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Mi sveglio con il collo intorpidito e la testa poggiata su un corpo caldo e muscoloso.
Sgrano gli occhi quando mi accorgo di essermi addormentata a casa di Berk Tekkin, sul suo divano e con la testa poggiata sul suo petto bollente, coperto solo dalla camicia bianca e il suo braccio avvolto intorno al mio corpo.
Mi viene quasi da ridere per questa situazione assurda.
Prestissimo sarò sua moglie, anche se per finta.
Sono terrorizzata a morte da tutto ciò.
Alzo il busto, completamente frastornata e si sveglia in automatico anche l'attore sexy, facendo un balzo di lato dopo essersi accorto di come abbiamo dormito.
-"Scusami" dice a disagio passandosi le mani in faccia.
-"Perdonami tu, sono crollata a casa tua" dico in imbarazzo.
-"Vado di sotto a cambiarmi" dico mettendomi subito i tacchi.
Per fortuna che nel mio ufficio ho un armadio con dei cambi.
-"Non vuoi fare prima colazione?" chiede serio.
-"È meglio che vada" dico camminando verso la porta seguita da lui.
-"Ok" dice soltanto prima di sbadigliare. Apro la porta e scappo via dal suo piano.
Mi sono risvegliata con il collo indolenzito e una stranissima sensazione addosso, come se qualcosa stia per accadere.

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-"Dimmi Civan" dico scocciata mentre sto facendo colazione in ufficio e leggo varie scartoffie

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-"Dimmi Civan" dico scocciata mentre sto facendo colazione in ufficio e leggo varie scartoffie. Aspettavo una sua risposta in serata, ma che non è mai arrivata.
-"Buongiorno anche a te" dice irritato.
-"Aspettavo una risposta ieri sera, ma che tu non ti sei degnato di darmi" dico infastidita.
-"Si, mi stavo lavorando bene il boss. Il locale è tuo a patto che tu pulisca tutto il locale la sera stessa e aiuti in cucina, cara futura signora Tekkin" dice ridacchiando. Alzo gli occhi al cielo per la sua proposta a cui non posso proprio rifiutarmi.
-"D'accordo" dico sbuffando e riattacco il telefono perché non ho più voglia di sentire altre stronzate.
È tutta la mattina che rispondo alle mille domande dei miei dipendenti e della mia migliore amica. Poi hanno chiamato i miei genitori chiedendo chiarimenti a riguardo e ho detto loro che avrei spiegato tutto un giorno di questi.
-"C'è Berk qui fuori" mi avverte Fulya sulla porta.
-"Fallo passare" dico seria e firmo alcuni documenti.
-"Ciao Giny" mi saluta sorridendo Berk.
-"Ciao" lo saluto distratta guardandolo un attimo prima di rispondere alla chiamata di Faruk.
-"Dimmi Faruk" dico seria. Faccio cenno all'attore di sedersi.
-"Sei sicura che Feliz vuole proprio quel tipo di addobbi? Non è troppo spinta come cosa?" chiede serio. Io scoppio a ridere.
Feliz ha la mente apertissima e per i suoi settant'anni vuole come addobbi pupazzi di Kamasutra, oggetti fallici e cose spinte di quel genere.
-"Certo che sono sicura. È stata una sua richiesta Faruk" dico ridacchiando.
-"Allah!" esclama e riattacca facendomi ridere.
-"Come stai?" chiede Berk con il sorriso fissandomi.
-"Esaurita, ma bene. Tu?" chiedo ridacchiando.
-"Bene. Sono passato per dirti che ho affidato l'organizzazione del nostro matrimonio alla mia manager. Si occuperà di tutto lei. Prestissimo saremo sposati" dice con il sorriso. Il mio corpo viene attraversato da un brivido.
-"Ok, va bene. Tra quanto?" chiedo a titolo informativo.
-"Una settimana. Nel giardino della mia piccola villa in periferia. È un posto tranquillo, piena campagna" dice sorridendo.
-"E perché non abiti lì?" chiedo curiosa.
-"Perché volevo qualcosa di più centrale, ma presto saremo sposati e voglio la tranquillità di entrambi" dice serio.
-"Va bene" dico seria. Mi sta bene, basta che non mi assillano i paparazzi.
-"Devo parlare con i miei e tranquillizzarli" dico subito dopo.
-"Io pure. Sono rimasti abbastanza sorpresi e mia madre non l'ha presa per niente bene" dice serio.
-"Vado. Questa sera ho una cena di lavoro. Mi accompagneresti?" chiede alzandosi. Guardo l'agenda.
-"Va bene" dico sorridendo.
-"Perfetto. Allora ci vediamo dopo. Passo a prenderti qui" dice sorridendo.
-"Ok, a dopo" lo saluto.  Inaspettatamente Berk gira la scrivania e viene a mollarmi un bacio sulla guancia e poi va via lasciandomi sorpresa e stordita.
Il suo profumo buonissimo rimane per parecchio tempo nel mio ufficio.
Fulya entra nel mio ufficio sorridendo e ballando.
-"Finiscila" le dico seria.
-"Sarà mia cognato" dice euforica. Alzo gli occhi al cielo.
-"Piantala. Stasera mi ha invitata ad accompagnarlo ad una cena di lavoro" le dico seria e già tesa. Lei come risposta fischia. Io come risposta le lancio un pennarello addosso.
-"Cosa indosserai?" chiede curiosa.
-"Nulla" dico senza pensare e lei scoppia a ridere. Mi accorgo della gaffe che ho appena fatto e le lancio un altro pennarello.
-"Scema, non in quel senso. Intendevo che andrò vestita come sono adesso" dico seria. Tanto ho un tailleur nero con pantalone ed è elegante e semplice allo stesso tempo.
-"Com'è stato il bacio?" chiede curiosa e sognante.
-"Inaspettato" dico ridendo e ripensando a quelle labbra carnose e morbide che mi hanno baciata con ardore.
-"E....?" chiede sperando che io continui.
-"E...niente. Non me l'aspettavo Fulya" dico ridendo.
-"Nemmeno un brivido, un capogiro...che ne so. Una vertigine?" chiede seria. Rido divertita.
-"Una lieve scossetta, ma più che altro per il disagio" dico ripensando al bacio in piena festa davanti a tutti e davanti ai fotografi. Per tutto il tragitto, dalla festa a casa di Berk, non abbiamo aperto bocca ed eravamo seduti ai poli opposti della macchina, parlava solo la sua manager a ruota libera come un'oca impazzita.
-"Io direi per ben altro" dice sorridendo e sognante.
-"Ahi, stai diventando troppo sdolcinata" le dico prendendola in giro.
-"L'amore" dice sognante. Alzo gli occhi al cielo e mi alzo per andare dai ragazzi per la riunione che abbiamo in programma.

COLPA DI UN TURCODove le storie prendono vita. Scoprilo ora