"Voglio farti un regalo"
Così aveva iniziato Christian quella conversazione telefonica. E Mattia non sapeva come rispondere. Si erano fatti decine e decine di regali a vicenda: collane, anelli, orsacchiotti, vestiti...
—Non ce n'è bisogno, Chri. - rispose con tono dolce.
—Io voglio farti un regalo però.
—Cosa vuoi regalarmi? - domandò.
—Non te lo posso dire adesso, è un segreto.
"Voglio farti un regalo
Qualcosa di dolce, qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso o mai aperto
O lasciato in treno o mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi
In questo giorno di metà settembre
Ti dedicherò il regalo mio più grande"
Era il 18 settembre.
Mattia era pronto a salire sul palco.
Aveva baciato la catenina con scritto "non si molla" e aveva accarezzato quel tatuaggio più e più volte. Aveva tanta ansia in corpo e l'ultima cosa che voleva era farsi sopraffare ed essere escluso per la seconda volta dal suo sogno.
Non era pronto a rivivere tutor da capo. Non senza il corvino al suo fianco. Non così. Non quando ogni cosa lì dentro gli avrebbe ricordato l'altro. Non ce la faceva lui e non ce l'avrebbe fatta neanche il maggiore fuori. Lo sapeva, ne era consapevole.
Girò lo sguardo verso la porta e un pensiero folle lo accarezzò dolcemente: abbandonare tutto, scappare via da lì. Ma non poteva. Per quanto lo desiderasse, per quanto lo volesse, per quanto il pensiero gli si potesse insinuare dentro come un tarlo fino a corroderlo, non poteva. E non poteva perché aveva fatto una promessa: non avrebbe mollato.
E un ricordo si fece spazio nella sua mente...
Era una noiosa mattinata di fine agosto, forse il 31, quando il suo ragazzo lo videochiamò. Non ci mise molto prima di rispondere alla sua richiesta e poco dopo comparve il viso appena sveglio del corvino sul suo cellulare.
"Buongiorno Matti."
—Buongiorno Chri.
"Come stai?"
"Bene, un po' annoiato. Tu?"
"Ora che ti vedo sto meglio." - disse.
"Sei sempre il solito." - si lasciò andare a un sorriso imbarazzato.
"Vorrei donare il tuo sorriso alla luna, perché di notte chi la guarda possa pensare a te..." - iniziò a cantare il bergamasco.
—
Per ricordarti che il mio amore è importante... che non importa ciò che dice la gente, perché... - cantó a sua volta il biondo. —Tu mi hai protetto con la tua gelosia che anche molto stanco, il tuo sorriso non andava via.
"Devo partire, però se ho nel cuore la tua presenza" - sussurrò sta volta il più grande.
—È sempre arrivo e mai partenza... Il regalo mio più grande
"Regalo mio più grande, eh eh eh"
…
Era il 5 Settembre.
Erano le 13:43 e stavano pranzando in videochiamata. Il maggiore gli stava raccontando di un loro video che aveva trovato in giro su twitter che paragonava il loro ultimo saluto avvenuto il 27 agosto al senso di vuoto in seguito alla sua uscita l'11 febbraio.
E anche se non era proprio la stessa cosa, perché allora le circostanze erano diverse, loro erano diversi, faceva comunque male nella stessa maniera. Il senso di vuoto e il non poter stars i accanto per la stupida quarantena a cui era costretto il barese lo rendevano altrettanto doloroso.
E Mattia ripensò a quel periodo, all'11 febbraio e a tutto quello che era successo dopo. Alla distanza che gli era stata in un certo senso "imposta" dalle circostanze, al suo non voler mangiare nulla che non fosse quella miscela di tonno e sugo fatta dal moro, al suo parlare solo ed esclusivamente di "Chri".
E poi pensó a come aveva reagito l'altro. Ai daytime in cui Christian se ne stava sdraiato sul suo letto con le lacrime agli occhi e le cuffiette nelle orecchie, alla puntata subito dopo la sua uscita in cui il maggiore aveva gli occhi rossi e lo sguardo perso... A quando aveva scelto di andarsene, di rinunciare a tutto, al suo sogno; ai discorsi di Maria e di Raimondo, a quello dei suoi genitori, al conforto che cercavano di dargli gli altri ragazzi...
E ripensò alla canzone di Tiziano Ferro:
"Vorrei mi facessi un regalo,
Un sogno inespresso
Donarmelo adesso
Di quelli che non so aprire di fronte ad altra gente
Perché il regalo più grande
È solo nostro per sempre"
È così era stato.
Christian glielo aveva fatto quel regalo: lo aveva messo prima di qualunque cosa, prima del suo sogno. Lui lo aveva fatto diventare il suo sogno. Gli aveva fatto il regalo più grande, quel regalo che ora era loro per sempre.
…
—Mattia Zenzola, tocca a te. - lo chiamò uno dei tecnici.
—In bocca al lupo. - gli urlò qualcuno, mentre lui si dirigeva verso le scale.
—Ciao Mattia. - lo salutò la padrona di casa, mentre la folla lo acclamava.
—Ciao Maria. - salutò con un sorriso.
—Mattia si è presentato con una sua coreografia su "il regalo mio più grande" di Tiziano Ferro. - annunciò la conduttrice. —Base.
Iniziò a ballare.
Ci mise tutto sé stesso.
Ad ogni passo, su ogni accento, ad ogni giro pensava solo ed esclusivamente a lui. A colui a cui aveva dedicato quella splendida canzone.
"Amore dato, amore preso, amore mai reso
Amore grande come il tempo che non si è arreso
Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte...
Sei tu, sei tu, sei tu, sei tu
Sei tu, sei tu, sei tu, sei tu
Il regalo mio più grande.
Concluse posizionandosi al centro del palco, guardando in alto, verso la loro stella, consapevole che lui avrebbe capito.
Breve os per questa mia notte insonne, abbracci 🫂💜🤍
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Raccolta di OS -Zenzonelli
FanfictionTante os su Mattia e Christian. // Tutto è frutto di immaginazione //
