Hyunjin spalancò gli occhi nel buio della sua stanza. Il cellulare vibrava incessantemente sul comodino ed il piccolo display illuminava il soffitto con il nome di un contatto che non chiamava mai senza un buon motivo.
Si tirò su a sedere con un sospiro pesante, passandosi una mano tra i capelli scuri con noncuranza.
Rispose senza esitazione.
«Dimmi.» disse con un tono più che assonnato. Si chiedeva come mai lo avesse chiamato nel cuore della notte. Già presagiva il peggio.
La voce dall’altra parte della linea era tesa, esitante. Dopo un attimo di silenzio, arrivò la conferma.
«Abbiamo un problema. Ho ricevuto una soffiata… L'uomo a cui stavamo puntando si sta muovendo, ma non nel luogo previsto. Sta andando in uno dei magazzini abbandonati ai confini della città, appartenenti agli uomini dell’altra casa, ricordi il luogo? Ti ci ho portato qualche anno fa.» fece una pausa prima di continuare, come se lo stress avesse avvolto completamente l'uomo e lo stesse sfinendo. «Non siamo gli unici a volerlo morto.. qualcun altro gli sta già alle calcagna.»
Il corvino non chiese ulteriori dettagli inutili, imprecò solamente mentre si alzava tempestivamente dal letto e riagganciava. Si infilò i vestiti di fretta e in pochi minuti era già fuori. A malincuore aveva dovuto lasciare quel letto caldo, con accanto il biondino. Era immerso completamente nelle coperte. In quel momento invidiava vederlo nel mondo dei sogni.. perché avrebbe voluto rimanere lì con lui.
Il freddo della notte gli gelava il viso mentre saliva in macchina, togliendogli di conseguenza il sonno di dosso. Odiava andare in giro a quell'ora, era la più pericolosa, eppure era obbligato a farlo. Non poteva disubbidire al capo.
Ora anche il tempo era contro di lui, erano già passati troppi minuti preziosi.
𓄧
Il magazzino abbandonato odorava di ruggine, muffa e sangue rappreso. L’aria era densa, impregnata di una vecchia umidità che si attaccava alla pelle come una seconda ombra. Il corvino si muoveva nell’oscurità, con la precisione di un predatore, i passi felpati e lo sguardo affilato che squarciava il buio. Ogni scricchiolio del pavimento, ogni spiffero tra le lamiere contorte veniva registrato dalla sua mente come un calcolo matematico per prevedere un possibile attacco nemico. Con una pistola tesa in avanti da entrambe le mani si faceva strada verso l'ignoto.
Aveva il respiro regolare ed il battito fermo. Era impegnato a tenere sotto controllo tutto, persino se stesso. La concentrazione era fondamentale nel suo lavoro, bastava davvero poco per rimetterci le penne.
Sapeva che il bersaglio era lì. Lo aveva visto nelle riprese delle telecamere di sicurezza, aveva studiato i movimenti, incrociato gli orari. Ogni dettaglio combaciava. Eppure, qualcosa non tornava.
Il silenzio era sbagliato.
I magazzini come quello non erano mai davvero silenziosi: topi che rosicchiavano il legno, l’eco distante di qualche animale nella notte, il ronzio soffocato delle lampadine morenti. Ma lì c’era solo vuoto. Un silenzio innaturale che gli fece stringere la mascella e deglutire nervosamente.
Avanzò, stringendo maggiormente la pistola con la sicurezza di chi sapeva usarla senza esitazione. Il corridoio era stretto, il pavimento macchiato da aloni scuri, tracce di vite già spezzate prima di quella notte. La porta della stanza sul retro era socchiusa, una sottile luce giallastra filtrava dallo spiraglio, tagliando il buio.
Prima di entrare fece un sospiro, ogni istante poteva essere l'ultimo, aveva troppo poco tempo per chiedere perdono per ogni peccato.
Fece un passo dentro e si fermò, bloccato da quella visione che non si aspettava minimamente.
Il corpo dell'uomo giaceva a terra, il suo sangue ancora caldo si allargava in una pozza scura sul cemento. L’odore ferroso si mescolava a quello dell’olio bruciato di un'auto e della polvere secolare. Un rivolo rosso scuro scendeva lento lungo la guancia del cadavere, solcandogli la pelle pallida.
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Run away -hyunlix-
NonfiksiVolenteroso di sparire completamente nel nulla, Felix si ritrova per sbaglio in una piccola città a lui del tutto sconosciuta, abbandonata dal tempo e piena di delinquenti. Ciò che non aveva previsto però, erano proprio le conseguenze dell'aver mess...
