La campanella suonò e in men che non si dica i corridoi dell'istituto si riempirono di ragazzi.
Amelia era appena uscita dalla classe della sua ultima lezione e si stava indirizzando all'armadietto, facendosi spazio tra la folla.
Ormai erano passati alcuni giorni dalla riunione che Gwenda aveva convocato e né lei né sua madre ne avevano più parlato.
Amelia però non poteva fare a meno di pensare a quello che era successo: sapeva che la pace era quasi impossibile da raggiungere e che, finché ognuno rimaneva fermo a credere alla propria parte della storia, la tregua tra vampiri e streghe non ci sarebbe mai stata.
Era un concetto che aveva cercato di far capire a sua madre ancora prima che diede inizio a quella riunione, ma la donna nutriva in sé grande speranza e aveva voluto tentare.
La giovane strega comunque aveva già raggiunto l'armadietto e riposto al suo interno alcuni libri, quando ad un certo punto notò, in fondo al corridoio, una grande cerchia di persone riunite attorno a qualcosa o qualcuno che facevano il tifo.
Spinta dalla curiosità, si avvicinò a loro e subito si ritrovò davanti una scena che dovette crostingerla ad alzare gli occhi al cielo:
Zane, la stessa ragazza che l'aveva attaccata all'incontro, si trovava nel bel mezzo di una rissa con un ragazzo del quarto anno: lo teneva per il colletto della camicia, mentre lui cercava di liberarsi.
Amelia ultimamente si era resa conto che le due frequentavano un paio di classi insieme, ma stranamente non si era mai accorta di lei fino al quel momento, probabilmente troppo occupata a concentrarsi sullo studio e a cercare di mantenere un profilo basso riguardo alla sua vera natura. In ogni caso non le c'era voluto molto per capire che tipo fosse la vampira: era la tipica ragazza che amava dare inizio a confronti non poco violenti con le persone.
Ed in quell'esatto momento era proprio ciò che stava accadendo.
«Ehy basta, basta! Smettela!
Tu sembri proprio non riuscire a tenerti lontana dai guai, vero?»
Disse intervenendo la strega, rivolgendosi alla vampira e sgomitando fra qualche ragazzo per farsi più avanti.
Alle sue parole, mi voltai e non appena la vidi feci un sorrisetto, sembrando quasi divertita.
Amelia in tutta risposta indurì maggiormente lo sguardo già seccato.
«Guarda guarda chi si rivede. È da un po' che non ci veda amo giusto?» dissi continuando a tenere il ragazzo sospeso per mezz'aria contro il muro
«Lascia andare il ragazzo» Disse soltanto la strega, senza risponderle.
«E se non volessi farlo?» dissi facendolo sbattere sul muro.
Il ragazzo sussultò per il colpo subito, aveva poca aria in corpo e cercava continuamente di spostarmi le dita da così poter liberarsi. Tentativi assolutamente inutili perché non mi sarei mossa neanche di un centimetro da li.
Indossava una camicie a quadri bianca e grigia. E dei normalissimi jeans.
Amelia strinse i denti, cercando di trattenere la frustrazione.
«Devi farlo se non vuoi che informi il preside
Non ci vuole nulla a farti sospendere.»
Nel frattempo la folla di ragazzi intorno a loro aumentava sempre di più.
A ragazzi e adolescenti piacevano questo tipo di intrattenimenti, motivo per cui mai nessuno provava ad intervenire, lasciando sempre che fossero gli adulti a farlo.
Ma spesso questo genere di cose accadeva nelle ore di pranzo o ricreazione, quando i professori non erano presenti e Amelia non lo aveva mai sopportato.
Non aveva mai sopportato il fatto che si potesse trovare così divertente vedere due persone farsi male, acclamando al più forte, e lasciare che nessuno facesse nulla.
Così fin da quando era piccola non era mai riuscita a farsi i fatti suoi, mettendosi sempre in mezzo.
Almeno finché non ebbe iniziato il liceo...a quel punto si era resa conto che cercando di "salvare" la situazione, non faceva altro che rimetterci lei stessa e dare agli altri esattamente lo spettacolino che volevano vedere.
Allora aveva smesso di intervenire alle risse.
Fino a quel giorno.
Vedendomi prendermela con quel ragazzo le avevo fatto provare le stesse sensazioni di qualche giorno prima, quando era lei a trovarsi in quella situazione, incapace di fare nulla.
E non poteva permettere che la vampira continuasse a godere di questa sua forza.
Dopo aver guardato Amelia mi girai verso il ragazzo. Ormai era quasi morto, lo vedevo gli mancava aria, alleggeri la presa per farlo respirare. Non volevo ucciderlo sennò il preside mi avrebbe sospeso e poi me la sarei dovuta vedere con Kael...
Il ragazzo iniziò a respirare freneticamente. Lo guardavo, con un sorriso.
Amelia sospirò di sollievo quando vide che allentai la presa sul ragazzo e prima che potesse dire o fare ancora qualcosa, sentì una voce profonda alle sue spalle: «Cosa sta succedendo qui?»
Si voltò e vide un ragazzo alto, capelli castani e occhi scuri, farsi spazio tra la folla.
Sembrava molto più grande di loro, probabilmente era del quinto anno.
Non appena vide sua sorella, che teneva ancora il ragazzo per il colletto, il suo sguardo confuso si trasformò in uno di pura rabbia.
Amelia non ci mise molto a capire che i due fossero fratelli, data anche la evidente somiglianza, e l'incontro
Il ragazzo poi puntò lo sguardo su di lei e la scrutò per qualche secondo, quanto bastava per ricoprirle la schiena di brividi.
Subito dopo, comunque, si mosse svelto in direzione della sorella e in men che non si dica il ragazzo che Zane teneva era libero e la vampira si ritrovava con la schiena sbattuta contro un armadietto e le mani di suo fratello attorno al collo.
«Cosa stai combinando ancora Zane?»
Sibilò il fratello.
«Non te ne frega assolutamente nulla di quel che faccio» risposi dura
«Sono tuo fratello e finché sono in questa scuola con te, mi interessa eccome.
Hai per caso intenzione di farti sospendere?»
Rispose.
Lo fissai. Il mio sguardo era congelato fisso sul suo. «cosa te lo fa pensare?»
«Forse che questa è circa la quinta rissa che scateni questa settimana!»
Disse ancora più arrabbiato, alzando la voce
«Ma fatti gli affaracci tuoi per una buona volta. Mi vieni a fermare sempre!»
«Perché chissà cosa potresti fare se non lo faccio! Devi cercare di controllarti, non puoi attirare così tanta attenzione Zane, lo sai bene che dobbiamo mantenere un profilo basso, sia io che tu.»
Disse sussurrando l'ultima frase per non farsi sentire.
«E poi per qualunque cosa che fai, nostro padre da la colpa a me, quindi smettila di comportarti in questo modo.»
«Bla bla bla ora mi lasci andare? Devo sistemare-»
«Oh no tu non sistemerai proprio nessuno
Hai già fatto abbastanza e se davvero non vuoi essere sospesa e far si che qualche professore si accorga di quello che sta succedendo, faresti meglio a finirla qui.»
«Va bene Liam. Hai vinto. Ora lasciami andare, non ho bisogno di te che mi fai da supporto.» dissi nervosa, cercando di trattenermi dal tirargli un pugno.
Liam mi lasciò andare, facendosi a lato per farmi passare, e così tutti quelli che erano presenti fecero la sua stessa mossa. Come Mosè quando divide le acque.
Dopo che Liam mi aveva lasciato, me ne andai di fretta dandogli una spallata. Liam al contrario, si morse un labbro sospirando successivamente cercando di mantenere la calma più possibile.
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Starting The End
FantasyStreghe e Vampiri non sono mai andati d'accordo. Si sono fatti la guerra per secoli e secoli, ma i risultati erano gli stessi. Una rivalità incalmabile. I due Angeli, cercarono di farli andare d'accordo, ma continuava a essere un odio continuo. Un...
