'uomo.
Mi iniziò a mancare l'aria e inizia a tremare, il preside ebbe un attimo di distrazione e Martina mimò un "stai tranquilla" con le labbra.
"Tra me e Alice c'è solo amicizia" rispose.
"Alice? Vuoi dire qualcosa?" Si rivolse a me.
"La professoressa ha ragione, c'è solo amicizia"
Dissi.
"Bene, allora vi mostro una cosa che mi è arrivata"
Io e Martina continuavamo a lanciarci degli sguardi complici, ma nessuna delle due era tranquilla.
Il preside si alzò e sparí per qualche minuto insieme al vicepreside.
"Siamo nei casini?" Le sussurrai.
"Probabilmente si, so anche di chi è la colpa" Martina venne interrotta dall'arrivo del preside.
Ci buttò davanti una foto di noi al parco mentre ci stavamo baciando.
"A me è arrivata in anonimo questa foto, a me non sembra amicizia..." finí col dire.
Entrambe non parlammo, non sapevamo come risolvere questa situazione, eravamo veramente nei guai.
"Per placare l'accaduto, io non sospendo nessuno"
Tirammo un sospiro di sollievo.
"Ma, non dovete più farvi trovare in situazioni scomode come queste o dovrò prendere provvedimenti seri per entrambe." Sospirò.
"Andate, prima che io cambi idea"
Ci accompagnò fuori.
Martina scappò prima ancora che io potessi salutarla, avevamo rischiato e pure tanto.
Tornai in classe, raccontai ogni dettaglio a Ginevra.
"È stato Rossi, sicuramente" lo accusò di giusta ragione.
"Lo so, non voglio pensarci Ginny."
-
"Martina!" La chiamai fuori scuola.
"Alice, basta ti prego" disse.
"Aspetta, parliamone un attimo" le chiesi gentilmente.
Sembrava arrabbiata con me.
Ci dirigemmo al nostro solito parco, nella nostra solita panchina.
"Alice, è colpa tua che racconti sempre troppo alle tue amiche!" Iniziò ad accusarmi senza motivo.
"Ah si? Colpa mia?! Ma se è stato quel coglione di Rossi!" Imprecai.
"No Alice, Rossi non lo farebbe mai perché ha paura che tu diresti in giro ciò che ti ha fatto!" Urlò.
"Martina, ma che cazzo dici!"
"Madonna, sei proprio un'immatura, Alice! Non ti sopporto!" Mi strillò contro.
"Parli tu?! Stronza che non sei altro" ribattei.
"Vaffanculo, Alice. Non parlarmi più!"
Prese le sue cose.
"No, Martina aspetta. Scusa" cercai di sistemare le cose.
"Alice, basta." Mi fulminò lei.
"Mi dispiace, ti prego. Non voglio perderti" cercai di essere il più sincera possibile.
"Alice, è finita."
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Fragile.
RomansUn incontro con una professoressa stravolgerà la vita di Alice, all'apparenza una ragazza testarda e orgogliosa, ma internamente fragile. Martina,noterà subito la sua fragilità, la trasformerà in punti di forza. Una storia destinata a finire. Tratto...
