16. Brompton Road 1906

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La superficie del Lago Nero brillava sotto il tiepido tocco dei raggi del sole come uno scudo appena lucidato. Tutt'intorno, la distesa erbosa che sfoggiava le prime gioiose tracce di primavera sembrava il dorso di un animale placidamente addormentato. Era una tranquilla giornata di aprile. L'arrivo della bella stagione aveva contagiato tutti a scuola, come una sorta di epidemia del buon umore, tant'è che gli insegnanti, solo per quella mattina, avevano deciso di sospendere le lezioni; dal canto loro, gli studenti si erano lasciati contagiare di buon grado.

La maggior parte se ne stava stravaccata sul prato a godersi la bella giornata e l'allegra compagnia degli amici; i più solitari invece avevano preferito approfittare della riservatezza del cortile interno per dedicarsi a qualche lettura di piacere. Il solo a risultare immune all'euforia collettiva sembrava essere Severus Piton. Al manto erboso accarezzato dal vento primaverile aveva privilegiato il freddo davanzale della biblioteca. Non che non volesse godersi anche lui l'arrivo della bella stagione; al contrario, la primavera era sempre stata la sua stagione preferita. Quando viveva ancora insieme ai genitori a Spinner's End trascorreva spesso le mattinate nei parchi pubblici a cogliere fiori per donarli a sua madre. Quelle erano le uniche volte in cui Eileen Prince riceveva dei regali. Suo marito era troppo povero per permettersi il lusso di coccolarla, ammesso poi che ne fosse mai stato capace. Da che era venuto al mondo, Severus non ricordava neppure un'occasione in cui l'aveva visto rivolgere un cenno d'affetto a sua madre, né tantomeno a lui. Come molte altre bestie della sua stessa razza, Tobias Piton non conosceva amore. Né avrebbe compreso perché, invece, il figlio si affannava tanto a cercare, tra i pallidi fiorellini di campo che crescevano sulla collina dietro casa, solo gli esemplari più belli.

Ecco perché Severus, che al contrario capiva molte cose, aspettava sempre che Tobias fosse lontano da casa per consegnare alla madre il suo bouquet. Lei lo sistemava subito con cura in un vecchio vaso sbeccato, quasi avesse paura che a tenerla troppo tra le mani tutta quella bellezza si sarebbe presto guastata. Severus, dal canto suo, si accontentava di mettersi seduto al tavolo per ammirarli. Quel che gli piaceva dei fiori è che erano alla portata di chiunque, ricchi e poveri, gioiosi e infelici. La primavera era un regalo per tutti.

Anche in quel momento Severus se ne stava in disparte ad ammirare i nontiscordardimé accarezzati dal dolce vento primaverile. Il vetro della finestra della biblioteca lo proteggeva dai raggi solari e dalle occhiate indiscrete dei suoi compagni. Forse, se avesse avuto un amico con cui condividere tutta quella bellezza, avrebbe trovato il coraggio di uscire fuori incontro al sole, e magari cogliere un piccolo bouquet con cui abbellire il dormitorio in ricordo di sua madre. Ma l'unica persona con la quale Severus avrebbe diviso il suo tempo era ormai lontana da lui in tutti i sensi umanamente concepibili. Perfino da quella distanza riusciva a scorgere, tra la folla di studenti distesi al sole come lucertole, la chioma rossa di Lily Evans fluttuare sull'erba in una nuvola di ruggine. Un paio di amiche avevano intrecciato una coroncina di fiori e lei la indossava fieramente come una vera regina della primavera.

Un sospiro sofferente scivolò dalle labbra di Severus, disegnando un piccolo alone di vapore sul vetro. Se non poteva stare con Lily, tanto valeva rimanere lì a osservare la vita a debita distanza, proprio come aveva fatto sua madre tempo addietro con i fiori che le portava in dono. In fondo, Severus lo aveva saputo fin dall'inizio che gli eventi avrebbero preso quella piega. Se la primavera era un bene pubblico, al contrario la felicità veniva concessa dall'alto, come una manciata di semi su un campo troppo vasto perché potessero germogliare in ogni suo angolo.

Fu una voce piacevolmente familiare a distoglierlo da quella malinconica contemplazione.

«Chissà perché non sono sorpreso di trovarti qui».

Severus si voltò lentamente verso l'entrata della biblioteca: Lucius gli veniva incontro con un largo sorriso e la sua consueta andatura elegante. Indossava un completo blu oltremare immancabilmente realizzato su misura che risaltava la sua carnagione colore avorio e gli occhi grigio ghiaccio. Eppure a Severus bastò un'occhiata per capire che tutta quella cura serviva a nascondere un'inquietudine fissa come un ronzio.

Black is ResistanceLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora