Una spalla tu e una spalla io.

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Sono a fare colazione nella caffetteria preferita da me e mia madre.

Quando ero piccola venivamo spesso qui e quando uscivamo mi comprava sempre una rosa dalla signora Tina, una donna anziana che fa l'elemosina seduta su questa panchina qui davanti al bar.
Quando non finivo il mio cornetto chiedevo una bustina al barista Jan e glielo portavo, spesso non voleva neanche i soldi le bastava quel poco cibo in cambio di una delle sue rose.

Questa tradizione l'ho portata avanti io da sola, io e mamma abbiamo smesso di venire qui insieme, non ci ho mai portato nessuno, col tempo mi ero creata il mio "gruppo di amici"
Il barista Jan, la cameriera Ana, una studentessa universitaria che lavora qui per potersi pagare gli studi, è giovane e solare, ha sempre qualche battuta da fare.
Poi la piccola Carmen, una bimba di 6 anni che viene qui col padre prima di andare a scuola.
Sono clienti di fiducia che a forza di incontrare ho voluto "conoscere".

Ora non ho nessuno che mi regala le rose ogni mattina, ne tanto meno me le compro io da sola tutti i giorni.
Il sabato mattina, scelgo accuratamente la rosa più bella e curata e la porto a Lana, quella che era la mia migliore amica.
Passo al cimitero e le racconto la mia settimana.

L"Ehy signora tina quale mi consiglia oggi?"
Le chiedo porgendole di fianco un pacchetto con una fetta di crostata e una bottiglietta d'acqua, così che le posso durare qualche ora in più.

L'anziana non fece in tempo a rispondermi che una voce la interruppe.

Jv"Hey lee, come va?"

Mi girai e ci salutammo con un semi abbraccio

L"Niente male" risposi sorridendo, mi veniva così spontaneo e sincero con lui, amavo vederlo ricambiare, amavo quel suo sorriso.

L"Cosa fai da queste parti walton?" chiesi alzandomi con la rosa in mano.

Jv"Vado a vedere la partita di jaden, oggi giocano fuori casa"

Jv:"Ti va di venire?"

Ero contenta me lo avesse chiesto, ma allo stesso tempo temevo me lo chiedesse. Non avrei detto una parola, poi una volta lì, dove si conoscono tutti, che figura avrei fatto?

Allo stesso modo non potevo rifiutare, anche se potrei accannarlo dicendogli che ho da fare, devo passare da Lana..

Jv"Non ti preoccupare ti accompagno e poi raggiungiamo Jaden" Mi rispose con voce tranquilla e disponibile.

Lui conosceva bene Lana, eravamo così inseparabili che ci scambiavano per sorelle.
Ciò che facevo io lo faceva lei, dove andava lei andavo io. I suoi amici? amici miei.
Mi stava sul cazzo qualcuno? Stava sul cazzo anche a lei.

L"Va bene"

Ora siamo in macchina, ho la testa appoggiata sul braccio, appoggiato di conseguenza sul finestrino aperto.
Avevo il vento fra i capelli, respiravo con gli occhi illuminati dal sole mattutino.
C'era silenzio tra di noi.
Con la coda dell'occhio percepivo il suo sguardo che a volte si girava verso di me.

Fece per accostare, eravamo già arrivati.
Jv"Vuoi che ti aspetti in macchina?"
L"Oh si, faccio subito"

I fiori morti erano già stati tolti, qualcuno sarà già passato. Aggiunsi la mia rosa rossa ai fiori già posti nel vaso, mi accovacciai, con le ginocchie al petto, senza toccare a terra.

Quando sono qui, il resto del mondo non conta, la mente riposa, i pensieri svaniscono.

Ci siamo solo io e lei.

Non sono mai riuscita a venir a trovarla, il pensiero che lei fosse sotto ai miei piedi, mangiata dai vermi mi faceva rabbrividire, poi in un momento di panico mi rimaneva solo lei, non ci pensai due volte a venire qui, da quel giorno non salto un sabato senza venirla a trovare.

Raggiunsi la macchina, lui era appoggiato ad essa, si voltò sentendomi arrivare, poi venne dall'altra parte e mi apri la portiera.

Un punto in più walton!

L"Grazie" dissi con un lieve sorriso sul volto

Jv"Come stai Lee?"
Jv"Voglio dire..non ci siamo sentiti molto sai.."
L"Me la cavo" stupida lee, che risposta di merda.
Si voltò un secondo a guardarmi,dopo un po' mi decisi a ricambiare.
L"tu?"dissi col volto rivolto in basso, posando la mano sulla gamba che tremava(non che tremava di pura ma che tipo muovevo io velocemente così, tipo quando hai ansia)
Jv"Solito"
Era ovvio che mi avesse risposto secco per come gli avevo rivolto parola.
L"Scusami, io non so che dire davvero"

Jv"Te l'ho chiesto perché voglio davvero sapere come stai Lee" Disse secco, di nuovo

L"Alti e bassi Javon"
L"So di averti allontanato..Ma non eri l'unico non prenderla sul personale" Sono così orgogliosa cavolo.

Non rispose, continuò a guidare normalmente.

L"Avevo bisogno di te javon, e so che tu c'eri per me, ma mi sentivo così debole, poi ti vedevo andare avanti con la tua vita, da pensare che se ti avessi chiamato, e raccontato tutto ciò che mi passava, ti avrei dato un peso che non meritavi di reggere, un peso che dovevo tenermi sulle spalle fino a che non sarebbe arrivato il giorno in cui non avrei sentito più dolore, e mi sarei potuta finalmente riposare."

Mi posò la mano sulla gamba tremolante, che accarezzava col pollice, con movimenti lenti.

Jv"Non voglio che tu regga questo peso da sola"
Jv" E se non ce la facessi e crollassi? Te lo sei mai chieste Lee?"
Jv"Io non posso permettermi una cosa del genere"
No risposi, avevo il gomito appoggiati sul finestrino e mi mordicchiavo nervosamente le dita, posai la mia mando sinistra sulla sua, senza neanche girarmi.

In quel momento avevo bisogno solo di un suo contatto fisico.

𝐒𝐡𝐞 𝐰𝐚𝐬 𝐦𝐚𝐝𝐞 𝐨𝐟 𝐬𝐮𝐧𝐥𝐢𝐠𝐡𝐭Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora