Capitolo 26|| Fragilità

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Alice

Dopo quel venerdì ero ancora più frastornata di prima, ma sapevo che Martina volesse solo scoparmi.
Il weekend passò in fretta uscii solo di sabato sera per bere qualcosa con Ginevra, Angelo e Michela, le restanti ore le passai a studiare giusto per non ripetere l'anno nuovamente.
Lunedì andai a scuola, feci la verifica di chimica a cui aspiro tanto a un dieci; la professoressa Benevento mi adora, ha creduto in me fin dall'inizio quindi mi viene spontaneo aspirare alla perfezione almeno nella sua materia.
Dopo quattro noiose ore di lezioni, suonò l'intervallo e andai al quarto piano a fumare, ne avevo bisogno.
Martina aveva portato confusione nella mia mente, ma in me saliva una rabbia atroce, se da una parte ero ancora innamorata di lei dall'altra volevo vederla soffrire, piangere e strapparsi i capelli dalla disperazione per me.
Poco dopo mi raggiunsero i miei amici, appena suonó la fine dell'intervallo tutti si recarono in classe.
Siccome mi accesi una seconda sigaretta, mi fermai qualche minuto in più, il destino voleva alimentare la mia follia.
Mi si accartocciò  il cuore alla vista di Martina, con la porta del bagno degli insegnanti mezza aperta e una sua alunna di quinta dentro.
Lei mi vide e si affrettò a ricomporsi facendo finta di niente, io me ne andai.
Ero senza parole, non so se fossi sconvolta dal fatto che provassi gelosia o che si stesse scopando una sua alunna.
Mi arrivó un messaggio da parte sua, ma le lasciai il visualizzato, come mio solito.

prof De Angelis
Non è come sembra Alice.

Ah no? Non è come sembra? Eppure la mano dentro le sue mutandine l'ho vista bene, Martina.
Decisi di ignorarla e di lasciarla perdere, lo sapevo che non era cambiata, è rimasta sempre la solita malata di sesso.
Uscita da scuola, me la ritrovai dietro.

"Alice, ti prego, ascoltami. Ne possiamo parlare, posso spiegare" disse in tono disperato.

"Non c'è un cazzo di cui parlare, te la stavi scopando... a scuola! una tua studentessa, cazzo!" sbraitai.

"Non è andata così, ascolta" continuó a giustificarsi.

"Martina, non mi interessa. Con me avevi paura pure a farti vedere in giro per la scuola, ma giustamente se qualcuno ti vede a scopare con una tua studentessa nei bagni va bene. Sono senza parole" Presa dal nervoso mi accesi un'altra sigaretta.

"Alice stai fumando troppo però" si avvicinó a me.

"oh! scusa mamma" dissi sarcasticamente fulminandola con lo sguardo.

"Guarda che è una cosa occasionale non c'è niente, è capitato e basta. Anche te chissà cosa fai con il tuo fidanzato!" disse.

"vabbè lascia stare, sei sempre la solita" terminai la discussione.

"Per farmi perdonare, vieni da me questo pomeriggio?" mi chiese con gli occhi da cucciola, con me non attacca.

"invita quella che ti scopavi nei bagni." mormorai.

"Ammettere di provare gelosia non è un delitto, ti aspetto alle quattro" e se ne andó, lasciandomi nuovamente sola a fumare.

Alcune volte mi torna difficile capire Martina, non capisco i suoi comportamenti e, anche se volessi smettere di vederla e mandare a puttane il piano, sarei costretta a vederla tutti i giorni a scuola, a meno che io non la cambi... ma non mi sembra il momento di commettere azioni azzardate, almeno, non in questo momento.

Martina

Sono stata una cretina a farmi sgamare da Alice a scuola, questo pomeriggio decisi di invitarla a casa mia, non le lasciai il tempo di dire di no, la conosco bene.
Le quattro del pomeriggio arrivarono, dopo poco sentii suonare il campanello, era lei.

"Ciao" entró scorbutica.

"Ciao anche a te, tesorino. Ti ho preparato il caffè per darti un po' di energia, ne avrai bisogno" le sorrisi maliziosamente.

"Mi vuoi solo per scopare no?" rispose indifferente.

Non sapevo cosa rispondere, in parte si ma sotto sotto volevo soltanto recuperare il rapporto, l'ho sempre amata.
La mia risposta venne interrotta dal suono del campanello, non avevo idea di chi potesse essere.

"Ma chi è?" chiese Alice preoccupata.

"Non lo so" risposi altrettanto preoccupata, mi si geló il sangue alla vista di Filippo con mio figlio Edoardo.

"Sei l'ex di Martina?" si alzò in piedi Alice, non notando la figura del piccolo Edoardo nascosto dietro il padre.

"Si, tu sei la minorenne, giusto? Sarebbe scortese non presentarti il figlio della tua donna, non credi? Ecco, lui è Edoardo" disse, spostando il bambino in avanti.

"Che cazzo, figlio?" si giró verso di me.

"Martina ma che cazzo sta dicendo, dimmi che è uno scherzo!" si mise le mani nei capelli.

"No, Alice... è mio figlio." balbettai andando in ansia.

"Mio dio Martina, potevi dirmelo almeno." si rassegnó.

"Sei stata proprio una grande stronza Martina, e pure una zoccola per essere precisi" disse Filippo.

"Ehi bello, attento a come parli e davanti al bambino non dovresti dire certe cose." si intromise Alice.

"Vieni Edoardo" lo prese per mano e lo portó in un'altra stanza.

"Bene ora che siamo soli, possiamo parlare senza quell'altra poveraccia che ti scopi!" esclamó lui.

"Non c'è solo scopare, Filippo. Potevi avvisarmi del tuo arrivo, ho anche una vita privata. Hai un'altra donna eppure continui a tornare da me!" alzai la voce.

"Si torno da te perché abbiamo un figlio, ora fai la madre. Io me ne vado" e chiuse la porta alle sue spalle.

Mi accasciai sul tavolo e piansi, non ero totalmente in grado di gestire le mie emozioni.
Alice tornó da me, era l'unica a non lasciarmi sola nonostante il nostro stranissimo rapporto.

"Edoardo sta guardando i cartoni." cercó di attaccare discorso mantenendo un tono distaccato.

La guardai sorridendo qualche momento, rendendomi conto di quanto tenesse a me nonostante tutto.
La abbracciai e lei ricambió, volevamo fare le forti entrambe, alla fine eravamo soltanto fragili.

"siamo forti nelle nostre fragilità" disse, come se mi avesse letto nel pensiero.

"Ora riprenditi, Martina. Io sono qui" mi accarezzó dolcemente i capelli.

Mi sentivo piccola in confronto a lei, sapeva gestire le sue emozioni e le situazioni scomode che si creavano intorno a lei.

"Mamma" la chiamó Edoardo.

"Vieni piccolo, è da un po' che non ti vedo" lo feci avvicinare.

Era qualche mese che Filippo non portava Edoardo, durante il divorzio lui ha voluto tenerlo a tutti i costi e vinse l'affidamento.

"Forse è meglio che io vada, ci vediamo domani Martina. Ciao piccolino" si avvicinò a Edoardo e lo abbracció.

"Sicura di non voler restare?" le chiesi.

"Si, vado da Angelo." rispose fredda.
Alice se ne andó e restai con Edoardo.

Fragile.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora