"Quando arriva?" Chiusi la porta della camera lasciandolo all'esterno mentre mi cambiavo.
Tirò un pugno alla porta e poi continuò a ripetere la frase che stava dicendo da un quarto d'ora.
"Quando arriva?" Gridò di nuovo.
Andai all'armadio e presi dei pantaloncini, me li infilai.
"Quando arrivaaa?!" Aumentò il tono di voce.
Mi sfilai la maglia e infilai una canottiera nera, aderente.
"Jessicaaaa..." continuò tirando due pugni alla mia porta.
Mi aveva rotto le palle. Andai alla porta e la aprii trovandomi davanti quel nano.
"Cosa vuoi?" Dissi mentre lui entrò sedendosi sul mio letto.
"Non ti era abbastanza chiaro?" Chiese superiore mentre prendevo dall'armadio una camicia verde e nera. Me la infilai e poi guardai il bambino.
"Non so a che ore arriva. Sai com'è non mi scrive!" Dissi infilandomi delle converse nere.
"Perché non.." la sua frase fu interrotta dalla voce di Ty.
"Jess, è arrivato il principe azzurro" disse ridendo per poi sparire in camera sua.
"Stronzo..." mormorai a denti stretti.
"È arrivato?" Chiese di nuovo. Roteai gli occhi al cielo.
"Si, stress. È arrivato" alle mie parole corse al piano di sotto per salutarlo.
Io mi limitai a staccare il cellulare dalla presa.
Presi la borsa e li raggiunsi.
"Non sapevo che le modelle andassero in giro senza tacchi" mi prese in giro mentre uscii.
"Non sapevo che fosse di moda non salutare" risposi zittendolo.
"Io l'ho salutato!" Disse Peter cercando di mettere pace alle nostre discussioni.
Roteai gli occhi in aria e lasciai perdere.
Salimmo in auto, e per i primi dieci minuti di viaggio nessuno parlò.
Il primo a parlare fu Peter che lasciò sia me che il ragazzo al mio fianco un po' perplessi.
"Chicca, ma tu quanti fidanzati hai?"
Io e Harry ci guardammo e poi risposi "In che senso?"
"Oltre a me e Harry quante altre persone ti vogliono bene?" Harry mantenne lo sguardo sulla strada tendendo leggermente la mascella.
Guardai per un attimo fuori dal finestrino, poi mi voltai verso il bambino.
"Beh, non saprei..tu che dici?!" Risposi sinceramente, senza nemmeno toccare largomento 'rottura'.
Subito sorrise a primo impatto e poi inclinò leggermente la testa.
"Io dico che ne hai tanti di fidanzati, perché non si può non volerti bene!" Per un momento sorrisi, poi continuò a parlare.
"Ma credo che nessuno ti vuole più bene di me e Harry vero?" Quel mio sorriso scomparve.
"Purtoppo non è così" dissi con amarezza riferendomi al riccio.
Il bambino rimase confuso dalle mie parole.
Provò a chiedere spiegazioni ma la voce del riccio sovrastò la sua impedendomi di sentire cosa Peter volesse dirmi.
"In verità, Peter, io sono d'accordo con te, ma Jess è troppo ingenua per capirlo e per accettare delle scuse" mentre parlava strinse il volante finche le nocche gli diventarono bianche.
