Un semplice venerdì scolastico, molto lungo direi.
Questa sera c'è la notte nazionale del liceo classico, un evento dove parteciperanno tutti.
Spero anche Martina, vorrei chiarire.
"Non mi convince questo vestito" dissi mentre osservavo la mia figura allo specchio.
"Alice, è troppo lungo. Provati questo!" Mi tirò un vestito Ginevra.
Me lo provai ma questo era veramente esagerato, era comunque una serata scolastica.
"Gi, ma che cazzo, no. Ciccia, prova questo" Me ne passò uno gentilmente.
Rimasi stupita da quanto mi stesse bene.
"Auri, è stupendo" dissi.
"Sei tu che sei stupenda" mi abbracciò da dietro e presto si trasformò un abbraccio di gruppo.
Per quella sera decisi di prepararmi da Ginevra insieme ad Aurora, quella sera avremmo dovuto dormire insieme.
"Ora si che Martina si bagna!" Scherzò Aurora.
In effetti, aveva ragione, mi sarei scopata da sola.
Era un vestito nero scollato con la schiena completamente al nudo, con una gonna a pieghe che arrivava poco più su del ginocchio e decisi di abbinarci uno stivale con un po' di tacco che mi calzava fino al perone.
Per quanto riguarda i capelli li acconciai in una coda alta completamente ricoperta di gel e con una cascata di boccoli. Il rosso dei miei capelli risaltava il nero del vestito, come make up optai per un trucco molto soft composto da mascara, una linea sottile di eye-liner,blush, gel per le sopracciglia e un gloss rosa con i brillantini.
Ci scattammo una foto come ricordo, eravamo una più bella dell'altra.
Arrivate a destinazione, vidi Martina, in tiro quanto me. Presentò un progetto riguardo il nostro comune, decisi di non disturbarla.
-
Eravamo tutte e tre sedute in attesa del concerto della notte dei licei.
"Madonna ragazze, che caldo. Vado a darmi una rinfrescata in bagno." Annunciai.
"Ti teniamo il posto, Ali"
Mi diressi verso il bagno, mi rinfrescai con un po' d'acqua e riapplicai il gloss ormai asciutto.
Qualcun altro entro ed ebbe la mia stessa idea, era Martina.
"Alice..." mi chiamò.
Voltai verso di lei con aria di sfida.
"Scusami per quello che è successo una settimana fa, ho reagito male per paura" confessò.
"Martina, lo sai che ho un debole per te e ti perdonerò sempre" le sorrisi.
Con lei l'orgoglio non riusciva a vincere, tenevo troppo a lei per perderla riguardo a una stupidaggine.
"Vieni qui" mi abbracciò e fece scendere la mano in basso.
"Martina sei pazza, non qui" le ricordai.
"Mh, si hai ragione. Vieni con me" Mi prese per mano e mi portò nella sala insegnanti nascosta del secondo piano.
Era una sala insegnanti per modo di dire, era sempre chiusa a chiave solo alcuni professori avevano le chiavi, tra cui Martina.
Lo chiamava il suo posto sicuro, visto che è una stanza dimenticata dalla scuola praticamente.
Siccome la notte nazionale del liceo classico si svolgeva nella palestra, il secondo piano era deserto per fortuna.
"Che posto romantico!" Scherzai.
"Se ci sei tu, tutto è romantico" si avvicinò a me.
Iniziò a lasciarmi una scia di baci sul collo, mi spinse sulla cattedra. Avvinghiai le mie gambe al suo busto e ci continuammo a baciare.
Avevo le cosiddette "farfalle nello stomaco".
"Martina, mi fai impazzire" ansimai.
"Con questo vestito, mi fai impazzire tu" con la mano scese fino all'interno coscia.
"Martina, sono vergine." La fermai.
"Scusami, piccola..." si imbarazzò.
"Continua" la invogliai.
"No, no. Meriti un posto migliore per la tua prima volta" tolse la mano e mi accarezzò il viso.
Non provai a insistere, in fondo aveva ragione.
Si liberò dalla mia prese e si sedette di fianco a me, appoggiai la mia testa sulla sua spalla, amo il contatto fisico.
"Comunque Alice, stavo pensando di chiederti una cosa" sorrise.
"Dimmi tutto" mi girai a guardarla.
"Posso lasciarti il numero di telefono? Le mail mi facevano troppo ridere, erano così professionali" scherzò.
"Si, ecco tieni. Segnalo" le passai il telefono.
"Bene, mandami un messaggio così memorizzo il tuo" sorrise.
"Mhh, ti mando un cuoricino." Pensai.
*1 notifica*
"💕"
"Ecco, arrivato. Da oggi sarà il nostro cuore, allora" continuò a sorridere, da quel giorno divenne il nostro cuore.
Nel frattempo mi chiamò Aurora, molto probabilmente Ginevra non aveva il coraggio di disturbarmi.
"Alice, ma sei caduta nel cesso?!" Urlò Aurora dall'altra parte del telefono.
Risi e scappò anche una risata a Martina, a quanto pare la sentí anche Aurora.
"Oddio, scusami. Non ti disturbo! Ciao" butto giù la linea.
"Scusa" dissi ridendo voltandomi verso Martina.
"Tranquilla, Aurora è simpatica!" Esclamò.
"Comunque, meglio che raggiungi le altre prima che qualcuno inizi a sospettare qualcosa. Io torno a casa che sono stanchissima." Mi disse.
"Hai ragione Mimí, raggiungo le altre. Scrivimi quando sei arrivata a casa!" Le risposi.
"Ora mi dai anche i soprannomi!" Rise.
"Ovvio, tu puoi professoressa e io no?" La provocai.
"Va bene, va bene. Tregua!" Si alzò per andarsene e poi tornò indietro per darmi un bacio a stampo.
Raggiunsi Aurora e Ginevra.
"Dopo ci racconti"
Finimmo così la serata a casa loro, raccontando ciò che fosse successo.
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Fragile.
RomanceUn incontro con una professoressa stravolgerà la vita di Alice, all'apparenza una ragazza testarda e orgogliosa, ma internamente fragile. Martina,noterà subito la sua fragilità, la trasformerà in punti di forza. Una storia destinata a finire. Tratto...
