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Si affrettò ad uscire dal locale, come se restare lì un secondo in più fosse troppo.

Fuori, il freddo lo fece rabbrividire. Si tirò su il cappuccio per il forte vento, cercando riparo, ma la frangia continuava a ricadergli sugli occhi, pungente e fastidiosa.
Provò a sistemarla con le dita, più e più volte.

«Ma dio cristo...» borbottò, fin quando non andò a sbattere distrattamente contro la schiena di qualcuno.
Alzò lo sguardo. La figura davanti a lui era molto più alta, ferma sotto la luce del lampione.

«Hai finito di bere?» chiese un po' scocciato, lasciando per qualche secondo interdetto il biondino.
Notò del fumo fuoriuscire dalle sue labbra, formando una nuvola biancastra che si disperdeva nell'aria.

Un colpo di singhiozzo involontario fuoriuscì dalle proprie labbra, forse per aver bevuto un po' troppo. Se ne vergognò parecchio. Si tappò immediatamente la bocca per non emettere altri suoni.

Il ragazzo difronte a sé sgranò gli occhi e si girò verso la sua stessa direzione. Fu allora che i loro sguardi si incastrarono perfettamente tra di loro per la prima volta.

Aveva i capelli lunghi, corvini, che gli ricadevano sulle spalle. Per un attimo credette fosse il proprio compagno di squadra. Gli aveva detto che sarebbe rimasto fuori ad aspettarlo mentre beveva qualcosa.. ma non si aspettava di certo di ritrovarsi davanti un perfetto sconosciuto.

Assottigliò lo sguardo, rimanendo sull'attenti. Appoggiò lentamente la mano dietro la propria schiena per prendere la pistola che teneva nascosta, accertandosi che l'altro non l'avesse presa mentre era distratto.

Il biondino non fece molto caso ai suoi movimenti, bensì, tolse lentamente le mani dal proprio viso, schiudendo le labbra per scusarsi ma non pronunciò nemmeno una singola parola.
Era rimasto incantato a guardarlo, per un'infinità di secondi, prendendosi la briga di non farsi sfuggire nemmeno un dettaglio del suo volto. Aveva uno sguardo penetrante e faceva fatica a sostenerlo. I suoi occhi dal taglio simile ad una volpe, le labbra leggermente lucide e rosee per il freddo, che aveva appena inumidito passandoci la lingua sopra, proprio non lo aiutavano. Nemmeno il fatto che fosse più alto e robusto di sé non aiutava.

Si sentiva vulnerabile con la sua presenza.

«Chi sei?» chiese il corvino, spezzando il silenzio che si era creato. Il suo tono fece tornare anche alla realtà il più basso. Stava per rispondere, ma fu interrotto nuovamente da un altro piccolo singhiozzo.

L'altro, perse subito la pazienza e con un gesto veloce buttò la sigaretta a terra, afferrò la pistola dietro di sé e la puntò all'altezza della sua fronte, facendo qualche passo indietro per poter distendere le braccia in avanti e mirare.

«Stai indietro!» urlò, facendo trasalire di paura il più piccolo che si riparò con gli avambracci sopra la testa. Strinse gli occhi in due fessure. I battiti del cuore erano irregolari. In quegli attimi tornò leggermente lucido dopo quella piccola sbronza.

«Hyunjin non sparare.» si intromise Changbin, raggiungendo i due prima che le cose finissero male.

Il corvino però non abbassò l'arma dopo le sue parole. Rimase comunque neutro, sia nei movimenti che nello sguardo, imprecando a bassa voce per aver sprecato una sigaretta per nulla.

Il biondino invece sentì le gambe molli e finì a terra in ginocchio.
«Tutto ok?» chiese Changbin, prendendolo dal braccio per aiutarlo a rialzarsi ma Hyunjin lo afferrò per il polso, fermando così le sue intenzioni.

«Potrebbe essere una spia e tu lo aiuti? Ma che cazzo ti dice il cervello?!» lo guardò sconvolto, stringendo la presa sul suo polso finché il moro non strattonò via il braccio per liberarsi.
«Che pensi di fare?» continuò più serio di prima, abbassando lo sguardo sul biondo a terra. Changbin stava ragionando sul da farsi. Si avvicinò all'orecchio di Hyunjin. Gli riferì gli ordini di Chris, così che capisse la situazione.

Run away -hyunlix-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora