Hyunjin rimase immobile, con lo sguardo perso sul proiettile. La sua mascella si irrigidì fino a fargli male e le vene del collo pulsarono incessantemente. Non ci mise molto a realizzarlo, il capo l'aveva messo alla prova e la verità lo colpì con violenza.
«Quel bastardo…» ringhiò a denti stretti e in un attimo sferrò un pugno contro il muro. Il rumore secco riecheggiò nell’aria, seguito da un secondo colpo, ancora più rabbioso. «Io lo ammazzo!» urlò con la voce incrinata dall’ira.
Felix lo guardava da qualche passo di distanza. Non aveva paura di quel furore, lo conosceva già. Era lo stesso fuoco che bruciava dentro di lui, solo che Hyunjin lo lasciava esplodere.
Fece un paio di passi per raggiungerlo, senza provare a fermarlo. Lo lasciò sfogare un po', mentre le nocche del corvino cominciavano a macchiarsi di sangue, un'altra volta.
Vederlo farsi travolgere dalle emozioni lo incupì. Forse perché una parte di sé era invidiosa di come le lasciava fluire fuori anziché tenersele dentro a marcire.
«Hey.» iniziò, bloccando l'ultimo pugno e afferrando il suo polso per costringerlo a non farsi più del male.
«Smettila.» mormorò, con una calma tagliente, quasi fredda. Non era un ordine, ma neppure una richiesta.
«Se continui così, l’unico che ci guadagna è lui. Lo capisci, vero? Ti vuole cieco dalla rabbia, così non penserai lucidamente.» parlò guardando i suoi occhi scuri, persi in un vortice che oscillava tra odio e disperazione. Felix gli afferrò la guancia con decisione, costringendolo a guardarlo.
«Non gli darai questa soddisfazione.» aggiunse, sufficiente a farsi ascoltare.
Un silenzio pesante calò tra i due. I respiri affannati di Hyunjin si mischiarono con la tensione nell’aria. Il biondino invece lo studiò con attenzione, poi lasciò scivolare un mezzo sorriso sulle labbra, inclinando la testa di lato.
«Se proprio hai bisogno di sfogarti…» la sua voce si fece più bassa, dettata da una provocazione sottile. «Usa me.»
𓄧
Nel buio si poteva scorgere, accanto al magazzino, l'auto del maggiore, parcheggiata con cura in mezzo alla sterpaglia. Al suo interno l’aria era densa, persino i vetri si erano appannati. Il silenzio della notte era un contrasto assurdo se comparato al caos che ribolliva dentro di loro.
Le loro labbra si cercavano con necessità, divorandosi come se non ci fosse un domani. Hyunjin stringeva i fianchi di Felix contro di sé, con una forza che rispecchiava tutta la rabbia repressa che covava dentro, mentre il più piccolo, seduto sulle sue gambe, non faceva nulla per fermarlo, anzi, gli rispondeva con la stessa foga. Si fece guidare nei movimenti, come se il contatto fosse l’unico modo per restare a galla in quel mare di tensione.
Ogni movimento era un miscuglio di tensione e desiderio insieme.
Il maggiore si concesse tutto in quell'unico momento, senza frenarsi, staccando la spina mentre il minore accettava ogni conseguenza, ogni stretta e ogni bacio, lasciandosi trascinare dall’urgenza del momento.
In quell’istante, l’unico modo che Hyunjin aveva per respirare era perdersi in Felix.
Il respiro di quest'ultimo si faceva sempre più irregolare e ogni spinta lo trascinava sempre più vicino al limite. Le dita si andarono ad aggrappare intorno alle spalle del corvino come appiglio, mentre la voce si incrinava in un ansimo che portava con sé il suo nome.
All’inizio era appena un sussurro soffocato tra i baci. Poi crebbe, si trasformò in qualcosa di più volgare, riempiendo lo spazio ristretto dell’auto.
Il corvino guardò i suoi occhi, colmi di lacrime lascive che scivolavano lente sopra le sue lentiggini, colorate da una punta di rosso fuoco. I suoi capelli bianchi gli solleticavano il viso e, più guardava la sua espressione, più gli dava soddisfazione vederlo cedere in quel piacere che sembrava non finire più. Non sapeva da quanto tempo lo stessero facendo, però una cosa era certa, si stava scaricando completamente.
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Run away -hyunlix-
FanfictionVolenteroso di sparire completamente nel nulla, Felix si ritrova per sbaglio in una piccola città a lui del tutto sconosciuta, abbandonata dal tempo e piena di delinquenti. Ciò che non aveva previsto però, erano proprio le conseguenze dell'aver mess...
