"Secondo te l'ha letta?" Domandai stupidamente a Ginevra.
"Ma si, non pensarci Ali" mi rassicurò.
"Parli del diavolo, spuntano le corna" mi disse Ginevra indicando la De Angelis.
"Ciao ragazze!" Ci salutò.
Era intervallo quindi si fermò a chiacchierare con noi, mi guardai attorno sperando che nessuno ci vedesse parlare.
"Comunque Alice, dopo ti va se parliamo un po' fuori?" Mi chiese.
"Si certo, ora io e Ginevra torniamo in classe. A dopo, prof" le feci l'occhiolino.
Arrivate in classe Ginevra mi prese in giro.
"A dopo, prof!" Mi fece il verso.
"Sei proprio cotta, Ali" mi disse Ginevra.
"Nahhh" ironizzai.
"Comunque a me farebbe troppo strano parlare con un'insegnante così come fai tu, figuriamoci innamorarmene" mi confessò.
"È una cosa strana, ma quando ti innamori Gi, non guardi l'età o il ruolo che ha questa persona nella tua vita" cercai di essere il più precisa possibile.
"Chissà, magari capiterà anche a me in futuro" pensò Ginevra ad alta voce.
"Chiederò ad Aurora, lei è esperta in questo campo" continuò Ginevra.
Aurora è la migliore amica di Ginevra, si conoscono da quando sono piccole e sono sempre state l'opposto. Ginevra non si è mai fidanzata, mentre Aurora ha sempre avuto storie di poco conto con tante ragazze.
Non conosco Ginevra da molto quindi non posso dirle che non mi sembra etero.
-
All'uscita di scuola, mi accesi una heets e dopo qualche minuto arrivò Martina.
"Ehi bellissima" arrossii.
"Ciao Martina" le sorrisi.
"Comunque ho letto la lettera, sei stata carinissima. Anche se non mi torna una cosa" fece con aria dubbiosa.
"Dimmi" iniziai a sudare, sapevo benissimo a cosa si riferisse.
"Io ti piaccio Alice?"
La domanda mi spiazzò, l'aveva capito e non volevo di certo rovinare tutto.
"Forse..." mormorai.
Non volevo ammetterlo, ma non volevo nemmeno contraddire visto che, secondo me, avrei avuto una possibilità. Me ne accorsi dai suoi
comportamenti.
Poi alla fine <carpe diem>, la vita è una.
"Mh, va bene così" disse e tornò a fare finta di niente.
Ci dirigemmo insieme alla fermata dell'autobus come al solito.
"Comunque Alice, fumare fa male" si preoccupò.
Oddio, ora iniziamo con la predica.
"Mica sto fumando" dissi sarcasticamente.
"No, no" rise alzando gli occhi al
Cielo.
"Sono un drago!" Scherzai.
Lei rise e mi soffermai a osservarla, era così bella.
Aveva i capelli biondi boccolati e degli occhi ambrati, era davvero bella, la mia dolce Martina.
"Hai verifiche in corso?" Mi chiese.
"Si, greco e italiano"
"Stai studiando, vero?" Disse come se si aspettasse già una risposta negativa.
"Sicuramente" risi.
"Dai Alice, sono le prime verifiche devi andare bene per forza" spiegò.
"Ma io studio il giorno prima e mi va sempre di culo"
"Alice! Le parole!" Mi rimproveró.
"Come sei pesante, Marti" alzai gli occhi al cielo.
"Lo dico perché ti voglio bene" sorrise.
Alcune volte proprio non la capivo, aveva un modo di fare e di esprimersi tutto suo. Infatti a scuola le davano spesso della scema per i suoi modi di fare e alla fine non avevano tutti i torti.
"Comunque io vado, bambolina" mi salutò e mi schioccò un bacio sulla guancia.
"A domani" sorrisi.
Mi resi conto di essere innamorata di lei, ogni giorno sempre di più.
Lei non era una persona cattiva, si lasciava soltanto influenzare e aveva troppa paura.
Anche con la questione del preside, sono tutte parole, non può di certo licenziarla solo perché parla con una studentessa.
Rimane sempre il dubbio, visto che il mio liceo è un po' particolare ed è composto da un corpo insegnanti di pagliacci, falliti e disadattati.
Non vedo l'ora di arrivare in quinta e salutare tutti, mi sono stancata di questa scuola che io chiamo <circo>.
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Fragile.
RomanceUn incontro con una professoressa stravolgerà la vita di Alice, all'apparenza una ragazza testarda e orgogliosa, ma internamente fragile. Martina,noterà subito la sua fragilità, la trasformerà in punti di forza. Una storia destinata a finire. Tratto...
