Una Chiacchierata

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Ivan era un uomo dai saldi principi, che cercava di stare al passo con i tempi ma allo stesso tempo trasmettendo i valori, che gli erano stati insegnati in un'altra epoca, ai suoi figli. Credeva che nessuno poteva smuoverlo da quelli che considerava i capi saldi della sua vita, ma quando hai davanti il dolore di tuo figlio, tutto cambia.

Lui non aveva detto niente quando Christian aveva avuto un crollo dentro al programma, però lo aveva predetto che sarebbe successo in seguito a una possibile uscita del ragazzo barese. Lui se lo aspettava, era inevitabile, ma pensava fosse una cosa passeggera, invece no. In quel programma dall'11 febbraio in poi non c'era più suo figlio là dentro, ma un'altra persona triste, vuota e incapace a ballare, che non ci provava neanche.


Vederlo uscire a sorpresa quella sera era stato un colpo al cuore. Gli dispiaceva che Christian fosse uscito proprio quella sera in cui era riuscito a dare tutto sé stesso nel ballo, ma che avevano quei giudici in testa? Non riconoscevano il talento? Ricorda quella sera in cui consolava Alexia in un abbraccio perché piangeva. Provava a chiamare il più piccolo ma il telefono era sempre occupato e aveva pensato fosse per via di speciali protocolli del programma.

Ma non era così.
E lo aveva scoperto l'indomani, quando si era fatto kilometri con l'auto per andarlo a prendere a Roma e riabbracciarlo finalmente dopo mesi. Sua figlia si era sentita in dovere di accusare il fratello della mancata risposta al telefono della sera precedente e l'altro se ne era uscito con un semplice "mi ha chiamato Matti". La ragazza aveva rivolto uno sguardo veloce a suo padre, trovandolo confuso e colpito almeno quanto lei, ma poi il sorriso sul volto del corvino non aveva lasciato spazio ad altro.

E Ivan non si aspettava di ritrovarsi Mattia a casa per il giorno dopo. Sì, ipotizzava che si sarebbero rivisti ma mai così presto! Suo figlio lo aveva fatto impazzire per preparare tutto il necessario, come il biondo si fosse fermato a vivere da loro per sempre. Poi era successo: aveva conosciuto finalmente di persona l'altro ragazzo e li aveva visti interagire insieme.

Insomma era davvero necessario tutto quel contatto fisico? Non riconosceva più suo figlio! Christian lo toccava per ogni parola che gli dirigeva, lo sfiorava, lo spingeva, lo stringeva, lo abbracciava, e l'altro sembrava tranquillo. Si sentiva in dovere di dargli un freno ma poi lo vedeva sorridere e ridere a crepapelle e lo lasciava stare. La loro amicizia lo stava stordendo.

Poi il biondino se n'era tornato a casa sua, perché doveva studiare per la maturità. E lì pensó "le cose torneranno come prima di Amici", ma non fu così. Christian sembrava impazzito, ripudiava il suo nome e si faceva chiamare con quello dell'amico, parlava di lui h24 anche quando non c'entrava nulla nel discorso e passava più tempo a fare videochiamate che a ballare nella scuola di sua madre. Allora pensó "sarà una fase data dalla mancanza di un amico stretto".


Dovette ricredersi quando Christian lo fece alzare da tavola la mattina di Pasqua per prendere un aereo. Perché gli aerei viaggiavano durante le feste? E poi lui non lo avrebbe mai accompagnato, le feste si passano in famiglia! Inoltre, lui non si sarebbe alzato da tavola neanche se sua moglie lo stesse aspettando in aeroporto!

—Va bene. Non mi vuoi accompagnare, allora dammi le chiavi. - disse il corvino.

—Cosa? - chiese con gli occhi sgranati.

—Dammi le chiavi e ci vado da solo.

—Ma non se ne parla proprio. Non lascio il mio pregiato BMW in mano tua, soprattutto agitato come stai.

—Allora accompagnami! Ti prego!

—Accompagnalo pà, o non la finisce più. - disse Alexia, con gli occhi sul cellulare.

Raccolta di OS -Zenzonelli La tua prossima ossessione. Scoprilo ora