Era notte, io e lui nella sua camera al buio, con solo la luce del lampione fuori dalla finestra che penetrava nella stanza.
Era seduto sulla sedia della scrivania, mentre parlavamo.
L"So che non è facile da accettare, ma se mi ami davvero allora asseconda le mie scelte"
Jv"Io voglio quello che vuoi tu"
Jv"Voglio starti sempre vicino ma tu devi permetterlo, prima che sia troppo tardi"
Ero nel pallone.
Cos'era ciò che davvero volevo?
Lasciarmi andare, o continuare a curare ciò e prevenire la fine di tutto.
L"Ho paura javon"
Lui aveva lo sguardo fisso in un punto, non distolse quasi mai lo sguardo da esso, sembrava perso in se stesso.
Volevo smettere di prendere le pillole, volevo lasciare al tempo fare il suo dovere, ero stanca di distruggere il mio corpo e la mia salute, senza la certezza che mi sarei salvata davvero.
Se i medici non facessero in tempo a procurarmi un polmone nuovo?
Cosa farei in quel caso? Nulla
Ieri discussi con i miei riguardo ciò, loro non erano contro, erano solo dispiaciuto, forse non erano più così tango fieri di me, forse qui nessuno potrà mai capire cosa stia provando, ma javon...a lui non serve sapere nulla che già sa tutto, percepisce ogni cosa di me solo grazie al mio sguardo o ai miei atteggiamenti, sa sempre quando qualcosa non va, non servono parole.
Sentivo come di star deludendo tutti, di fargli un torto.
Jv"Io potrei..insomma"
Non lo lasciai finire di parlare già sapevo cosa stava per dire.
L"no no no javon non lo dire neancheper scherzo, non me lo potrei mai permettere, tu hai una carriera davanti, la box, gli allenamenti, sono tutto per te.
Jv"Anche per te il tennis era fondamentale"
L"Come potrei mai farti fare una cosa del genere? Vederti mandare a vuoto tutto per cosa? Per chi? Per me?"
Jv"Sai che ti darei la mia vita pur di farti vivere la tua" disse tirando su con il naso, la situazione lo stava turbando, mi fece male il petto solo a sentire quella dua vice spezzata dire quelle parole.
L"Fallo per me javon, te lo chiedo per favore"
Jessica era una dottoressa, avevo paura che desse il consenso a javon.
Il ragazzo si accasciò si ste stesso posando la testa sulle braccia appoggiate alla scrivania.
Mi alzai e mi avvicinai a lui piano piano,
lo baciai sulla guancia e lui mi strinse a se con la mano.
L"Andrà tutto bene piccolino, te lo prometto"
Lo lasciai e mi sdraiai sul suo letto.
L"Andiamo a dormire javon"
dissi con tono basso e stanco.
Jv"Arrivo.."
Rimase ancora qualche istante seduto, inmerso tra i suoi pensieri, sarei voluta entrare nella sua mente e leggerlo tutti, volevo tranquillizzarlo e averlo vicino a me, volevo sentire la sua pelle calda a contatto con la mia, il suo respiro sui miei capelli, volevo incrociare i nostri corpi tra di loro e addormentarci.
L"Parlami javon" Era quasi un'ora che eravamo a letto, continuava a girarsi su se stesso fin che non alzò il busto e lo appoggiò allo "schienale del letto"
Jv"Non dormi?"
L"Come faccio a dormire se tu non stai bene?"
Posai il mio volto sul suo petto con la mano che gli circondava l'addome.
Lui mi circondò a sua volta la schiena con il braccio accarezzandomi con la mano la spalla.
Jv"Voglio il meglio per te, ma non posso negare che l'idea mi spaventi, non riesco ad immaginare un futuro senza di te"
Sospirai alle sue parole.
L"Abbi fede in me, non ti laceró solo. Mai."
Holiii🩷
Scusate se è corto ma volevo lasciare un capitolo solo per questa scena.
Penserò al continuo della storia e faro un prossimo capitolo più lungo!
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𝐒𝐡𝐞 𝐰𝐚𝐬 𝐦𝐚𝐝𝐞 𝐨𝐟 𝐬𝐮𝐧𝐥𝐢𝐠𝐡𝐭
Romancese sei stanc* delle solite storie tutte uguali col bad boy e la ragazza nuova exchange student leggi questa 😀
