Il silenzio nell'appartamento era quasi assordante. Felix era seduto al tavolo della cucina, con la testa abbandonata tra le braccia. Il suo sguardo era fisso su un punto impreciso del legno, ma non sembrava davvero vederlo. Era come se fosse sospeso in un'altra dimensione, prigioniero dei suoi stessi pensieri. La sua espressione era vuota, priva di emozioni, come se ogni frammento di vita fosse stato prosciugato dal suo volto.
Qualcuno bussò lievemente alla porta, era quasi impossibile sentirlo ma l'aveva udito. Minho fece il suo ingresso, interrompendo in quella quiete fin troppo schiacciante. Portava con sé una busta di plastica contenente qualcosa di alto e dalla forma quasi rotonda. Il profumo inconfondibile di pollo fritto si mescolava alla dolce aroma di panna e fragole. Un mix un po' strano da annusare.
«Felix? Tutto ok?» chiese, aspettandosi almeno una reazione ma non ci fu risposta.
L'altro sospirò, lasciando cadere la busta sul tavolo della cucina con un tonfo delicato. Sì avvicinò poi a lui, si chinò per scrutarlo meglio, e constatò che l'espressione del minore non fosse cambiata da quando aveva varcato la soglia di casa. Sembrava immerso in un oceano di pensieri, profondo e inaccessibile.
«Ci sei?» mormorò il maggiore, con la sua voce addolcita da una preoccupazione sincera. Non ottenne che un silenzio impassibile, un'altra volta. Deciso a rompere quella barriera, gli si avvicinò ancora di più, posizionandosi al suo fianco con il corpo piegato alla sua altezza. Con delicatezza, infilò due dita sotto il suo mento, sollevandogli piano piano il viso.
Gli occhi nocciola di Felix, stanchi e sfuggenti, incontrarono per un attimo quelli di Minho, che gli sorrise in un modo così caloroso che sembrava un faro di luce in mezzo ad un buio eterno.
«Se continui a stare così, qualcuno potrebbe scambiarti per un cadavere.» scherzò, provando a strappargli almeno un accenno di reazione.
Ma quest'ultimo rimase immobile, il suo silenzio era più eloquente di qualsiasi parola. Il castano però non si diede per vinto. Con una naturalezza disarmante, tirò fuori una piccola molletta dai colori pastello di Jisung, che teneva solitamente nel taschino per avere un pezzo di lui anche a lavoro e, con una tenerezza quasi infantile, gli sistemò la frangia dietro la fronte.
«Ecco fatto.» disse con un sorriso soddisfatto. «Così almeno riesco a vederti meglio.» confessò notando quanto i suoi capelli fossero cresciuti col passare dei giorni. La sua frangetta ora gli copriva lo sguardo.
Felix non reagì subito, ma qualcosa nei suoi occhi si ammorbidì per un istante, un lampo di emozione che svanì prima ancora che potesse essere colto. Il maggiore si lasciò cadere sulla sedia accanto a lui, afferrando la fetta di torta dalla busta per condividerla con lui. Afferrò un cucchiaio dal cassetto dietro di sé, ne prese un pezzo, molto ripieno di panna e fragole e, con la stessa attenzione di chi maneggia qualcosa di fragile, lo avvicinò alle labbra del più piccolo.
«Dai, apri la bocca.» disse piano, senza traccia di ironia nella voce.
Il diretto interessato lo guardò di sfuggita, senza opporsi, e lasciò che il castano lo imboccasse. La dolcezza della panna si sciolse lentamente sulla sua lingua, ma il suo volto rimase inespressivo. Sì leccò le labbra dolci e un certo appetito affiorò nel proprio stomaco.
Minho sospirò, appoggiando il cucchiaio sul bordo del piatto. Non era necessario chiedere; poteva immaginare il motivo di quella tristezza. Probabilmente era colpa di Hyunjin. Non era difficile collegare i pezzi, conoscendolo e sapendo come trattava il biondino.
Non fece domande. A volte il silenzio era l'unica cosa di cui una persona aveva bisogno. Piuttosto, decise di fare qualcosa di più concreto. Allungò una mano e prese con delicatezza il polso di Felix, lasciandolo riposare nel proprio palmo. Le dita si posarono leggere, quasi impercettibili, sulla sua pelle chiara, proprio dove c'erano le vene.
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Run away -hyunlix-
ספרות לא בדיוניתVolenteroso di sparire completamente nel nulla, Felix si ritrova per sbaglio in una piccola città a lui del tutto sconosciuta, abbandonata dal tempo e piena di delinquenti. Ciò che non aveva previsto però, erano proprio le conseguenze dell'aver mess...
