CAPITOLO TRENTASEI
E' stupido quanto inutile nascondersi dietro un dito, così avevano fatto Lorenzo e Claudia, si erano detti che il fatto che fossero andati a letto insieme non avrebbe cambiato niente fra di loro, che sarebbero rimasti amici, anzi che la vacanza insieme sarebbe stata una buona cosa per frequentarsi come una volta senza rischi e per essere sicuri che quel momento di passione fosse passato. Nulla di più falso, entrambi mentivano con loro stessi, illudendosi di essere le stesse persone di prima, e di poter facilmente gestire i loro sentimenti, vedendosi in costume da bagno, in accappatoio o in minigonna e tacchi alti, in compagnia o peggio, tra le braccia di un'altra persona. La festa di Daniela due settimane prima sembrava completamente dimenticata, non aveva lasciato traccia. Si rassicurarono a vicenda prima della partenza, minimizzando la forza dell'attrazione fisica, si raccomandarono di fare i bravi e di non essere gelosi, in fondo lei non era un gran che, e lui nemmeno.
Bullshit.
Erano delle bombe ad orologeria. E a Formentera esplosero.
Fu una vacanza eccessiva e paradossale, dal momento in cui sbarcarono sull'isola, a quando loro malgrado dovettero ripartire ognuno verso la propria residenza. Ma all'inizio sembrò funzionare. L'appartamento era gradevole, spazioso e vicino al centro della località di Es Pujols, era chiaramente un bilocale concepito proprio per turisti come loro, ma era pulito, moderno, con tutti i comfort necessari. Si sistemarono nelle due camere da letto disponibili, ed immediatamente dopo, dietro consiglio dell'agente di viaggio, si cambiarono i vestiti sudati del viaggio e presero a noleggio due scooter sgangherati, ma che servivano all'uopo, con quelli sarebbero andati in giro facilmente per tutta l'isola. L'unica nota stonata erano stati i caschi in dotazione che probabilmente erano stati usati da più della metà della popolazione europea negli ultimi due anni, ed erano in condizioni disperate, tant'è che per indossarli dovettero mettere una bandana su quel che restava del rivestimento interno sperando che non si sbriciolassero prima della fine della settimana. Comunque la cosa non li turbò più di tanto, erano in vacanza ed il resto aveva poca importanza. Lorenzo studiò velocemente la topografia del luogo per localizzare un supermercato, un bar, una farmacia e qualche altro esercizio commerciale che potesse tornar loro utile, le donne poi rimasero in casa per una mezz'ora a sistemare i bagagli mentre gli uomini andarono a fare la prima spesa, quella pesante. Luca e Lorenzo andavano d'accordo, ed in effetti si trovavano reciprocamente simpatici, anche se Lorenzo non riusciva minimamente a concepire l'ossessione del primo per la cura del proprio corpo, era fissato, aveva un beauty case più fornito di quello di una donna, c'era di tutto, dalla crema per il viso, al dopobarba senza alcol, alla crema per le mani e quella per il corpo, che erano ovviamente diverse, lo stick per le labbra ed una collezione di lozioni che poteva fare invidia ad una profumeria. Molto diverso da Lorenzo che era ben più selvaggio, e considerava un po' effeminata tutta quella attenzione per l'aspetto fisico, lui a stento si spalmava la protezione solare sulle spalle, proprio per non trovarsi la sera a dover staccare la pelle bruciata, ma per il resto era molto più spartano, anche nell'abbigliamento. A lui bastava un jeans e qualche maglietta, e magari una camicia bianca per le sere eleganti, niente di ricercato o di troppo costoso, o con marche troppo in vista, cosa che a Claudia piaceva da morire, soprattutto le due magliette che si era stampato da solo anni prima e che rappresentavano le sue grandi passioni, il windsurf e la motocicletta. Erano due banalissime Fruit of The Loom bianche comprate in merceria, ma su una gli aveva stampato la K della Kawasaki in petto e la scritta completa dietro le spalle, mentre sull'altra una piccola tavola da surf come logo sul davanti ed una sua foto stilizzata mentre planava. Lui era affezionatissimo a quelle due vecchie magliette, ricordava perfettamente il giorno in cui aveva deciso di comprare la carta speciale per stampare e trasferire le immagini sulla stoffa con il ferro da stiro, la paura di rovinare il lavoro e l'emozione di vederne il risultato addosso. Erano passati ormai più di cinque anni, da quel giorno, le magliette erano ormai talmente usurate che sembravano trasparenti, ma lui non si decideva a dismetterle, perché erano parte di se, ormai per lui erano una seconda pelle e soprattutto, dato lo spessore, quasi impalpabile, erano leggerissime e perfettamente traspiranti, quindi ottime per l'estate. Luca invece aveva un guardaroba, manco a dirlo, perfetto, con completi coordinati e capi che gli cadevano a pennello, tutti accuratamente stirati e privi di una singola macchiolina. Insomma era un figurino, questo era innegabile. Comunque nonostante queste differenze abbastanza evidenti, ed il fatto che Lorenzo odiasse il calcio, che per Luca invece era una ragione di vita (Gazzetta dello sport, Novantesimo minuto e Fantacalcio erano imprescindibili anche sull'isola, insieme ovviamente all'ultima copia di Men's Health), per il resto andavano d'accordo a meraviglia. Le due ragazze invece si erano cordialmente antipatiche, per motivi diversi, Cinzia, che tutto era tranne che stupida, avvertiva chiaramente la complicità tra il suo ragazzo e Claudia, e non poteva negare a se stessa il divario enorme in termini di sex appeal: Claudia era una bomba sexy, bellissima, sportiva, energica, spigliata, che sapeva valorizzare il suo corpo con qualunque cosa, anche con un semplice pareo. Lei invece, innegabilmente bruttina, con un naso aquilino ed affilato, labbra sottili ed un corpo magrolino con poche curve e muscoli, riusciva anche a peggiorare il suo aspetto con gonne larghe fiori e maglioni abbondanti che la facevano scomparire, per non parlare dei costumi che comprava sempre di una misura troppo grande, e che quindi le davano un aspetto trasandato anche in bikini. Claudia dalla sua non riusciva a capire come Lorenzo avesse scelto quella ragazza come sua compagna, non ne era gelosa, soprattutto dopo quello che era successo tra loro, ma comunque mal sopportava di pensarli insieme a letto nella stanza a fianco.
La prima sera fu uneventful erano stanchi e non avevano intenzione di fare tardissimo, avevano letto di un bar sulla spiaggia molto famoso che si chiamava Blanco, decisero di andare li a fare l'aperitivo, come si usava. Capirono che era il posto giusto ad una distanza di circa duecento metri, quando videro un cubo bianco praticamente sulla sabbia ed un brulicare di braccia che si agitavano a tempo di musica, le frequenze basse sparate a decibel improponibili arrivarono direttamente nello stomaco di Lorenzo mentre parcheggiava lo scooter vicino al cubo, sarà stata la fame, o l'eccitazione che visibilmente traspariva dai corpi sudati che si muovevano davanti a lui, ebbe un brevissimo capogiro, che nessuno notò se non Claudia, che era dietro di lui, la quale, rapidamente fece uno scarto e lo affiancò piazzandosi tra lui e Cinzia e gli sussurrò impercettibilmente: "Tutto Ok?", lui continuò a camminare verso l'ingresso del locale e senza nemmeno increspare le labbra le rispose: "OK, tranquilla!". Quello fu il vero inizio della vacanza, se ne resero conto immediatamente, loro erano appena arrivati ed ancora avevano nella testa gli orari ed i comportamenti tipici della città, ma lì si mescolavano umori ed aromi, corpi e bocche, si intrecciavano mani e voci, e l'aria della festa bagnava la pelle. Si guardarono intorno ed immediatamente un uomo di mezza età diede loro il benvenuto con un grido che riuscì a superare la musica e che sapeva di liberazione da vecchie frustrazioni, dal lavoro che odiava, o da una vita che gli stava troppo stretta, aveva in mano una caraffa che brandiva minacciosamente come una clava, appena li vide entrare timidi ed impacciati si parò davanti a loro ed inginocchiandosi verso il mare urlò: "Benvenuti in Paradisoooooo!". Loro sorrisero e ringraziarono, videro che la caraffa conteneva un liquido trasparente con dei pezzi di frutta dentro, a guardare meglio notarono che anche la maggior parte delle persone aveva in mano le stesse brocche con cocktail diversi e tutti bevevano da quelle con lunghe cannucce colorate. Non persero tempo, con uno sguardo di intesa Lorenzo e Claudia si diressero al bar e nella ressa di ragazzi che cercavano di ordinare si infilarono e riuscirono a tornare vincitori con una grossa brocca di Mojito, avevano scelto quello che per loro era l'emblema dell'estate, del mare e del divertimento. Ballarono sulla sabbia, a piedi nudi, come tutti, e lentamente anche per loro cominciò la trasformazione da gente di città a gente di mare, Claudia sentiva il fresco dei granelli che si infilavano tra le dita, mentre Cinzia faceva notare agli altri come il colore del tramonto rendesse l'aria ancor più calda di quella che era realmente, Luca ballava senza curarsi di nessuno di loro, ad occhi chiusi, ascoltando la musica, ma quasi immobile, muovendo a stento la testa a destra ed a sinistra, e quasi non spostando la sabbia con i piedi, probabilmente gli avevano detto che un vero duro deve ballare da fermo. Lorenzo con in mano la caraffa era piuttosto impacciato nei movimenti, ma con quella scusa si avvicinava spesso a Claudia per offrirle un sorso della bevanda che donava la libertà. Le piaceva come stringeva le labbra intono alla cannuccia, come sorrideva quando lo sfiorava, quasi per sbaglio mentre si muoveva nella calca e lui indugiava un istante di troppo prima di farla allontanare; quei momenti erano solo per loro, e nessuno riusciva a cogliere quell'alchimia, quegli sguardi sfuggenti, quei sospiri anelanti alla luna. Nessuno dei due però era triste, anzi si divertivano quasi a sfidarsi, erano piccole schermaglie amorose che si scambiavano, come per vedere fino a che punto potessero spingersi senza farsi male.
Ma quella era solo la prima sera.
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Stelle Gemelle
RomansaDue ragazzi. Due anime. Due corpi. Lorenzo e Claudia. Nati l'uno per l'altra. Si conoscono, tra i banchi dell'università, diventano amici. Molto amici. Condividono gioie, amori, emozioni. Lui, studia per compiacere il padre, uomo all'antica, che non...
