Frank ragionava meglio da rilassato, ed essere seduto su quel praticello verde e tenero distendeva i suoi nervi il giusto, ma non troppo da farlo addormentare.
Le parole dell'uomo lo avevano colpito nel profondo. Forse questa "leggerezza" era davvero ciò di cui aveva bisogno? Dopotutto era stato lui stesso ad alimentare i suoi demoni interiori affondandosi nei suoi problemi. Pensava troppo, si faceva troppe paranoie, le nutriva con la sua pesantezza.
Pesantezza, l'opposto della leggerezza... Come aveva detto l'essere? Innanzitutto, aveva decretato che c'è una bella differenza tra leggerezza e superficialità. Infatti, secondo l'immaginario comune leggerezza e superficialità sono sinonimi. Non è così. Infatti, mentre un individuo superficiale è tale perché si ferma ,appunto, alla superficie, un individuo leggero è perfettamente in grado di andare più in fondo. Molto in fondo, anche. Solo, è leggero perché non si lascia sopraffare dai problemi, non ci affonda dentro, come già detto.
Un individuo leggero è quindi in grado di liberarsi da nodi e convenzioni sociali che invece legano e strozzano un individuo pesante. Un individuo leggero, quindi, prende la vita con più tranquillità, in modo saggio e consapevole. E, avendo tali caratteristiche, può volare lontano, come un uccello, sfruttando a proprio favore le correnti che la vita gli offre.
Frank si alzò, incamminandosi verso lo strapiombo con l'atteggiamento di un cucciolo di rondine pronto al suo primo volo. Certamente doveva trovare il giusto compromesso tra pesantezza e leggerezza, altrimenti sarebbe volato via.
Il vuoto c'era. E faceva paura. Frank cercò di non concentrarsi troppo su di esso, pensando alla panna.
Lo strapiombo era ampio. Troppo ampio, così ampio...
Frank cercò di non affondare nella sua paura di non riuscire a cadere dall'altra parte. Anche se mille dubbi e paranoie affollavano la sua mente, cercò di non lasciarsi rapire da essi e farsi trascinare negli abissi di quello strapiombo. Il pericolo c'era, lo vedeva. Non lo ignorava, semplicemente lo accettava e non si lasciava legare dalla paura con nodi dolorosamente stretti, che impedivano alle sue ali di spiegarsi.
Però, come era ampio quel dirupo... sarebbe servito davvero un gran bel salto. A Frank piaceva saltare, e le sue migliori performance le aveva sfoggiate da piccolo, giocando a "campana" con i suoi compagni. Li sfidava ad arrivare al punto più lontano possibile partendo dalla prima casella. Il più della volte vinceva lui: a discapito della sua statura non imponente sapeva spiccare certi balzi da far invidia ad una cavalletta.
Questa volta, sarebbe servito il suo salto migliore, il più lungo mai fatto, il più stupefacente. Fu come tornare bambino, con la griglia disegnata tutta storta con dei vecchi gessetti trovati nell'armadio della nonna. Sentiva il mormorio dei suoi amici d'infanzia che osservavano curiosi quanto, quel giorno, sarebbe arrivato lontano con il suo salto.
Le prime sei caselle erano disposte davanti a lui. Se le immaginò ampie e con i numeri scritti dentro. La settima casella era dall'altra parte dello strapiombo. Quello era il suo obiettivo. Saltò nella prima casella. Tutto avrebbe immaginato tranne che sarebbe potuto essere divertente. Procedette nella seconda. L'uomo lo guardava sbigottito, senza spicciare una parola. Quarta casella. Le ombre dei suoi compagni ridacchiavano con lui, evocando un'atmosfera nostalgica ma elettrizzante. Quinta casella. Adesso ridacchiavano di meno, con la suspense che saliva facendo battere i loro cuori come quelli di un fan che sente la sua canzone preferita in attesa del ritornello. Allo stesso modo loro guardavano Frank, quando saltò nella sesta casella. Il ragazzo prese un bel respiro. Si sbilanciò in avanti, piegando le gambe. Il cucciolo di rondine che prova a volare per la prima volta. Staccò prima un piede e poi subito dopo l'altro. Sarà stata la fortuna del principiante, le urla dei compagni che lo incitavano, o la frizzante aria che gli accarezzava il viso arruffandogli i capelli... fatto sta che era in alto e proiettato in avanti, vide il bianco dello strapiombo allontanarsi e il prato dall'altra parte di quell'immenso burrone anche. Sentiva i polmoni pieni di aria e di vita. Poi, il prato si avvicinò, di più, sempre di più, fin quando non fu sotto di lui, sotto i suoi piedi uniti al centro della settima casella. Aveva le braccia tese e la testa alta come un equilibrista dopo la sua miglior performance. Frank immaginò l'applauso dei suoi compagni così vividamente che riuscì quasi a sentirlo, chiaro e nitido nelle sue orecchie.
Guardò l'essere con il mantello nero. Sorrise.
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SLEEP- FRERARD
Paranormal~𝑆ℎ𝑢𝑡 𝑑𝑜𝑤𝑛 𝑦𝑜𝑢𝑟 𝑒𝑦𝑒𝑠,𝑘𝑖𝑠𝑠 𝑚𝑒 𝑔𝑜𝑜𝑑𝑏𝑦𝑒,𝑎𝑛𝑑 𝑠𝑙𝑒𝑒𝑝~ Quando un ragazzo che ha frequenti incubi incontra qualcuno di molto insolito che sembra disposto ad aiutarlo... Ma a che prezzo? -boyxboy -capitoli corti -romatico...
