Fratello Maggiore.

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Il compito di un fratello maggiore era difficile, terribilmente difficile. Dovevi soddisfare le aspettative di tutti, essere il migliore, dare l'esempio ai fratelli più piccoli e aiutarli a crescere nel migliore dei modi. Questo Saverio lo sapeva bene e pensava che crescendo, trasferendosi e formando una famiglia tutta sua, quel compito sarebbe andato scemando col tempo ma così non era.

Era sempre stato un buon confidente per i suoi fratelli, un amico, uno scudo e una copertura con i genitori. Aveva continuato così anche quando, ormai con due figli, le visite a casa diventavano sempre più di rado.

Perciò rimase piacevolmente sorpreso quando suo fratello Mattia, allora allievo della scuola di Amici, lo aveva chiamato chiedendo il suo aiuto...

"Ciao, nanerottolo." - disse rispondendo al fratello.

"Sa... Come stai?"

"Cosa hai? Qualcosa non va?" - chiese preoccupato.

"Io ti devo parlare..." - il biondo era nascosto tra i cespugli, con il microfono spento e lontano da occhi indiscreti.

"Che è successo?" - sperava in qualche paranoia banale tipica di suo fratello, ma dal suo tono sentiva che era qualcosa di serio.

"C'è... C'è un mio amico..." - falso, falsissimo, pensó Saverio al di là del telefono.

"Eh?"

"A questo mio amico piace un ragazzo..."

"Sì, e quindi?"

"Come e quindi? Aiutami, no?" - disse, permaloso come sempre.

"Mattia, le bugie non le sai dire, mamma mia" - fece una pausa. "Cosa vuoi da me? Vai da Christian e digli che ti piace, no?"

"Io... Io... Non-"

"Non sono cieco. Li guardo anche io i daytime e le puntate della domenica."

"Quindi va bene?"

"Sei il solito rompiballe, permaloso e piagnucolone che eri anche prima di dirmi che ti piacciono i ragazzi. Quindi sì, va bene, solo..." - fece una pausa. "Non farti spezzare il cuore, ok? Vacci con i piedi di piombo."

"Grazie Sa." - disse con la voce rotta. "Ti voglio bene."

"Anche io, piccolo perdi-mocciolo" - disse per farlo ridere e ci riuscì.

E Mattia lo aveva ascoltato.
C'era andato con i piedi di piombo, un passo per volta, godendosi l'attimo fino a quando non arrivò la notizia che doveva tornare a casa. A casa era arrivata la chiamata di sua madre...

—Amore, rispondi tu, è tua madre. - gli disse Federica.

—Va bene. Pronto?

"Sa" - la donna piangeva.

—Mamma, che succede?

"Ha chiamato tuo fratello. Era in lacrime, povero cucciolo mio. Gli hanno fatto abbandonare la scuola per il piede."

—Mi dispiace... Lui dov'è?

"In un hotel a Roma, sta aspettando. Io sto partendo ora. Dani è a casa, sa già tutto"

—Papà?

"Come deve stare quel povero uomo di tuo padre? È dispiaciuto. In più ha parlato al telefono con Mattia e lui pensa di averlo deluso, sai com'è fatto tuo fratello..."

—Sì... Ora lo chiamo, ok? Fa attenzione.

"Sì, ciao tesoro." - e aveva chiuso.

—Che è successo? - si avvicinò a lui la giovane donna.

Raccolta di OS -Zenzonelli Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora