21

580 38 7
                                        

Piango disperata da giorni e mi butto nel lavoro con la speranza di dimenticare l'uomo di cui mi sono innamorata, ma non ci riesco.
Fa troppo, troppo male. Malissimo.
Ayse aspetta un figlio da lui.
L'ho perso per sempre.
Ho perso per sempre l'uomo che amo.
-"Giny" mi sento chiamare all'improvviso mentre sto lavorando e piangendo sul divano di casa.
Mi asciugo con rabbia il viso e mi alzo di scatto poggiando il computer sul divano.
-"Cosa diavolo ci fai qui?!" urlo stanca di tutto, di vederlo comparire così all'improvviso in casa.
-"Sto male Giny. Sto malissimo senza di te. Sto uno schifo" dice disperato avvicinandosi. Alzo le mani.
-"Stai fermo lì. Non ti avvicinare. Non mi toccare" dico inorridita. Lui mi guarda sbigottito.
-"Sono io" dice confuso.
-"Appunto. Colui che ha messo incinta la donna che ama" urlo furiosa.
-"Non la amo cazzo! Non la amo! Amo te! Te! Te, cazzo! Amo solo te Ginevra! Mi hai colpito proprio dritto qui" dice urlando ed indicandosi alla fine il cuore. Scoppio di nuovo a piangere disperata fino a singhiozzare. Berk scoppia a piangere anche lui e si siede sul divano con i gomiti poggiati sulle ginocchia e le mani in faccia.
-"Ti odio con tutto il cuore" dico con un filo di voce ed esco fuori in veranda scalza e mi incammino giù per le scale fino ad arrivare al prato e fermarmi con le mani sui fianchi cercando di respirare, ma non ci riesco, sono in affanno e mi sento male. È un dolore straziante.
Due braccia forti mi stringono forte da dietro e il respiro caldo mi accarezza il collo.
-"Amore mio" dice disperato. Non riesco più a parlare, so solo che mi manca l'aria nei polmoni.
-"Lasciami" protesto con un filo di voce, ma non succede nulla.
-"Lasciami!" urlo riscuotendolo e molla la presa. Mi giro verso di lui e gli mollo uno schiaffone da fargli girare la testa.
-"Mi devi lasciare stare" lo minaccio.
-"Non posso. Non ce la faccio" dice triste. Non gli rispondo e mi avvio verso le scale salendole velocemente e chiudendo la portafinestra e mettendo la sicurezza. Vado all'ingresso e chiudo anche quella a chiave e mettendo la sicurezza per non farlo entrare.
Berk inizia a bussare ininterrottamente alla porta e ad urlare disperato e continua così per un buon quarto d'ora.
Poi silenzio totale.

*********

Apro la porta di casa ed un corpo casca a peso morto verso l'interno. Berk si sveglia all'improvviso stropicciandosi gli occhi e poi si sveglia di colpo mettendosi subito in piedi.
-"Hai dormito qui?" chiedo sconvolta.
-"Si" dice sorridendo.
-"Non c'è nulla da sorridere. Te ne puoi andare" dico con tono tagliente. In risposta lui mi spinge dentro, chiude la porta senza mai mollarmi il braccio e mi butta quasi sul divano.
-"Ora stai zitta e mi fai parlare. Intesi?" dice serio.
-"Avanti. Hai cinque minuti, anche meno" dico guardando l'orologio. Berk sbuffa scocciato e si siede accanto a me.
-"Ayse aveva solo un ritardo. Non è incinta. Me l'ha detto ieri ed ero venuto per dirtelo" dice serio e sorride poi. Io sono totalmente spiazzata e felicissima da questa notizia, però non glielo faccio vedere. Rimango impassibile, immobile. Berk mi scuote per un braccio e all'improvviso sento il mio stomaco contrarsi forte e mi alzo di scatto correndo subito in bagno a vomitare quello che ho mangiato. Vomito anche l'anima e rabbrividisco dal disgusto nel sentirmi l'acido in bocca. Berk arriva mentre sto scaricando e mi lavo nuovamente i denti ma un nuovo conato si palesa facendomi vomitare ancora e piegare sulle ginocchia.
Berk preoccupato si inginocchia accanto a me reggendomi i capelli mentre mi reggo alla tazza del bagno priva di forze.
-"Che ti succede?" chiede preoccupato.
-"Non lo so" dico con le lacrime che scendono per lo sforzo e gli addominali che mi fanno male.
-"Credo mi abbia fatto male qualcosa" dico alzandomi a fatica e lavandomi i denti di nuovo. Berk apre l'acqua fredda passandomi le sue mani bagnate sul viso e sul collo alleviandomi questa sensazione di spossatezza improvvisa.
-"Credo sia il caso che tu rimanga a casa" dice preoccupato.
-"Ho del lavoro da sbrigare" protesto reggendomi al lavandino, con le forze pari a zero.
-"Oggi non è il caso. Vieni a distenderti un pò" dice dolcemente Berk accompagnandomi nella sua vecchia camera e aiutandomi a sdraiarmi sul letto con sopra ancora le lenzuola che profumano di lui.
Ancora non ho avuto il coraggio di cambiarle.
Mi allungo vestita così come sono in posizione fetale chiudendo gli occhi e Berk si allunga di fronte a me accarezzandomi il viso con delicatezza. Mi bacia la fronte e poi sospira avvicinandosi di più e abbracciandomi. Mi avvicino in automatico a lui e poggio la mia fronte contro il suo petto bollente, coperto da una camicia azzurra chiara.

COLPA DI UN TURCOLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora