Angel Shot.

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AU! Christian barman.





Christian lavora come barman in un locale vista mare in Puglia tutti gli anni per il periodo estivo. Lo stipendio non è granché, ma è già qualcosa per lui. Tutti i giorni ne vede di tutti i colori: dagli ordini più bizzarri alle richieste più assurde, dai clienti spacconi a quelli depressi che si ubriacano per dimenticare qualsiasi cosa.

Lavora solo di notte, ma se per qualche ragione il suo capo lo chiama per dare una mano la mattina o il pomeriggio con la promessa di qualche extra sulla paga, lui non se lo fa ripetere due volte. L'occasione in questione avvenne la mattina del 10 agosto...

—Alex, anche tu qui? - chiese, arrivando al bar.

—Sì. - sbuffò l'altro. —Le ragazze non ci sono e ha chiamato anche me.

—Avevi impegni?

—No, apparte le mie adorate ore di sonno da recuperare.

—Guarda che bel sole, un sacco di fighe... - disse allegro il corvino.

—Sai benissimo che sono fidanzato, coglione. Cosmary mi taglia le palle se guardo un'altra.

—Aia! - esclamò, portandosi le mani sui gioielli di famiglia.

—Buongiorno. - disse timido un ragazzo biondo arrivando al bancone.

—Buongiorno. - gli sorrise Christian. —Che ti dò, biondino?

—Un estathe al limone, grazie.

—Subito. - disse, porgendosi per tirare la bibita fuori dal frigo. —Ecco a te.

—Quanto pago?

—Questo è gratis, se mi dici come ti chiami. - disse con tono seduttore il maggiore, vedendo l'altro arrossire.

—Mi chiamo Mattia.

—Questo lo offre la casa, Mattia. - disse strizzando l'occhio.

—Grazie. - disse con un sorriso timido.

—Sei imbarazzante. - disse il castano al suo fianco, quando vide il biondo uscire dal locale.

—Che c'è? Hai visto com'era bello?

—Sono etero. - rispose Alex. —E soprattutto fidanzato.

—Questo non ti proibisce di apprezzare la bellezza oggettiva.

—Gli ha guardato il culo quando è uscito, cosa c'è di oggettivo in questo?

—Aveva un culo da favola, Alex. Era oggettivamente giusto ammetterlo. - disse in sua difesa. —Sei tu che non capisci un cazzo.

—Pure... - si lamentó l'altro ragazzo.

Mattia iniziò ad andare con regolarità al bar, sempre a prendere il solito estathe al limone, e forse anche per conoscere meglio il barman, che non perdeva occasione per scambiare due chiacchiere con lui. Dall'altra parte Christian era stremato dal lavoro, ma aspettava con ansia che il biondino entrasse per il suo tè, anche se non lo avrebbe mai ammesso a voce alta.

Ma un giorno Mattia non si presentó fino a tarda notte per una serata che aveva organizzato il locale con musica da discoteca e tanto altro. C'era un sacco di gente, quindi tutti si muovevano da un lato all'altro per servire a destra e a manca.

Nel frattempo, tra un cocktail e l'altro, Christian lanciava occhiate discrete verso il portone di ingresso o verso la sala. Solo dopo il 25esimo analcolico della serata, vide il biondo ballare sulla pista con un tipo che gli stava particolarmente addosso. Aveva le nocche bianche e aveva iniziato a spingere la lingua verso l'interno guancia in un gesto infastidito.

Il tipo stava iniziando a spingersi troppo oltre, anche se il barese lo stava palesemente allontanando. Che cosa non capiva quello là? Aveva iniziato a stargli troppo addosso, nonostante l'altro se lo levasse didosso e si allontanasse. Vedendo il più piccolo in difficoltà, venendo più volte importunato dallo stesso tizio, e senza l'aiuto degli "amici" che lo avevano accompagnato, decise di agire.

—Hey, biondino. - lo chiamò al bancone. —Vuoi un angel shot?

—No, grazie, io non bevo. - rispose con un sorriso tirato, chiaramente in imbarazzo per la situazione spiacevole in cui si trovava e probabilmente anche per la risposta appena data.

E Christian non sapeva se sbattere la testa al muro perché il ragazzo non aveva capito il codice o buttarsi ai suoi piedi dopo quel sorrisino triste. Però quasi sicuramente avrebbe girato il bancone solo per prendere a pugni quel coglione che stava importunando quello splendido ragazzo dagli occhi azzurri.

—Chi non conosce il codice "Angel Shot" al giorno d'oggi? - chiese Alex al suo fianco.

—È così tenero e ingenuo. - sospirò il moro, vedendo il minore spaesato ributtarsi tra la folla.

—Ugh! Sdolcinato. - disse l'altro. —Gli serve aiuto?

—Sì, un tizio gli sta alle calcagna e non sa più come levarselo didosso. - spiegò.

—Vai, ti copro io.

—Sul serio? - chiese emozionato.

—Sì, vai prima che cambio idea.

—Grazie Alex, ti devo un favore. - disse, slacciandosi il grembiule per poi girare il bancone.

Una volta in pista, cercò di rintracciare con lo sguardo il biondo e una volta trovato si avvicinò a lui e a quello stramaledetto tipo che continuava ad insistere.

—Ti ha detto no, cosa non capisci? - disse, mettendosi davanti al barese.

—E tu chi saresti?

—Sono il tizio che ti spaccherà la faccia se non lo lasci in pace.

—N-non è necessario... - balbettò l'altro dietro la sua schiena.

—Fammi vedere, avanti. - disse l'altro, spingendolo, chiaramente ubriaco.

—Andiamocene, Matti. - disse, afferrando la mano dell'altro per trascinarlo fuori da lì.


Per quanto avesse voluto procurargli un occhio nero, non era così stupido da provocare una rissa nel locale in cui lavora durante il suo turno di lavoro. Perciò lasciò perdere e portò l'altro fuori. Si trovò davanti il mare, immenso e infinitamente blu, esattamente come gli occhioni che lo guardavano aspettando la sua prossima mossa.


Si stessero sulla sabbia fresca a guardare il mare che si perdeva all'orizzonte, tutti e due in silenzio, senza sapere cosa dire o più semplicemente gustando la presenza dell'altro senza futili parole di mezzo.


—Non mi hai ancora detto come ti chiami... - riflettè Mattia, con lo sguardo perso fra le onde, sentendo quello dell'altro addosso.

—Christian. - rispose, facendo girare il biondo nella sua direzione. —Mi chiamo Christian.








Tre os in meno di 24h, sono o non sono un mito?

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