«State tutti e due bene?»
Annuii e Liam fece lo stesso.
«Su, andate a prepararvi. C'è scuola.»
Io e Liam ci diressimo nelle nostre stanze e ci preparammo. Liam fece irruzione nella mia camera. «Zane sai...» ma si bloccò. «Oh...scusa, non entro più» disse girandosi. «Ti serviva qualcosa?» dissi mettendomi una maglietta. «Ora ti puoi girare.»
«Bene, dicevo che mi serviva una cosa che mi hai rubato una volta.»
«Sentiamo. Cosa?» dissi con tono di sfida.
Liam si avvicinò all'armadio e tirò fuori un giubbotto di pelle. «Questo.» Disse mettendo il giubbotto davanti a me.
Borbottai e lui si allontanò dirigendosi nella sua camera.
«Stupido. Me lo riprenderò.»
«Come scusa?» protestò lui dall'altra stanza.
«Spione!»
Liam non rispose più e io mi indirizzai verso lo specchio, per truccarmi.
Una quindicina di minuti dopo eravamo tutti e due davanti alla soglia di casa, con Kael che cercava le chiavi. «Dove le avrò appoggiate?»
«Magari dove le hai messe l'ultima volta?»
«Quello lo so pure io, ma il fatto è che non mi ricordo.»
«Queste?» disse Liam tirando fuori le chiavi dalla tasca del giubbotto. «Le aveva Zane. Quando aveva preso la macchina.»
Kael si avvicinò al figlio e le prese. Poi mi guardò: «Giusto che le avevi te.»
Gli lanciati un sorrisino. «Cosa facciamo?»
«Vi devo portare a scuola no?»
"Io direi anche di balzare."
«No. Non se ne parla neanche.»
Sbuffai e ci diressimo alla macchina.
Fuori non c'era il sole, era nuvoloso e il sole magari cercava di infilarsi, ma le nuvole glielo impediva.
«Il tempo è da lupi.» Disse Liam guardando fuori.
«Già.» Disse Kael. Poi si girò. «Cerca di fare attenzione a tua sorella okay?»
«Okay.»
«Ehy sono qui, vi ho sentito. Non sono una bambina.»
«Lo sappiamo bene Zane, ma finché non smetterai di fare risse, Liam ha questo compito.»
Aprii la portiera e uscì dirigendo i nervosa verso l'istituto.
Liam ancora in macchina scese e salutò Kael. «È in buone mani.»
«Grazie... sai ho perso vostra madre e lei è l'unica che me la ricorda. Non posso perderla.»
«Ti capisco. Non è per questo che avevamo iniziato la guerra?»
«Ti spiegherò poi. Ora vai.» Disse tirando su il finestrino e iniziò a dirigersi all'opposto della casa.
Liam sbatté varie volte gli occhi e poi si diresse verso la scuola.
«Zane!» disse correndo tra il corridoio e mettermi una mano sulla spalla. «Cosa c'è?»
Mi fermai. «Nulla. Cosa te lo fa pensare?»
«Hai sentito la conversazione tra me e nostro padre?»
«No quale?»
«Oh non lo sapevi? Beh allora nulla. Niente.»
«Che cosa stai cercando di nascondermi?»
Liam ora mi fissava. «Tu non saprai nulla, non farai risse e andrai in classe.»
Scossi la testa come se qualcuno aveva cercato di metterci le mani sopra.
«Liam?»
«Dimmi.»
«Lo sai che il soggiogamento con me non funziona. Sono come te un vamp-»
«Zitta! Non dirlo.» Disse indicando con lo sguardo intorno.
«Giusto...ma hai capito?»
Liam non rispose e fece finta di nulla. «Ora è meglio se vado in classe. A dopo Zane.»
«Ciao.»
In un bar Kael si stava prendendo un cocktail.
Un cameriere gli si avvicinò. «Kael...»
Kael guardò. «Come sai come mi chiamo?»
L'uomo estrasse dal giubbino una carta d'identità. «Silas!» disse alzandosi.
«Allora...» disse Isabelle arrivando alle spalle. «Sappi che non ho finito con te.»
«Cosa mi vuoi fare? Uccidermi? Menarmi? Credimi nessuna di queste è una buona cosa.» La avvertì. Avevo scoperto il suo nome tramite il preside.
Camminava al mio fianco guardando davanti. «Zane guarda!» disse puntando davanti. Le sue mani mi lanciarono di fronte facendomi sbattere contro l'armadietto. Appena ripresa mi girai.
«Hahahahahahhah! Guardati.»
Mi fionda in bagno prima che qualcun'altra poteva intervenire.
Mi appoggiai al lavandino. «Ha iniziato lei. Tu non hai colpa.» mi dissi per rincuorarmi.
«Zane?» parlò Isabelle.
«Lasciami stare!»
«Tutto bene?» disse fingendo di essere mia amica.
«Uno schifo se vuoi saperlo. Ora vattene prima che posso farti qualcosa.»
«Che cosa?» disse avvicinandosi.
Appena vicina cercò di pugnalarmi alle spalle ma fui più veloce di lei e le ero già alle spalle. «Ora. Vattene! Dico veramente Isabelle.»
«Certo...»
«Io ti ho avvisato.» La scaraventai sul muro del bagno facendo rompere il vetro. La presi per il collo e la appoggiai alla parete gelida. Presi un pezzo di vetro e gli incisi un taglio.
Isabelle gridava fin quando il suo respiro diminuì fino a non sentirsi quasi più.
Era diventata pallida e gli mancava l'aria. Il corpo rigido e fermo era attaccato al muro del bagno.
Lasciai la presa e Isabelle cadde. Per un momento pensai di averla uccisa. Ma non mi importava più. Lei mi aveva attaccato, perché dovevo sopportarla e non reagire? Questa volta ho seguito il cuore. E non quello che mi dicevano di fare. Uscì dal bagno e incontrai una ragazza che stava entrando. Mi allontanati il più possibile da lì e mi diressi dalla parte opposta.
Sentii la ragazza urlare e tutte si misero davanti alla porta del bagno.
Incontrai il ragazzo dai capelli biondo platino facendolo fermare. «Oh ciao.» Disse salutandomi.
«Ciao. Sai dov'è mio fratello?»
«No, ma pare sia andando in mensa.»
Cosa ci faceva Liam in mensa? Non era da lui. «Grazie.»
«Aspetta!» disse prendendomi per il braccio. «Vengo con te.»
«È meglio di no.»
«Non ho paura di voi.»
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Starting The End
FantasyStreghe e Vampiri non sono mai andati d'accordo. Si sono fatti la guerra per secoli e secoli, ma i risultati erano gli stessi. Una rivalità incalmabile. I due Angeli, cercarono di farli andare d'accordo, ma continuava a essere un odio continuo. Un...
