capitolo 1

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Circa due mesi dopo

È stata dura sopportare il fatto di vederlo, quasi sempre per due mesi.

Ho deciso, di non uscire più con i ragazzi, non mi andava che si creasse tensione nel gruppo solo per colpa nostra.

Insomma ci vediamo ancora, ma al massimo ci salutiamo nulla di che.

È finita.

Dopo tutto che avrei dovuto fare?

Ora sto camminando velocemente verso l'auto, verso casa, verso dove non avrei potuto incontrarlo.

Ero andata a fare delle commissioni per mia madre, in centro e ora stavo tornando al parcheggio dove avevo lasciato la mia auto.

Arrivai di fronte a una vetrina quando una ragazza dal volto famigliare si voltò e mi sorrise richiamando la mia attenzione.

"Jess?" Accentuò ancora di più il sorriso.

"El!" Risposi abbracciandola. La Donna di mezz'etá che la accompagnava stava osservando la scena sorridendo.

Era una signora molto sofisticata, aveva i capelli ricci color biondo platino e il trucco parecchio marcato non riuscivo a vederle gli occhi per via degli enormi occhiali da sole che le coprivano sia gli occhi che gli zigomi.

"Chantal lei è Jessica, una mia vecchia compagna di liceo;Jess lei è Chantal, la direttrice della casa di moda per cui lavoro" Eleanor cercò di fare le presentazioni.

"È davvero un piacere conoscerla signora" dissi stringendo la mano che mi aveva posto. Era avvolta da un guanto do pelle nero molto stretto.

"Piacere mio" disse con accento francese "Eleanór non è la ragazza giusta par la nostra sfilatà?" Chiese guardandomi. Xon un dito osseo mi alzò in mento, manco fossi dal dottore.

"Davvero? Vuole dire che Jessie potrebbe lavorare con noi?" Chiese la ragazza quasi estasiata.

"Forsè, sembra parecchio solare e simpaticá, ma noi non scerchiamo la simpatia, noi scherchiamo la parfesion! E lei sembra parfect!" Continuò sorridendomi.

"Perfetto Chantal, mi metto d'accordo io con lei, può proseguire ad ammirare la vetrina mentre io mi accordo con Jess!" Disse Eleanor facendomi fare qualche passo indietro.

"Tesoro! Sei pronta a fare la modella?" Chiese mostrandomi un sorriso a 124 denti, perché lei ne aveva 124!

"Ma io non sono parfect! " dissi a bassa voce cercando di imitare la signora.

"Beh? Crudelia De Mon dice così, è questo ciò che conta no?" Chiese sorridendo e facendo cenno a Chantal mentre diceva 'Crudelia De Mon'.
Sorrisi e lei fece lo stesso.

"Allora ti va?" Chiese di nuovo.

"Non saprei, si penso di si..." risposi con le prime parole che mi vennero in mente.

"Ottimo! Ti passo a prendere oggi all'ora di pranzo, Meredith mi ha dato indirizzo e numero del nuovo cellulare...non ti puoi liberare di Eleanor Calder tanto facilmente!" Disse facendo spallucce.

"Okay okay, all'ora di pranzo ci vediamo da me! Ora però devo proprio scappare" dissi guardando l'orologio. " lei sorrise.

"Perfetto: a mezzogiorno sono da te!" Confermò.

Annuii salutandola e poi salii in auto.

Guidai fino a casa, poggiai le mie compere sul tavolo della cucina e mi diressi in bagno a farmi una doccia: ne avrei davvero bisogno, questa mattina faceva ancora molto caldo pur essendo ottobre.

La rimanente mezz'ora la passai ad asciugarmi i capelli.

Proprio mentre riponevo il phon nel cassetto il campanello suonò. Mia mamma andò ad aprire accogliendo Eleanor!

Era già al corrente di tutto e devo ammettere che la allettava parecchio l'idea di una figlia modella.

La sentii mentre le dava le indicazioni per arrivare in camera mia e qualche secondo dopo voltandomi, trovai El esattamente davanti alla porta.

"Tesoro, una modella deve dare una buona impressione sin da subito, perciò ti chiedo: hai dei bei vestiti?" Disse avvicinandosi al mio armadio.

"Vestiti da cerimonia o normali vestiti?"chiesi in risposta.

"Se questa non è una cerimonia non saprei come definirla...ma direi che un semplice abitino potrebbe andar bene..." mi guardava mentre parlava.

Prese con le dita una ciocca di capelli e se la spostò dietro l'orecchio, poi sorrise.

"Posso?" Disse avvicinandosi ancora di più al mio armadio.

"Certamente!" Acconsentii lasciandomi cadere sul letto.

"Uuh...quanta roba! Non mi sarei mai aspettata una roba tale!" Disse iniziando a osservare i vari capi.

Si voltò verso di me con in mano un semplice vestito bianco, a righine blu, fatto in modo da fasciare il corpo.
Non lo metto mai, perché non riesco mai a trovare il momento giusto, e perché a dire il vero ne ho di migliori!

"Quello...El sei seria?" Chiesi quasi disgustata.

"Mai stata più seria!" Ammise porgendomelo. "Sai, tu sei perfetta per mettere questi tubini perché, non mi fraintendere, delle belle curve!" Parlava con non-chalance.

Devo ammettere che Eleanor quando andavamo al liceo, era l'unica ragazza del corso di teatro che realizzava anche tutti i vestiti. Non fidarsi di lei sarebbe come non guardarsi allo specchio...

Rimasi a guardarla finché ruppe il silenzio. "Allora? Te lo vuoi infilare oppure vuoi arrivare in ritardo al tuo primo colloquio di lavoro?" Chiese lanciandomi il vestito addosso.

Lo presi e mi andai a cambiare.

Tornai in camera poco convinta della sua scelta e la guardai con aria stranita.

"Che c'è? Stai da favola! Cosa non va?" Chiese preoccupata poggiando le sue braccia alle mie spalle.

"Non lo so, mi sembra di essere infilata in un calzino...è troppo lineare, è come prendere un guanto; tagliare via le dita del guanto e farci passare il polso, non sta bene avere un guanto così" mi portai una mano alla testa affondandola nei miei capelli.

"Tesoro. Non devi mettere quello che piace a te. Devi mettere quello che ti fa piacere, sia a te che agli altri! E non è sempre detto che quello che ti piace ti fa piacere..." disse in tono filosofico.

"Eh?" Chiesi alzando un sopracciglio.

"Vai allo specchio e guardati..." ordinò.

Mi portai di fronte allo specchio e mi guardai. Effettivamente non stavo male, se mi pettinassi sarei perfetta, ma..

"Ti piaci?" Chiese interrompendo I miei pensieri.

"Si, però..." cercai di spiegarle la situazione ma mi interruppe di nuovo.

"Però un cazzo! Ti piaci? Si. È questo quello che devi imparare per fare la modella!" Disse sorridendo.

"Allora va bene" dissi annuendo.

"Lo so che va bene, l'ho scelto io..." disse modesta. Poi continuò. "Ora infilati il giubbotto di pelle, quelle décolleté e andiamo. Crudelia non aspetta!" Disse prendendo in mano le chiavi della macchina.

"Crudelia?" Chiesi ridendo.

"Dico, l'hai vista Chantal? È la sosia umana!" Esclamò ridendo ed uscendo dalla stanza.

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