Capitolo 11|| l'attesa di un bacio

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Oggi è l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Pasqua, in parte sono felice e dall'altra no.
Significa niente Martina per ben sei giorni, come farò a sopravvivere aiuto.
È il grande giorno, cercherò di baciarla.
Ho in testa questo pensiero da un bel po', chiesi così consiglio a Ginevra che supportò molto l'idea, ma non venne a scuola, Aurora mi aiutò.

I miei film mentali vennero interrotti dalla professoressa di matematica.

"Alice nel paese delle meraviglie, potresti anche seguire ogni tanto" mi disse.

Odio quando le persone usano questo nomignolo stupido.

"ecco l'esercitazione della verifica, ti ho messo quattro perché mi fai pena" mi prese per il culo.
Ha proprio voglia di litigare questa eh?

"grazie, ci sono modi e modi..." le risposi.

"Alice, parli proprio tu di modi?" concluse.

Non risposi anche se lei stava continuando con questa frase, oggi ha bisogno di una camomilla sta vecchia isterica.

Andai in bagno, incontrai la Mancini.
Non la vedevo da tanto tempo.

"Ciao Alice!" si avvicinó.

"Buongiorno prof" le dissi con aria incazzata, ma non la ero con lei.

"proprio buongiorno non mi sembra!" rise.

"va bene ha ragione!" mi sciolsi, la Mancini era proprio una ragazzina.

"oh Alice, le tue maledizioni contro il professor Rossi hanno funzionato!" continuó a ridere.

"io non c'entro nulla!" alzai le mani al cielo ridendo.

"vado che ho lezione, ciao Alice!" mi salutó.

"ciaooo!" ricambiai.

Mi sentivo capita da lei, ma la De Angelis non la rimpiazzava nessuno.
Tornai in classe e mi subì le due ore infinite di supplenza, successivamente suonó la campanella che segnava la fine delle ore scolastiche.

-

"Ciao Alice, andiamo?" Mi chiese.

"Si. Andiamo" risposi.

"Come stai?" le chiesi immediatamente.

"mh, si va avanti" tagliò corto, so che quando fa così non ne vuole parlare.

Le regalai un sorriso, subito la rasserenai.

Oggi era piuttosto silenziosa, notai la sua espressione molto pensierosa.

"Sai già cosa fare nelle vacanze?" cercai di spezzare il silenzio.

"non lo so ancora..."

"Io sarò sola" mi rattristí.

"sei forte Alice, sei una bimba adulta" mi sorrise,
notai il suo rossore in volto.

"comunque non ti vedrò per sei giorni, sono tanti!" cercai di farla ridere.

"Ti sta bene il sorriso!" esclama, quando la vidi sorridere.

Questa affermazione la fece sorridere più di prima, diventò inconsciamente rossa in viso.

"Alice, non so cosa tu abbia trovato in me. Sono sempre di fretta, stanca e vecchia! Mi fai sentire importante, davvero tanto" mi disse.

"Oh ma che dici, non sei vecchia. Sarai sempre di fretta ma sei l'unica persona adulta sempre presente per me, non ti ringrazierò mai abbastanza" mi fermai, stavo per piangere.

"ora non dico altro perché piango!" esclamai.

"aww, che carina che sei" mi sorrise.

Riuscivo a sciogliermi con un solo sorriso.

"ma durante le vacanze, ti posso scrivere una mail? Però non so, cioè il preside poi..." sperai in una risposta positiva e così fu.

"una mail? ma sei carinissima! se il preside dice qualcosa può andare a quel paesino!" rise.

"grazie Marti" le rivolsi un bel sorriso.

"Alice se prendo questo autobus non ti offendi vero? sono di fretta" mi confessò.

"stai tranquilla! tanto ci vediamo sempre" la rassicurai.

"ah Martina una cosa, volevo farti gli auguri di pasqua!" cercai di tirare fuori il discorso.

"sei troppo carina grazie, anche a te!" mi sorrise.

Mi avvicinai, le presi le mani e le poggiai sul visi, la tirai a me e finalmente la baciai.
Lei mi cinse la vita con le sue braccia, allungò una mano per accarezzarmi i capelli.
Mi staccai un po' per l'imbarazzo e un po' perché il suo autobus era vicino.
Vorrei che quel bacio fosse durato un'eternità.

"Se ti fa stare bene, scrivimi quando vuoi" mi sussurrò.

Le sorrisi come risposta, dovevo riprendermi da quello che fosse appena successo.

"Ciao Alice, ci vediamo!" mi salutò.

"Ciao!" ricambiai.

Non potevo crederci, finalmente ho trovato il coraggio.
Avete presente quei baci che sanno di casa?
Ecco, il suo è stato così.
Sono fortunata ad aver trovato una persona così dolce e leale come lei, veramente.

Tornai a casa con il sorriso stampato in faccia, penso proprio che quel bacio era tanto atteso da parte di entrambe.

Capimmo di sentirci a casa l'una nelle braccia dell'altra, ah l'amore...

Fragile.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora