Matilda-harry styles ♫
javon pov
Quasi schioccano le dieci di sera, ormai è buio pesto e gli unici punti chiari nel cielo sono le stelle che così tanto lontane riescono ad emanare una luce che noi esseri viventi siamo in grado di vedere da qui in basso.
Ormai è pieno inverno e qui al club si gela,
sto aspettando jaden che esca dagli spogliatoi e nel mentre mi concedo di osservare giocare a tennis quella ragazza che un mese fa avrei chiamato la mia ragazza.
Saranno passate due ore da quando ininterrottamente colpisce quelle palline gialle che quella macchina gli lancia a tutta velocità,
sembra non stancarsi mai, o meglio credo che questo sia solo uno stacco dalla realtà, dal mondo reale, dove lei sa che quando supera il cancelletto del campo, esiste solo lei e la sua racchetta.
I lampioni dei campi di fianco iniziano a spegnersi e lei si ferma, poi si spengono anche i suoi e il mister stacca la presa alla macchina.
L"Avevi detto altri 10 minuti" grida lei dall'altra metà del campo.
Mis"Esatto e ne son passati 20 di minuti ormai" Replicò uscendo poi dal campo con il macchinario
Mis"E raccogli le palline poi"
Mis"e passa anche il tappeto"
L"HO CAPITO" gridò lei sedendosi sulla panchina.
Fu in quel momento che notò ma mia presenza a bordo campo, la guardavo da più di mezz'ora ed è incredibile come non si accorgerebbe neanche di un omicidio quando gioca a tennis.
Jd"Andiamo?"
chiesi lui dietro di me, non so che rapporti abbia con lee ora, se si parlino o se le piaccia ancora, di questo non parliamo mai.
So solo che neanche lui le ha fatto gli auguri, e nonostante io provi rabbia nei suoi confronti un po' mi è dispiaciuto sentirlo dire da mio fratello.
Jv"Dovremmo aspettare secondo me"
Jv"Hai capito no? Insomma è nello spogliatoio da sola e sono le 22:00 passate"
Dissi guardando la ragazza entrare a farsi la doccia mentre ci dirigevamo verso l'uscita.
Jaden annuì così ci sedemmo ai tavolini della club house all'esterno, nonostante il freddo,
ero concentrato solo su quella porta, avevo il bisogno di proteggerla, avevo paura a lasciarla sola, come se fosse la mia sorellina.
Ero fiero di lei, di come avesse ripreso ad allenarsi,
è un traguardo.
Dopo una mezzoretta usci dallo spogliatoglo, aveva i capelli bagnati e gli occhiali che non porta mai, indossava una mia felpa le quali maniche le coprivano le mani.
Quindi non mi hai restituito tutto quel giorno?
Lee pov
Ero sul taxi di ritorno, la pioggia scorreva sul finestrino e come una bambina mettevo in comoetizione due goccie d'acqua per vedere quale arrivasse prima al fondo del finestrino, al traguardo, anche se molte di esse si scontravano con altre gocce, si mescolavano tra loro fino a diventare un unica goccia che poi prendeva il proprio cammino, un po' come noi.
Ogni giorno è un passo in più nella nostra strada della vita, non si può mai sapere chi incontrerai nel tuo cammino, o se esso sarà irrilevante o diventerà un parte di te.
Ero presa dai miei pensieri fino a che un forte baccano dietro le mie spalle mi fece sussultare.
L"Accosti la prego" gridai allautista del veicolo.
Due macchine si erano appena scontrate fra di loro.
E se fosse la macchina dei Walton? Devo scendere a controllare, devo scendere a salvarlo.
Corsi verso i veicoli ribaltati su se stessi, cercai in ogni modo di capire chi ci fosse all'interno e vedere se potevo fare il possibile per aiutare quelle vite.
L"dimmi che non sei qui ti prego" continuavo a ripetere ininterrottamente mentre mi graffiavo le mani con le schegge di vetro disperse da ogni parte.
Mi tremava tutto il corpo, non ero ingrado di afferrare nulla.
Jv"Lee"
mi chiamò, la sua voce era dietro di me, senti il mio cuore alleggerirsi, mi girai di scatto e corsi verso di lui.
Senza pensare ebbi la necessità di abbracciarlo, era più alto di me quindi le mie braccia circondavano il suo busto e la mia testa dava contro il suo petto.
Lo stringevo a me mentre il mio corpo ancora tremolante cercava di trovare riparo nelle sue braccia.
L"Grazie a dio sei qui"
L"Non sapevo se fosse la vostra auto ero così preoccupata" dissi con la voce spezzata da tutte quelle sensazioni che il mio corpo stava ricevendo.
Le sirene dell'ambulanza fecero si che i nostri corpi si separassero, continuavo a guardare le due macchina incidentate mentre il ragazzo mi sollevò il volto dal mento con due dita scrutando ogni angolo per vedere se fossi ferita.
Gli presi la mano e la portai di scatto sulla mia guancia, mentre due lacrime scendevano sul mio viso, ero terrorizzata.
Jv"Il taxista se ne e appena andato" disse lui
L"Per lo meno non ho pagato" accennò un sorrisetto
Mi sentivo osservata, così distolsi lo sguardo dalla scena e quando mi girai vidi jaden in lontananza che ci guardava.
Incrociai il mio sguardo con il suo e lui mi sorrise dolcemente, voleva rassicurarmi.
Mentre javon era andato a prendere il mio borsone lasciato sil bordo della strada io mi ero incamminata verso l'auto dei gemelli, dove il fratello mi aspettava in piedi fuori.
Mi apri la portiera dei posti dietro e poi entrò nel posto guidatore.
Stare in macchina con i due ragazzi mi metteva un po' a disagio a dir la verità, così tanti giorni senza di loro che quasi sembrava la prima volta che co vedessimo, dove nessuno sapeva cosa dire o cosa fare e tutti stavano in silenzio.
Potrei perdermici dentro.
Holiii🩷
Grazie per le visualizzazioni sto facendo il mio meglio per farsi che la storia non vi annoi e spero di starci riuscendo🩷🩷
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𝐒𝐡𝐞 𝐰𝐚𝐬 𝐦𝐚𝐝𝐞 𝐨𝐟 𝐬𝐮𝐧𝐥𝐢𝐠𝐡𝐭
Romancese sei stanc* delle solite storie tutte uguali col bad boy e la ragazza nuova exchange student leggi questa 😀
