Ginevra mi molla uno schiaffone potente dopo essersi staccata da me in modo brutale e poi mi spinge via con tutte le sue forze e scappa via, lasciandomi come un coglione tramortito.
Sembrava così arrendevole e sembrava avesse cambiato idea, invece non ho capito proprio un cazzo.
È incazzata nera con me e mi odia a morte.
Mi gratto la nuca e mi incammino a passi spediti verso l'interno del museo d'arte e vago con lo sguardo alla ricerca di Ginevra. Blocco Fulya che mi guarda preoccupata.
-"Dov'è?" chiedo serio.
-"È andata via, non stava bene. Lasciala stare per un pò Berk, per favore. Ha bisogno dei suoi spazi e di riprendere fiato dopo tutto quello che è successo" dice Fulya seria. La guardo stralunato.
-"È la mia donna cazzo, non posso lasciar perdere" dico disperato. Fulya mi guarda in modo comprensivo e mi accarezza un braccio.
-"Dalle del tempo" dice soltanto e poi si allontana. Mi passo le mani sulla testa e poi in viso in maniera disperata.
Esco dal museo dirigendosi verso la mia macchina e vado via velocemente.
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Cosa ci faccio in questa casa?
È vero, è mia ora dopo il divorzio.
Il mio matrimonio finto è durato solo qualche settimana. Un matrimonio lampo.
Un matrimonio pieno di scandali.
Scappatelle dall'amante da parte del mio ex marito.
Sospiro rassegnata al mio dolore e mi allungo sul divano coprendomi con la coperta e chiudendo gli occhi che continuano a buttare giù lacrimoni.
Mi sveglio nel pieno della notte quando sento dei piccoli rumori dentro casa e mi allarmo subito.
Mi alzo lentamente prendendo in mano un soprammobile e mi avvicino alla piccola cucina. Mi blocco nel momento in cui Berk si gira e quasi gli spacco la testa, ma la mia mano viene fermata dalla sua presa forte sul mio polso.
-"Sei impazzita?" chiede spaventato.
-"Tu sei impazzito che entri in casa come un ladro" dico staccandomi dalla sua presa e poggiando il soprammobile sulla piccola isola.
-"Avevo fame" si giustifica. Io sono a braccia conserte che lo guardo malissimo.
-"Hai una tua casa, ti ricordo. Non siamo più sposati" dico irritata.
-"Lo so. Per questa notte dormirò qui. Domani prenderò le mie cose e andrò via" dice serio senza guardarmi. Poggia la ciotola nel lavandino e la lava subito insieme al cucchiaio.
-"Vado a dormire. Buonanotte Giny" mi saluta baciandomi sulla guancia ed uscendo dalla piccola cucina lasciandomi del tutto spiazzata. Mi passo una mano in faccia, stanca da tutta questa situazione assurda e spengo tutte le luci prima di salire al piano superiore.
Ho notato che Berk porta ancora la fede al dito mentre io me la sono tolta subito.
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-"Sei un uomo divorziato ormai. Perché porti ancora la fede?" chiede Hande mentre sono seduto nel suo ufficio.
-"Perché non ti fai gli affari tuoi? Piuttosto, ho letto il famoso mattone che mi hai dato e sembra buono. Sai per caso quando vogliono iniziare le riprese?" chiedo serio parlando di lavoro.
-"Credo per la fine di agosto" dice distratta guardando il suo cellulare.
-"Puoi andare" mi congeda in modo brusco. Alzo gli occhi al cielo sbuffando e mi alzo uscendo velocemente dal suo ufficio.
Prendo la macchina e inizio a camminare senza meta sul lungomare fino a parcheggiare, scendere e camminare a piedi con il cappellino calato fino agli occhi e gli occhiali scuri. Gioco con la fede al dito sedendomi su una panchina e ripenso a tutto com'è iniziato il mio rapporto con Ginevra, come le cose sono cambiate in pochissimo tempo grazie alle mie stronzate e il brevissimo matrimonio insieme a lei. È iniziato tutto per gioco, ma poi le cose in modo inaspettato sono cambiate. Pensavo di amare Ayse, ero infatuato forse, ma alla fine era solo amicizia, mentre Ginevra ho iniziato ad amarla realmente e ora sono annientato dal dolore e dalla disperazione.
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-"Di qua vanno disposte le sedie per il quartetto d'archi" dico ai ragazzi mentre dispongono le cose in un giardino antico presso un'antica villa dove si svolgerà la festa privata di un noto imprenditore.
-"D'accordo Gin" dice uno dei ragazzi.
Sono passati alcuni giorni da quando il mio ex marito ha preso tutte le sue cose e ha lasciato per sempre quella che era la sua casa e dove ha vissuto fino a poco fa insieme a me.
È scomparso dai radar, non si fa più sentire e vedere. Non escono sue notizie in giro sulle riviste scandalistiche.
-"Ehi, hai visto Fulya?" chiede Burak.
-"No. Starà da qualche parte" dico tranquilla. Sapevo che stava parlando al telefono e che si era allontanata.
-"Che succede?" chiedo preoccupata.
-"Di là Cihan sta delirando su qualcosa" dice nervoso. Alzo gli occhi al cielo esasperata da questo tizio importante ma ambiguo, parecchio ambiguo.
-"Vado io" lo rassicuro e mi dirigo verso l'esterno.
-"Cihan, che succede?" chiedo in modo professionale.
-"Ah, eccoti" dice arrabbiato.
-"Dimmi tutto" dico tranquilla.
-"Sulla mia lista degli invitati non avevo messo Mine. Che cazzo ci fa eh? Che ci fa!?" urla furibondo facendomi sussultare.
-"Sulla nostra lista non c'era. Sicuramente c'è stato qualche sbaglio" dico prendendo il tablet dalle mani di Burak accanto a me e controllo subito.
-"Non c'è infatti" dico subito.
-"E perché è qui?" grida.
-"Si sarà intrufolata con qualche scusa" dico dispiaciuta per la situazione. Mine è la sua ex amante prima che si sposasse con Alya.
-"Burak, per cortesia accompagnala fuori e dille che non è un ospite gradito" dico a Burak. Lui fa un cenno con la testa e si allontana alla velocità della luce.
-"Se c'è la sicurezza, come diamine è riuscita ad entrare?" mi rimprovera. Scuoto la testa.
-"Sappiamo di cos'è capace quella donna" dico sorridendo. Lui sbuffa infastidito.
-"Scusami" dice serio e pentito.
-"Tranquillo" dico sorridendo.
-"Sai che se la vede mia moglie va fuori di testa" dice pensieroso.
-"Lo so Cihan. Goditi la tua festa" gli dico stringendogli la spalla e poi rientro nella villa andando a controllare altre cose.
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-"Non può essere vero. Hai detto che prendevi la pillola e io mi sono fidato di te Ayse" dico spaventato a morte ed incazzato nero.
-"Può succedere Berk. Ti amo e saremo presto una famiglia" dice seria e con uno sguardo pericoloso da farmi sentire minacciato.
-"Non succede. Non a me cazzo!" dico sconvolto.
-"E non ti amo. Non saremo una famiglia!" urlo incazzato.
-"Ti sposerai con me amore. Tua madre sta già preparando tutto" dice eccitata battendo le mani e girando su se stessa prima di sedersi sul divano. Mi passo una mano in faccia, disperato e mi accascio senza forze sul divano. Ayse si avvicina a me avvinghiando le sue braccia intorno al mio collo tanto da darmi fastidio. Gliele sposto in malo modo guardandola malissimo.
-"Sono la tua fidanzata Berk, la madre di tuo figlio" dice brusca.
-"Non siamo fidanzati" dico brusco.
-"Lo siamo " sentenzia. Mi alzo irritato e poco dopo vado via come una furia.
Come cazzo è potuto succedere?
Non voglio un figlio, per lo meno da lei.
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-"Mine , smettila. Sparisci. Cihan sa che tu sei andata via. Fila via, sù da brava" la minaccio severa a braccia conserte.
-"No, non me ne vado. Quello stronzo deve prendersi le sue responsabilità " urla disperata. Alzo gli occhi al cielo e poi sospiro.
-"Devo chiamare la polizia e farti portare via con la forza?" dico irritata da questa stronza.
-"Chi diavolo sei tu? Cosa vuoi? Sparisci" dice avanzando verso di me. Io rimango immobile.
-"Colei che ha organizzato tutta la festa" dico mantenendo la calma per non spaccarle la faccia.
-"Jasemin manda qualcuno della sicurezza sul retro" dico all'auricolare.
-"Subito" risponde prontamente.
-"Sei la sua amante?" chiede sorridendo sfidandomi. Scoppio a ridere divertita. L'uomo della sicurezza arriva e la allontana velocemente dalla villa.
Torno indietro sui miei passi guardando lo schermo del cellulare e mi scontro contro un corpo massiccio.
-"Ma che cazzo" dico senza guardare. Due mani forti e calde mi bloccano per le braccia e l'uomo ridacchia divertito.
-"Come siamo scurrili stasera" dice con la sua voce calda facendomi alzare la testa e spalanco la bocca sorpresa.
-"Yaman" lo saluto sorpresa. È vestito tutto di nero e questa sera indossa anche una cravatta nera. Bello da mozzare il fiato.
-"Perdonami. Stavo leggendo un messaggio" dico giustificandomi.
-"Tranquilla. Davvero bello qui e avete fatto un lavoro superbo come sempre" dice togliendo le sue mani dalle mie braccia.
-"Grazie mille" dico sentendo il viso andare a fuoco sotto il suo sguardo penetrante.
-"Vieni, andiamo a bere qualcosa" dice prendendomi a braccetto ed incamminandoci.
-"Lo sai che non bevo mentre lavoro" gli ricordo.
-"Un goccio non ti fa male" dice facendomi l'occhiolino e sorridendo. Ultimamente ha imparato a sorridere un pò di più.
-"Nedim dove l'hai lasciato?" chiedo curiosa guardandomi un giro. Prende due flûte da un cameriere in transito e mi porge uno.
-"È da qualche parte" dice continuando a fissarmi.
-"Tu come stai?" chiede serio. Alzo le spalle sorridendo amaramente.
-"Uno schifo, ma tutto procede e vado avanti" dico seria con un nodo in gola.
-"Vedrai che starai subito meglio" dice serio poggiando la mano sul mio braccio.
-"Lo spero" dico soltanto.
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A notte fonda vado nel mio ufficio dopo aver passato l'intera serata a lavorare e rimango spiazzata nel trovare Berk seduto davanti la porta della mia azienda con il braccio poggiato sulle ginocchia e la testa bassa.
-"Berk" dico sorpresa non vedendolo da giorni. Alza la testa e ha gli occhi tristi, rossi e cerchiati.
-"Stai bene?" chiedo preoccupata abbassandomi alla sua altezza. Lui mi guarda tristemente e inizia a piangere. Mi inginocchio davanti a lui prendendogli il viso tra le mani.
-"Che succede?" chiedo ancora.
-"È incinta" sussurra che quasi non lo sento. Allontano le mani come se mi fossi presa la scossa. Mi alzo in fretta con il cuore che sta per scoppiarmi nel petto.
-"Devo entrare" dico in modo tagliente. Berk non accenna a muoversi e mi guarda come un gattino spaventato.
-"Spostati" dico gelida infilando la chiave nella porta. Si sposta ed entro dentro chiudendo la porta alla mie spalle e lasciandolo lì per terra.
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COLPA DI UN TURCO
RomanceBerk Tekkin è un attore e modello molto famoso in patria, circondato sempre da bellissime donne. Ormai è sulla soglia dei quarant'anni e non è per niente intenzionato alla vita coniugale. Ma un bel giorno..... Ginevra Rossi è un' organizzatrice di e...
