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«Per quanto ancora non intendi rivolgermi la parola? Non è colpa mia se sei stato inseguito da un cinghiale.»

La musica della radio trasmetteva qualcosa di mediocre, mentre erano seduti in auto, separati da un metro di orgoglio.

«No certo. MA POTEVI FARE QUALCOSA INVECE DI RIDERE!»
Felix si voltò di scatto verso di lui, con le guance arrossate non solo per la corsa di poco prima ma per l’umiliazione che ancora gli bruciava addosso. Aveva urlato davvero così tanto? Sì. E odiava il fatto che Hyunjin l’avesse visto.

Quel tono acuto gli aveva quasi perforato il timpano. Hyunjin si massaggiò l’orecchio con lentezza, fingendosi sofferente.
«Urlavi come una checca. È stato divertente.» Si concesse un sorrisetto soddisfatto che l'altro video benissimo.
In realtà l’immagine di Felix che correva in modo scomposto con il cinghiale alle calcagna gli aveva fatto salire il cuore in gola prima ancora della risata nervosa.

«Come no. Divertentissimo. E perché ha inseguito solo me? Doveva incornare te, brutto stronzo.»
Gli puntò il dito contro, poi incrociò le braccia al petto. Dentro di sé pensava che, se fosse accaduto qualcosa di peggiore, Hyunjin sarebbe intervenuto e questo lo tranquillizzò un po'.

«Perché sono bello e mi ha risparmiato.» rispose fiero, mentre si passava una mano tra i capelli, spingendoli indietro con stile. «Vedi?» Gli fece l’occhiolino e, con arroganza, lasciò scivolare la mano sulla sua coscia che strinse.

Felix trattenne un brivido. Gli prese un dito e sollevò la mano, spostandola con finta indifferenza.
«Non sei mica Changbin.»

Quel nome cadde tra loro come una sfida.

«Fai sul serio? Mi paragoni ad uno gnomo??» lo guardò incredulo, sentendo l’orgoglio pizzicargli la pelle.
Riportò lo sguardo sulla strada che stavano percorrendo, scalando una marcia per imboccarsi in una stradina alla loro sinistra.

«È muscoloso, ironico, premuroso, dolce e potrei continuare!»
Il minore stava elencando tutte le sue qualità, contandole sulle dita, ma stava esagerando di proposito.

Hyunjin lo fissò ancora per qualche secondo, poi inclinò la testa di lato.
«Ha il cazzetto più corto del tuo.»

Ci fu un secondo di silenzio. Felix batté le palpebre, spiazzato. Tutto si aspettava tranne quella affermazione.
«Ritiro tutto ciò che ho detto.»
Si ricompose subito, tossendo per nascondere il mezzo sorriso che gli era sfuggito.

Il corvino assaporò il retrogusto della vittoria e ne fu soddisfatto.
«Bravo, ragazzino che non sei altro.»
non pronunciò quelle parole con disprezzo, più come ironia mascherata da verità.

Quest'ultimo lo guardò storto.
«Mentalmente sono più maturo di te.»
disse con fermezza. Voleva essere preso sul serio stavolta. Voleva che smettesse di guardarlo come qualcosa da gestire.

Hyunjin sollevò un sopracciglio.
«Disse quello rincorso da un cinghiale. “Aiuto fai qualcosa! ahhh~”»
Imitò la sua voce con una somiglianza insopportabile, persino le gesta del minore mentre fuggiva.

Felix sentì il viso incendiarsi immediatamente.
«MA CHE C’ENTRA!»
Il suo tono rimbalzò dentro la macchina e per un attimo tornò silenziosa. Poco dopo udì una risatina contenuta e per una volta lo lasciò stare. Fu piacevole ascoltarlo ridere.

«Siamo arrivati.» lo avvertì il corvino, buttandogli un'occhiatina.

L'altro guardò subito intorno a loro, ispezionando il posto con uno sguardo attento ad ogni dettaglio. Teneva premuto il naso contro il vetro del finestrino, quasi come un bambino ansioso di scendere.

Appena il freno a mano fece il suo solito rumore scricchiolante, spalancò lo sportello per uscire e stiracchiarsi.
«Finalmente. Col cazzo che ci torno di nuovo in questo posto di merda. Tre giorni per arrivarci.»

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⏰ Ultimo aggiornamento: Mar 07 ⏰

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