«Sei sicuro che non vuoi proprio dirmi dove stiamo andando?»
Per la prima mezzora di viaggio Narcissa era riuscita a stipulare una tregua con la propria curiosità, limitandosi a fantasticare sul panorama che scorreva al di là del finestrino della carrozza, assorta in un silenzio contemplativo. Finché non era sopraggiunta la noia, e a quel punto si era voltata verso Lucius, che le sedeva di fronte, il viso affondato tra le pagine della Gazzetta del Profeta.
«Prova a corrompermi e forse te lo dirò» la sfidò, abbassando con l'indice un angolo del giornale per incrociare il suo sguardo. Narcissa non se lo fece ripetere una seconda volta. Lieta finalmente di aver attirato l'attenzione del suo compagno di viaggio, tornò ad appoggiarsi al comodo sedile in pelle, le labbra rosate curve in un sorriso deliziato.
«D'accordo. Ti propongo un gioco: per ogni indizio che vorrai darmi io risponderò a una tua domanda di qualsiasi genere».
A quel punto Lucius mise via il giornale piegandolo sul posto libero accanto a sé.
«Sai come conquistare la mia attenzione, Black» commentò con un sospiro divertito, mettendosi comodo.
«Allora?» I due zaffiri incastonati negli occhi di Narcissa sfolgoravano di curiosità.
«Primo indizio: siamo a metà del nostro tragitto» mormorò Lucius, guardando compiaciuto il verde paesaggio che sfilava al di là del finestrino.
Subito il viso di Narcissa si contrasse in una smorfia di protesta.
«Questo non è un vero indizio!»
«Altroché, ti ho indirettamente detto quanto manca al nostro arrivo. È un indizio fondamentale. Ora tocca a me. Sono curioso, una volta che la faccenda del testamento sarà conclusa e tu riavrai la tua casa e il tuo patrimonio, cosa farai?»
«Che intendi dire?» domandò Narcissa, accigliandosi.
«Hai un sogno, un progetto?»
A quel punto gli occhi di Lucius si fecero più penetranti, due abissi grigi che invitavano a sprofondarvi dolcemente.
«Questa è una domanda molto personale» osservò, sistemandosi lo chignon, a disagio.
«Sei stata tu a dire che avrei potuto farti qualsiasi domanda. Ma se preferisci posso sempre cambiare argomento. Ti avverto, però, la mia curiosità sa essere molto scabrosa...» In quel momento gli occhi di Lucius scivolarono pericolosamente sulla sua figura, attraversati da un lampo di malizia.
«E va bene, risponderò» lo fermò lei, prima che il lieve rossore che avvertiva sulle guance potesse disperdersi per tutto il viso. «Mi piacerebbe riprendere a suonare il pianoforte. Ne avevamo uno in sala da pranzo quando ero bambina. Andromeda lo suonava sempre, era davvero molto dotata. Ha anche provato a insegnarmi, ma senza troppo successo. Dopo la notizia della sua fuga mia madre gli ha dato fuoco, e da allora non ho più suonato».
Non aveva mai confessato a nessuno quel desiderio, né si sarebbe aspettata di parlarne proprio con Lucius, eppure, nonostante la paura di essere giudicata, le parole erano uscite da sole, quasi esistesse un filo invisibile che collegava le sue labbra agli occhi di Lucius.
«È davvero un bel sogno» commentò lui in un sussurro. Narcissa abbozzò appena un timido sorriso, quindi raddrizzò la schiena per tornare a darsi un contegno.
«Tocca a te».
«Siamo diretti a ovest».
«Ovest? Ma a ovest non c'è niente per miglia».
Lucius si limitò a fare spallucce, le labbra serrate come a voler indicare che da quella bocca non sarebbero usciti altri indizi.
«Prossima domanda: qual è il ricordo più surreale che hai di noi insieme?»
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Black is Resistance
Fanfiction~ Vincitrice della settima edizione del #GrandeWattors ~ Tutti nel Mondo Magico conoscono i Black. Forza; onore; lealtà: queste sono le caratteristiche che hanno scritto la storia centenaria della famiglia, il cui destino sembra quello di continuare...
