Non appena la carrozza si fermò al centro di Nocturn Alley, Narcissa fu certa che il cocchiere avesse sbagliato indirizzo.
«Esiste un solo "Dragone Rosso" in tutta la Gran Bretagna, signorina. Ed è questo».
Di fronte a tanta risolutezza, Narcissa scese a malincuore dall'abitacolo caldo e sicuro, non prima però di essersi accertata che il cocchiere sarebbe rimasto lì ad aspettarla, anche a costo di attendere tutta la notte. Confortata da quel pensiero, Narcissa si strinse nel mantello e si incamminò, concentrandosi sul rumore che i tacchi producevano sul viale acciottolato per non pensare al fatto che si era recata di sua spontanea volontà in uno dei quartieri più pericolosi di tutta la Londra magica. Il "Dragone Rosso" si trovava proprio alla fine della via. La nuvola di fumo azzurro che saliva dal piccolo gruppo di maghi e streghe radunatosi davanti all'entrata aleggiava sulle loro teste come un'insegna luminosa. Narcissa si avvicinò, sforzandosi con tutta sé stessa di apparire disinvolta e spavalda almeno quanto loro. Ma a giudicare dagli sguardi affamati che le rivolsero i due uomini e dalle espressioni sprezzanti incastrate negli occhi pesantemente truccati delle tre streghe in loro compagnia, capì che la strada da fare era ancora tanta. Senza per questo lasciarsi scoraggiare, entrò.
Di per sé, il locale non emanava una brutta atmosfera: la tappezzeria color porpora en pendant con il nome e la mobilia in lucida quercia nera conferivano al posto un'aura di sorprendente rispettabilità. Lo stesso non poteva dirsi dei suoi visitatori. La prima cosa che Narcissa notò fu la quantità imbarazzante di uomini soli che studiavano l'ambiente circostante in cerca di qualche compagnia fugace; i più fortunati la trovavano in gruppi di donne altrettanto sole o ubriache, gli altri si accontentavano di restare a guardare da dietro la serratura delle rispettive solitudini.
Che razza di posto era quello? E perché Lucius lo frequentava? D'un tratto si sentì una sciocca: se quel locale aveva un pregio, quello era la riservatezza; chiunque nella posizione di Malfoy avesse sentito il bisogno di divertirsi in pace con una bella strega senza doversi preoccupare delle ripercussioni sulla sua reputazione avrebbe scelto quel locale. Eppure, nonostante la sua fama di dongiovanni, Narcissa faticava a immaginarsi Malfoy mezzo ubriaco mentre adescava qualche ragazza compiacente. Lucius era troppo elegante per un posto del genere. O forse, in quel momento a pensare per lei era la gelosia.
Con un nodo amaro in gola, Narcissa si liberò del mantello. Nella sua felice ignoranza, a casa aveva pensato bene di scegliere un vestito di velluto nero aderente con una modesta scollatura sulla schiena e le spalline che lasciavano le braccia nude. Fu sufficiente camminare fino al bancone per pentirsi precipitosamente di quella scelta, così come di aver rispolverato il suo rossetto preferito per l'occasione. Anche se non aveva mai sentito nominare "Il Dragone rosso" - e già questo avrebbe dovuto accenderle nella mente una spia d'allarme -, chissà perché si era figurata un posto alla moda, pieno di maghi e streghe agghindate di tutto punto. Come poteva essere stata tanto ingenua?
«Che cosa ti servo, splendore?»
A parlare era stata una donna di mezz'età, gli occhi azzurri e i capelli rosso ruggine raccolti in una coda alta che lasciava qualche ciocca libera di attorcigliarsi sinuosamente attorno al suo collo. La scollatura del corpetto, insieme al trucco marcato, le donava un'aria spregiudicata, perfettamente in linea con l'atmosfera generale del locale, eppure qualcosa in fondo al suo sguardo tradiva una certa fierezza dall'origine fumosa.
«Un Whisky Incendiario, grazie» rispose Narcissa, certa che i gusti di Lucius in fatto di alcol si adattassero meglio dei suoi a un posto simile. L'ostessa la squadrò con espressione dubbiosa per alcuni istanti, probabilmente per quel suo candido "grazie", ma poi le servì subito quanto aveva chiesto senza aggiungere commenti.
Rimasta sola con il suo bicchiere di Whisky, Narcissa si guardò intorno. Senza volerlo aveva già attirato l'attenzione di un paio di uomini seduti attorno al tavolino più vicino. Ignorando i loro sguardi lascivi, Narcissa diresse la propria attenzione verso un gruppo di donne seduto in fondo: avrebbe cominciato da loro. Tenendo il bicchiere davanti al petto a mo' di scudo, Narcissa attraversò la sala e si sedette accanto a quella che le sembrava la più sobria del gruppo.
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Black is Resistance
Fanfiction~ Vincitrice della settima edizione del #GrandeWattors ~ Tutti nel Mondo Magico conoscono i Black. Forza; onore; lealtà: queste sono le caratteristiche che hanno scritto la storia centenaria della famiglia, il cui destino sembra quello di continuare...
