25. Life is a rollercoaster

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Namjoon distese le gambe e si stiracchiò, il volo di ritorno dall'Italia era stato più estenuante di quanto si sarebbe aspettato, avevano incontrato parecchie turbolenze e come se non bastasse, lui non aveva fatto altro che pensare ad una cosa; un dettaglio che aveva notato solo a poche ore dalla sua partenza ma che sembrava non voler abbandonare la sua mente.

Come un tarlo quella cosa continuava a scavare dentro di lui.

Si era accorto di un tatuaggio che Zita aveva appena sotto il seno sinistro, era una data "5 Agosto 2021" ed era certo che non l'avesse l'ultima volta che l'aveva vista, ne era così certo perchè l'unica altra occasione che aveva avuto di vederla tanto scoperta prima di allora era stata la festa in piscina.

Lei era stata a Seoul in Luglio di quell'anno e non c'era, per questo deduceva che fosse una cosa avvenuta dopo la loro lite, una cosa di cui lei non gli aveva fatto menzione, ma che era sicuramente importante, la conosceva, non si tatuava nulla se non vi era un significato dietro.

C'erano ancora così tante cose di lei che non sapeva, mentre lei invece lo leggeva come un libro aperto, conosceva ogni sua debolezza, ad ogni suo gesto o sguardo sapeva attribuire il corretto significato, lo faceva sentire semplice, e questa sensazione gli dava un senso di tranquillità incredibile; lo comprendeva senza sforzi perché aveva lasciato che fosse lui ad insegnarle come fare, lo aveva studiato con attenzione, aveva imparato a riconoscere gli spigoli e le parti più smussate di lui, aveva imparato ad amarlo, ma non a farsi amare da lui.

Namjoon era consapevole di continuare a ferirsi ogni volta che provava ad avvicinarsi troppo a lei, ne era consapevole e non gli importava; aveva fiducia nel fatto che presto o tardi lei gli avrebbe mostrato come fare, si sarebbe lasciata andare, gli avrebbe fatto spazio e mostrato le parti morbide dove poteva appoggiarsi, quelle che non nascondevano spine.

« Joonwoo può lasciarmi in agenzia? tornerò a casa stasera, così da smaltire un po' di jet lag » annunciò al suo autista.

Era a pezzi ma erano appena le 2 del pomeriggio e non poteva mettersi a dormire così presto, avrebbe approfittato del tempo che lo separava dalla sera per lavorare sul suo album, aveva messo insieme parecchie idee quella settimana ed anche parecchie emozioni che non vedeva l'ora di riversare nella sua musica.

Percorrendo il corridoio notò che la luce del Genius Lab era accesa, riflettè un attimo sul fatto che fosse parecchio tempo che non parlava con Yoongi ed in quel momento, uno dei suoi pareri oggettivi sulle cose gli avrebbe fatto comodo, inoltre non riusciva più a trattenersi, doveva raccontare a qualcuno quello che era accaduto tra lui e Zita quella settimana.

Bussò alla porta un paio di volte, sperando che non avesse le cuffie e lo sentisse.

« Disturbo? » gli domandò non appena la porta davanti a lui si spalancò, rivelando un Yoongi dall'aria piuttosto sbattuta.

« Sei tornato » disse Yoongi abbozzando un mezzo sorriso.

« Hai cinque minuti per me? » domandò il moro.

« Accomodati » fece Yoongi, spostandosi per lasciare che entrasse.

Namjoon si sedette sul divano di Yoongi e si schiarì la gola, si sentiva nervoso come prima di un concerto, le mani gli sudavano ed il cuore gli martellava nel petto.

« Sono andato a letto con Zita » esplose, non appena vide Yoongi sedersi alla sua postazione; nel momento stesso in cui quella frase lasciò la sua bocca sentì tutta la tensione abbandonarlo, non era più un segreto, ora che l'aveva detto a qualcuno l'aveva reso ancora più reale.

Yoongi dovette resistere all'impulso di tirargli un pugno in pieno volto, tutta quella gioia che gli leggeva in faccia lo infastidiva; Iniziò a tormentarsi le unghie, fingendo che la cosa non l'avesse minimamente scalfito.

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