quando entrai in classe il prof non era ancora arrivato e la metà della classe era ancora fuori a vagare per i corridoi.
mi sedetti come al sotilo al terzo banco e aapettai che qualcuno entrava.
«Ehi ciao.» disse entrando e sedendosi al mio fianco.
«ciao.»
«volevo chiederti perché oggi sei sparita così a caso dopo pranzo.»
cercai si guardare altrove. «ehm...non lo so sinceramente. mi sono sentita male.»
«oh mio dio, per la pasta vero?»
«no.» mi alzai di scatto. cercai di andarmene ma sentì due schiocco di dita e tutto intorno a me era diventato nero. nero come la pece.
mi girai e guardai lui.
«cosa hai fatto?» gli gridai.
«nulla.»
«stai mentendo.» gli dissi. «voglio sapere cosa sei veramente!»
«l'ho appena mostrato.»
«sei uno stregone?» domandai incredula.
«no, sono un vampiro.» disse mostrandomi gli occhi.
«hai paura di me?» disse ridendo.
«per nulla.» dissi.
non c'era luce e lui tra poco veniva inghiottito dall'oscurità.
il suo viso scuro, come i suoi vestiti...
«allora...hai detto che non hai paura di me. tu cosa sei?»
«non lo dico.»
«non mi prendere in giro, andiamo...»
iniziò a girarmi intorno, come una predatore che aspetta una mossa della preda. e in quel momento credi proprio che io sia la preda e il predatore fosse lui.
«cosa?» continuai.
«dimmi cosa sei, baby.»
«smettila di chiamarmi così!»
«va bene.»
mi pentii subito di quella scelta e ci ripensai, era bello quando mi chiamava così...
«aspetta!» gridai nel buio.
lui si girò: «vuoi dirmi qualcosa?»
«ehm...si...»
alzò un sopracciglio in attesa di una mia risposta.
«mi piace essere chiamata da te baby...non mi dispiace essere con te.»
«dove siamo?»
«nel tuo subconscio.» disse.
«perché è tutto nero?» domandai guardandomi un giro, ma vedendo solo l'oscurità.
«questo non lo so, perché non sono reale, ma tu stai pensando a me.»
«come fai a saperlo?»
«È tutto buio intorno e ci sono solo io.»
iniziai a guardarlo.
«Vorrei solo sapere come ti chiami.»
«lo scoprirai.»
detto ciò la sua figura iniziò a scomparire nel buio e mi lasciò da sola.
camminai per forse interi minuti cercando di ritrovarlo.
ma forse era inevitabile. era scomparso per sempre e io non sapevo come uscire dalla mia mente.
lui non c'era più.
mi misi a gridare ma sentivo solo il mio eco.
«perfetto.» dissi sedendomi per terra.
mentre pensavo, una figura fece ingresso e mi alzai.
camminava elegante, scorgevo dei capelli lunghi neri, occhi azzurri ma intensi quasi blu...
cercai di riconoscere la figura, ma il buio era troppo intenso.
mi avvicinai ancora di più e la riconobbi.
lei era lì.
«ciao vampira.» disse con il suo solito sorrisetto fastidioso.
«perché sei qui?»
«evidentemente mi stai pensando...»
«siamo nemiche noi due.»
«avevo notato. ma se sono comparsa è per un motivo. o, mi stai pensando e perciò sono qui per te, o c'è un altro motivo che io non so.»
«vattene dalla mia mente!» gridai.
mi rivegliai gridando.
tutta la classe si spaventò e si girò di colpo. la professoressa di storia mi guardò.
«signorina colhe tutto bene?» chiese.
«ehm...si credo.»
mi guardai in giro per cercare sia il nuovo ragazzo che credevo di sapere la sua natura, e poi stavo cercando di capire dove fosse Amelia.
in effetti era da un bel po' che non vedevo Amelia in giro per i corridoi o fuori scuola. la cosa mi fece sospettare. non era da lei sparire senza avvisare, ma poi cosa me ne importava? era una strega e io ero una vampira, come avevo detto nel mio subconscio eravamo nemiche e il mio unico scopo era di farla sparire dalla mia vita per sempre.
«signorina?» domandò la prof facendomi tornare alla realtà.
«si? sto bene...»
«vada in bagno e si lavi la faccia, la vedo un po' pallida.» ordinò la professoressa, girandosi e tornando alla lezione.
mi alzai e gli sguardi dei miei compagni seguivano tutti i movimenti che facevo.
appena fuori dalla classe corsi verso il bagno. aprii la porta e mi fiondai verso il lavandino.
«cosa mi sta succedendo?»
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Starting The End
FantasiStreghe e Vampiri non sono mai andati d'accordo. Si sono fatti la guerra per secoli e secoli, ma i risultati erano gli stessi. Una rivalità incalmabile. I due Angeli, cercarono di farli andare d'accordo, ma continuava a essere un odio continuo. Un...
