Le parole del dottor Pennygan avevano seminato un funereo silenzio nel salottino degli ospiti. Tutte le domande che Narcissa avrebbe voluto porgli erano proprio lì, a un passo dalla lingua, ma la notizia era entrata nella sua testa con la confusa violenza di un uragano, sparpagliando le parole in giro come vestiti gettati via alla rinfusa. Alla fine Lucius la precedette, liberandola da quello stato di sospensione provocato dall'ansia.
«Ci sono feriti?»
«No, fortunatamente i bambini e il personale sono riusciti a evacuare l'edificio prima che l'incendio si espandesse». Se le parole del notaio suggerivano che si trattava di una buona notizia, la sua fronte sembrava non essere dello stesso avviso: le rughe impilate l'una sull'altra e le sopracciglia tese tradivano un'angustia sotterranea. «Il problema è un altro. Il signor Carrson è sparito».
«Sparito? Che significa?» Lucius aveva accompagnato l'interrogativo con un gesto stizzito della mano che fece sobbalzare il povero notaio. Con gli occhi piccoli appuntati a ogni movimento di Malfoy e le mani strette attorno alla valigetta, somigliava a un piccolo roditore intento a proteggere le proprie scorte dalle insidie dell'inverno.
«Nessuno lo ha più visto dopo la merenda pomeridiana in cortile, non è nemmeno sceso per la cena. Oltretutto, dalle prime indagini risulta che l'incendio è stato appiccato vicino al suo studio. È presto per dirlo, ma devo comunque prepararvi all'eventualità che Carrson sia...»
Quelle ultime parole ruppero la bolla di silenzio in cui Narcissa era rimasta intrappolata fino a quel momento.
«Morto?»
Lo sguardo del dottor Pennygan si spostò sul viso di Narcissa, piano, con la stessa composta indifferenza di una creatura giurassica disturbata da una novità. E solo in quel momento Narcissa si accorse che quello che aveva di fronte non era più lo stesso uomo che le si era avvicinato di soppiatto il giorno del funerale di suo padre. Gli ultimi eventi avevano trasformato anche lui, o meglio, a cambiarlo erano stati i ripetuti fallimenti, disposti come una sfortunata scia di cadute disseminata lungo la fine di una maratona impeccabile. Prima la morte di uno dei suoi clienti più affezionati, poi l'esito negativo dell'esame del testamento, e ora la scomparsa dell'unica persona che avrebbe potuto risollevare le condizioni di Narcissa Black. Stava sbiadendo, lentamente, come un pregiato pezzo d'argenteria un tempo esposto con orgoglio che viene lasciato in una vecchia soffitta ad annerire.
«Per ora non sono state rinvenute sue tracce» mormorò, ripassando le cuciture della valigia con le dita.
«Ma questo potrebbe essere anche un buon segno, no?» si intromise Lucius, parandosi di fronte a Narcissa come a volerla schermare dagli effetti collaterali di quell'eventualità.
«Forse» ammise il notaio, le spalle curve e lo sguardo di nuovo incollato al pavimento ligneo in segno di sconfitta. «Tuttavia, finché non ne sapremo di più, le nostre restano tuttalpiù congetture. Quel che è certo è che le autorità magiche francesi hanno cominciato le ricerche lungo tutto il suolo parigino. Vi terrò aggiornati non appena avrò notizie dal mio contatto».
E con quell'ultima frase il notaio sentenziò il suo congedo sotto lo sguardo ancora scosso dei suoi ospiti.
Non appena la porta si fu richiusa, Narcissa si lasciò cadere sul divanetto con un sospiro spezzato. La conversazione con il dottor Pennygan era stata l'equivalente di una pioggia improvvisa di metà agosto, e ora lei si ritrovava senza fiato, i pensieri fradici e appesantiti. Dietro di lei, ancora fermo sul posto, Lucius torreggiava simile a un vecchio salice pronto a offrire la propria ombra come rifugio.
«Credi che Carrson sia davvero...?» domandò Narcissa dopo qualche istante, incapace di pronunciare quella parola una seconda volta. Lucius non rispose subito. Il suo sguardo incontrò gli occhi di Narcissa sbiaditi dalla preoccupazione. Quante tempeste avevano dovuto affrontare in così poco tempo, e quante altre ancora ne avrebbero dovute patire, portate dal vento incerto del futuro? Se solo fosse servito a impedire a quegli occhi di versare altre vane lacrime, Lucius avrebbe volentieri offerto il proprio corpo come scoglio contro il quale lasciar infrangere tutte le mareggiate dirette verso la vita di Narcissa. Invece doveva accontentarsi di restarsene lì a guardarla, offrendole il semplice conforto del buon amico che aveva deciso di essere per lei.
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Black is Resistance
Hayran Kurgu~ Vincitrice della settima edizione del #GrandeWattors ~ Tutti nel Mondo Magico conoscono i Black. Forza; onore; lealtà: queste sono le caratteristiche che hanno scritto la storia centenaria della famiglia, il cui destino sembra quello di continuare...
