È iniziata la scuola da qualche mese, sono stata bocciata quindi non sarò più in classe con Ginevra. Aurora ha cambiato classe ed è finita in classe con Ginevra, anche se non siamo in classe tutte insieme continuiamo a sentirci.
Con i nuovi compagni mi trovo bene, ma beh con Martina non è andata come mi aspettavo.
Nel periodo di fine agosto, abbiamo smesso di vederci per scelta sua. Diceva che quando sarebbe iniziata la scuola, avremmo dovuto vederci di meno perché visto che il rapporto si era consolidato, non dovevamo dare nell'occhio.
Non pensavo che prevedesse un ignoramento totale da parte sua.
Dopo tutto quello che è accaduto tra noi, non mi spiegai come mai abbia iniziato ad ignorarmi.
Ho provato a parlarle, ma ai suoi occhi sembravo solo un'ombra, evitava il mio sguardo e trovava sempre scuse di poco conto.
Decisi di affrontarla a scuola, fregandomene delle conseguenze e dei ruoli che abbiamo nelle nostre vite.
Andai nella classe di una mia amica, Martina De Angelis era proprio lì.
Seduta alla sua cattedra, con un'aria molto triste.
Guardava il telefono pur di non rivolgermi uno sguardo, peccato che fosse spento.
La classe era deserta, tutti i suoi studenti svolgevano l'intervallo allegramente in corridoio quindi non mi preoccupai.
"Martina, possiamo parlare?" Entrai e le domandai con un filo di voce.
"Alice, ma che ti prende! Sei impazzita!" Si alzò dalla cattedra.
"No, Martina. Forse sei tu che sei impazzita, mi stai ignorando del tutto!" Alzai la voce.
"Alice, per favore. Siamo a scuola, non fare cazzate" continuò lei.
"Martina, almeno dammi una spiegazione logica!" Imprecai.
"Non me la sento, Alice. Ho paura" confessò.
"Martina, anche io ho paura. Sul serio, ma non voglio smettere di vederti" affermai con sicurezza.
"Alice, vai in classe."
Conoscevo benissimo Martina, quando aveva paura tendeva ad agire senza pensare. Così come stava facendo in questo esatto momento, cercavo solo un po' di equilibrio tra noi.
In realtà ciò che mancava Martina era il coraggio, ogni tanto ripetevo a me stessa "sufficit animus" cioè "basta il coraggio" quando mi ritrovano in situazioni scomode questa estate, alla fine nella vita se non si rischia, se non si ha il coraggio, non si riuscirà mai a viversela al meglio.
Raggiunsi Ginevra al terzo piano, era arrivato il tanto atteso intervallo.
"Alice, le hai parlato?" Mi domandò subito.
"Si, è andata male, purtroppo"
"Ci dispiace" Ginevra e Aurora mi abbracciarono.
"Più che altro è come se ti avesse usata..." Pensò ad alta voce Aurora, in effetti aveva ragione.
Mi aveva tolto l'unica cosa che non aveva avuto ancora nessuno, per egoismo voleva prendersela lei a tutti i costi, ha avuto lei l'intento fin dall'inizio e io sono stata soltanto una sciocca a fidarmi ciecamente di lei.
"Dai Alice non pensarci" mi rassicurò Ginevra.
Finito l'intervallo, ognuno si recò nella propria classe a fare lezione.
Durante le ore di lezioni non seguii minimamente, finché ad un certo punto non venni convocata in presidenza.
Avevo soltanto brutti ricordi ormai lontani di quel posto, una parte di me sapeva che c'entrasse la storia avvenuta con Martina.
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Fragile.
Любовные романыUn incontro con una professoressa stravolgerà la vita di Alice, all'apparenza una ragazza testarda e orgogliosa, ma internamente fragile. Martina,noterà subito la sua fragilità, la trasformerà in punti di forza. Una storia destinata a finire. Tratto...
