Il tempietto sorgeva sul punto più morbido di una collina erbosa circondata da un anello di fieri abeti. Era una tiepida giornata di inizio estate, una di quelle in cui il sole sembra eterno, come la promessa alla quale presto si sarebbe legato. Per tutta la vita. Come ogni innamorato prima di lui, era caduto nella trappola, l'illusione che una sola esistenza sarebbe bastata a celebrare qualcosa di sconfinato come l'amore. Eppure, in quel momento, con il canto del vento che scuoteva gli alberi e faceva le fusa sull'erba, si poteva credere a tutto.
Sollevò gli occhi sulla volta affrescata del tempio: chiunque l'avesse dipinta doveva essere stato follemente innamorato, proprio come lui in quel momento, altrimenti non sarebbe stato in grado di dare vita a quella danza armonica di forme e colori. C'era un universo di significati nascosto dietro a ogni pennellata; e, proprio come ogni opera d'arte, non era altro che uno specchio sul mondo interiore. Lucius vi lesse i disegni delle costellazioni; vide le linee nette, chiuse a triangolo, del Capricorno, che vegliavano su di lui come un ventre materno; e poi, proprio accanto, le due parallele dei Gemelli che gli si schiudevano come un percorso ancora inesplorato.
Fu in quel momento, mentre gli occhi si perdevano a inseguire le tracce di magia nascoste nell'affresco, che lei arrivò, annunciata dal vento. Narcissa avanzava verso di lui a passo lento e morbido, i piedi nudi che sfioravano l'erba con grazia, il fruscio dell'abito a imitare il basso mormorio del mare in lontananza. Se non avesse sentito il calore dei raggi solari piovergli sul capo dall'alto, Lucius avrebbe senz'altro giurato che fosse stata lei a portare la luce di quel giorno.
Il lungo abito di raso color avorio stretto in vita e morbido sui fianchi, le maniche di velo che lasciavano intravedere, a tratti, il candore della pelle nuda; la forma tornita delle gambe scolpita nel tessuto a ogni passo; il piccolo bouquet di lisianthus stretto tra le dita affusolate: tutto in Narcissa era simbolo di estrema grazia e purezza.
Guardarla era come affacciarsi su uno spicchio di paradiso. Ma nei suoi occhi di cristallo Lucius scorse anche qualcos'altro: il proprio futuro che gli veniva incontro radioso.
In quel momento Narcissa lo raggiunse, salendo leggera i gradini antistanti il tempietto, un sorriso beato a dipingerle le labbra. I lunghi capelli biondi le ricadevano in morbidi boccoli lungo la schiena, impreziosendole il viso. Nel prenderle le mani, Lucius sentì un'ondata di amore avvolgergli il petto, e in quel momento gli sembrò di non sentire più solo il suo cuore battergli tra le costole; era come avere un altro respiro, il respiro dell'universo che fremeva d'amore insieme a loro.
A quel punto l'officiante parlò. Una voce stentorea, per via della lettura, ma abbastanza delicata da non sovrastare il mormorio del vento.
«Siamo qui per celebrare l'unione di questi due giovani innamorati».
Narcissa gli sorrideva, gli occhi gonfi di lacrime che avevano il colore del sole. E proprio come il sole garantisce la vita a tutte le creature, quello sguardo rappresentava il filo diretto di Lucius con la vita.
«Ora vi leggerò le vostre promesse, e voi ripeterete dopo di me».
A quelle parole, Narcissa volse lo sguardo verso l'officiante, il bouquet stretto al petto e le guance arrossate dall'emozione, come se aspettasse quel momento da tutta la vita.
«Io, Narcissa Black, prometto di amare te, Lucius Malfoy, e di onorarti per tutti i giorni della mia vita».
Appena le parole di Narcissa incontrarono l'aria, Lucius capì che c'era qualcosa che non andava. Di colpo il cielo si rabbuiò, ingrigito da nuvole cariche di tempesta; l'aria era muta, un silenzio innaturale aveva soffocato il dolce inno del vento. Lucius percepiva la presenza dell'officiante che sostava tra loro e si confondeva tra le colonne del tempio, immobile e distante, eppure qualcosa gli impediva di voltarsi a guardarlo. Tutto ciò che riusciva a vedere era il volto di Narcissa, ancora luminoso, ancora acceso di un fervore che viaggiava tra gli occhi e la voce. L'officiante continuava a parlare, e Narcissa lo imitava pedissequamente.
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Black is Resistance
Fiksi Penggemar~ Vincitrice della settima edizione del #GrandeWattors ~ Tutti nel Mondo Magico conoscono i Black. Forza; onore; lealtà: queste sono le caratteristiche che hanno scritto la storia centenaria della famiglia, il cui destino sembra quello di continuare...
