Il cielo si era tinto di arancione e il sole sembrava volersi nascondere dietro i palazzi, lentamente. Le ore erano passate in fretta, forse troppo velocemente per chi desiderava rallentare almeno un po' il passare del tempo.
Hyunjin sbatté l’anta dell’armadio e si chinò per infilarsi le scarpe mentre lo realizzava. Aveva il volto teso, non aveva cambiato espressione in quelle ore. Aveva fatto mente locale su ogni singola cosa che lo avrebbe potuto aiutare a risolvere quel caso, ma nulla sembrava condurlo da qualche parte. Rimuginava sulle stesse cose, attendendo il passare del tempo per poter uscire ad un orario più sicuro.
Alle sue spalle, invece, Felix stava armeggiando con lo zaino da almeno due ore buone.
«Ci stai mettendo più tempo a prepararti che il sole a tramontare.» commentò il corvino, senza voltarsi.
Il diretto interessato se ne stava inginocchiato a terra, con accanto lo zaino in questione che stava riempiendo.
Nel sentire quella frase alzò gli occhi al cielo e sbuffò. «Poi mi ringrazierai di essere così preciso. Sto cercando di essere... pronto.» rispose tornando a ciò che stava facendo. L'organizzazione era fondamentale per lui; era andato avanti quei mesi grazie a tutto il necessario che si era portato dietro e, senza nemmeno farlo apposta, gli era servito letteralmente tutto. Prima di convivere con il maggiore se la cavava abbastanza bene, se non fosse sorto il problema dei soldi.
Hyunjin rise piano, ma era un suono smorzato, sarcastico. Si girò, incrociando le braccia sul petto e osservò con finto interesse il contenuto che il più piccolo aveva appoggiato sul loro letto. Per lui non era necessario portarsi dietro tutti quegli oggetti, aveva intravisto persino dei cerotti. Scosse la testa, poi però l'occhio si posò su di un piccolo libricino accanto a lui.
«Davvero Yongbok? Un libro? Pensi che nel mezzo dell’indagine avremo tempo per una lettura rilassante sotto le stelle?» ironizzò, sollevando un sopracciglio mentre lo prendeva per sfogliarlo.
Il biondino si alzò subito da terra. Glielo strappò dalle mani e cercò di infilarlo nello zaino con più forza del necessario, palesemente irritato. «È un taccuino, idiota. Mi serve per prendere appunti.» brontolò innalzando il suo classico broncio, con le sopracciglia aggrottate verso il basso.
«Certo, certo. Prenderai appunti... oppure annoterai quanto sarà piacevole prenderlo a novanta mentre saremo in missione?» ribatté lui con un sorrisetto malizioso, allungando la mano verso il suo fondoschiena prima di dargli una sonora pacca sopra.
«Cristo.. Stai zitto!» ringhiò in risposta, lanciandogli contro una bottiglietta d’acqua che schivò con disinvoltura. Chiuse lo zaino con un colpo secco e lo superò senza guardarlo. «Beh, considerando quanto sei arrapato, pensavo fosse il caso di portare anche un guinzaglio, nel caso tu fossi troppo in calore per controllarti.» lo rimproverò massaggiandosi il di dietro.
Il più alto trattenne una risata. Si voltò nella sua direzione fino ad incontrare il suo sguardo. In sovrappensiero, gli andò a sfiorare con la punta delle dita i capelli ai lati al viso, portando una ciocca dietro al suo orecchio.
Felix guardava quelle due pozze nere, le stesse che aveva sempre detestato. In quel momento invece, sembravano un abisso che lo attirava a tal punto da desiderare di volerci sprofondare all'interno.
C’erano un milione di cose che Hyunjin avrebbe voluto dirgli:
"Stai a casa."
"Sei troppo giovane."
"Ho paura che tu possa farti male."
Ma nulla uscì dalle sue labbra, quindi alla fine si limitò a ricomporsi e varcare la porta della loro camera, sbuffando come se stesse accettando di portarsi dietro un adolescente capriccioso.
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Run away -hyunlix-
Non-FictionVolenteroso di sparire completamente nel nulla, Felix si ritrova per sbaglio in una piccola città a lui del tutto sconosciuta, abbandonata dal tempo e piena di delinquenti. Ciò che non aveva previsto però, erano proprio le conseguenze dell'aver mess...
