- Agente Locatelli, li vede? - urlò la radio sulla scrivania – Sì, ma servono rinforzi! Dobbiamo accerchiarli: l'autista è bravo, non riuscirò a stargli dietro a lungo!
Dario Di Dio allacciò i guanti ai polsi e si avvicinò allo schermo del suo laptop. Un software di dettatura trascriveva in tempo reale la trasmissione della radio della polizia. Scorse lo sguardo attraverso tutte le vie nominate dagli agenti, "Stanno andando verso i magazzini del porto, come al solito" e sorrise "Questa volta però li prenderò: hanno neutralizzato Castelli, non azzarderanno un nuovo percorso!"
Afferrò gli occhialini dalla scrivania, li indossò e si guardò allo specchio. Si sistemò i capelli e balzò fuori dalla finestra, raggiungendo il terrazzo adiacente con un urlo.
Guardò le strade deserte, ma "No, è più sicuro passare per i tetti: non voglio disintegrare civili come l'ultima volta" e saltò sul terrazzo successivo, per poi saltare su quello dopo ancora.
Dopo tre minuti di parkour urlante, vide il furgone dei Goldilocks. Le auto della polizia erano già state seminate e, come previsto, erano ancora diretti al porto. "La strada è libera!", sorrise e si gettò pochi metri davanti al veicolo, rallentando la caduta con un grido. "Quello dev'essere Verre" e guardò l'autista negli occhi mentre il furgone rallentava sempre di più. "Non sai di che metallo è fatta la corona" si disse "Disintegra le gomme del furgone, non la carrozzeria!"
Fu sul punto di urlare, ma si fermò. Un'ombra era appena scesa dal retro e stava fuggendo in direzione opposta. Risonanza fu disorientato dalla mossa, "Un altro tradimento?", Verre iniziò ad accelerare verso di lui, "No! Il furgone è un diversivo! Sta scappando con la corona!" e urlò a terra, balzando verso Aurora.
La ragazza lo sentì atterrare dietro di sé. Era terrorizzata: lei era una criminale e Risonanza era Risonanza. Non osò voltarsi e corse sempre più veloce. Pensò di lasciar cadere la corona, "Ma no! Abbiamo tradito tutti per questo, non posso abbandonare il mio sogno, il nostro sogno!", ma i suoi pensieri persero forma non appena fu travolta da una forte folata di vento, "È qui! Ti prego, non uccidermi!" e continuò a correre.
Vittorio frenò e scese subito dal furgone – AURORA! LASCIA LA CORONA! - ma era troppo lontana per sentirlo. Accelerò sempre di più, "Noi siamo criminali e Risonanza è Risonanza" si disse anche lui "Basta questo" e iniziò a piangere – RORAAAA! LASCIA LA CORONA, TI PREGO!
Non lo sentì. Lei e il vigilante erano ormai due sagome all'orizzonte, sempre più sfocate, sempre più vicine. Una delle sagome si fermò, portò indietro le braccia e aprì la bocca. L'altra divenne un'ombra, una chiazza rossa a metà tra la strada e il marciapiede. Risonanza prese la corona insanguinata e sfoderò lo smartphone, pronto a videochiamare la polizia.
Vittorio raggiunse la chiazza col volto rigato dalle lacrime. Le sue ginocchia caddero sull'asfalto e il suo volto tra le mani.
Lo scoiattolo nero chiuse la chiamata e lo guardò. Decise di risparmiarlo, "Ho fatto bene ad uccidere la ragazza: grazie a me, il leggendario Vittorio Verre non è più una minaccia!" e volò via, fiero di aver fatto del bene e di aver portato giustizia a Wisteria.
Vittorio non riuscì a scoprirsi il volto. Le sue mani piovevano di lacrime, mentre mormorava – Noi siamo i Goldilocks, noi non abbiamo mai rovinato un'opera d'arte, non abbiamo mai ferito nessuno, non abbiamo mai ucciso nessuno – allargò le dita, intravedendo i brandelli della sua amata – Perché sei tu l'eroe, Risonanza? Perché lei è... - singhiozzò - e tu sei l'eroe?
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RanϏing 96
Fiksi IlmiahLiceo Lovelace, una scuola ossessionata dalla reputazione sociale. Qui la vita degli studenti ruota intorno al Ranking, una maniacale classifica della popolarità. Tutti vivono per il ranking, tutti cercano di accumulare punti e raggiungere il leggen...
