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Siamo appena arrivati in agenzia e stiamo scendendo dal minibus.

Per tutto il tragitto non hanno fatto altro che parlare di vecchi aneddoti e dei progressi della Friki Harika nel tempo.

Non appena scesa, Can mi ferma.

<Torni in agenzia? Ho bisogno di parlarti> , il suo tono è così spaesato
<Che succede?> , chiedo precipitosamente
<Sanem, ne parliamo dopo. Tamam?>

Annuisco.

<Tu non vai a casa?>  , chiedo
<Salgo su in ufficio e poi vado. Ci vediamo tra circa un'ora e mezza. Ti va bene?>
<Ok... Va bene>

Non lo so perché, ma pare ci sia qualcosa di importante sotto.

Intanto fermo il primo taxi e mi faccio portare a casa.

Non appena dentro, mia madre mi viene incontro, riempiendomi di domande.

<Mamma... Si è trattato solo di un viaggetto di lavoro. C'era il gruppo con noi, che vuoi che sia successo>
<Sanem, guardami bene negli occhi> , nel frattempo, sgrana i suoi, da intimorirmi ad essere sincera
E io sono sincera.

"A parte limonare il tuo ragazzo ogni volta, sì, non è successo niente". Mi ricorda la mia voce.

<Sanem dovresti parlare con tuo padre. Io non posso più mentire! Si arrabbierà molto quando scoprirà che ne ero al corrente>
<Lo so mamma... > , sospiro
<Dovrei ritornare in agenzia. Non ho molto tempo>
<Non ci torni in agenzia se prima non parli con lui! Sanem, ti abbiamo imparato ad essere sincera! Costi quel che costi. La sincerità è l'unica arma per non perdere la fiducia delle persone. Lo sai anche tu>

Annuisco.

C'è tanta verità nelle sue parole.

<Dammi tempo per lavarmi e sono da voi. Papà è già arrivato?>
<A momenti sarà qui>
<Va bene>

Le sorrido e vado nella mia stanza.

.......

Sono appena scesa in cucina.

Papà è arrivato.
È sulla sua poltrona a leggere il suo giornale.

<Tünaydın > , dico e avanzo lentamente
<Sanem... Figliola> , è mio padre, che subito si alza e viene in mia direzione con sorriso

Mi abbraccia.

<Com'è andato il viaggetto?> , mi chiede, staccandosi, con sorriso
<Tutto bene... È stata una bella esperienza di gruppo>
<Noto con piacere che questo lavoro ti gratifica tanto>
<Non me lo aspettavo papà, ma sono davvero tanto felice di lavorare per la Friki Harika. Mettici pure che ho dei capi tanto bravi e gentili>

Ho parlato al plurale, altrimenti sembra un complimento esclusivo a Can.

<Ho conosciuto solo il signor Emre per via di tua sorella e devo darti ragione. È un bravo ragazzo... Lo sarà sicuramente anche il fratello grande... Confermi?>
<Soprattutto il fratello grande... Cioè... Mi spiego... Il signor Can è molto più disponibile con noi dipendenti. È una questione di carattere, tutto qui> , per un attimo mi sono impacciata

Mia madre che mi osserva, sollevando ripetutamente le sopracciglia per farmi capire di parlare.

<Volete un tè?> , propone
<Si, Mevkibe. Volentieri> , risponde mio padre

Ci accomodiamo a tavola.

<Papà... Vorrei parlarti di una cosa>

Immediatamente i suoi occhi diventano due grandi punti interrogativi.

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