Era notte fonda, alcuni ragazzi della scuola hanno organizzato una festa al lago, nell'oscurità della notte, tra boschi deserti.
C'era tantissima gente, di ogni te, alcuni sul ponte, alcuni baciandosi nascosti dai robusti tronchi degli alberi, altri ancora che facevano il bagno.
Io, ero seduta con un gruppo di amici che conosco sul dietro della macchina di uno di essi.(avete presenti le macchine da "campagnia" dove al posto del porta bagagli hanno quel coso grande dove mettono le cose etc? spero di si haha)
C'era della birra, di ogni tipo, ma io non bevo, non ho il vizio ne mai lo prenderò, è una bevanda di cui non reggo neanche l'odore.
C'era della musica e un sacco di chiasso.
Una bella atmosfera per stare insieme, ma lui..lui dov'era?
Appena scesi dalla macchina con cui mi aveva accompagnata si diresse in fretta e furia dai suoi amici, ora lo vedo lì a tirare le palline da ping pong nei bicchieri bevendo alcohol a ogni pallina a terra.
Lo fissavo e non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso, immaginatevelo anche voi, con una masglia bianca a maniche corte attillata, la tuta nike tech grigia con la felpa slacciata, mentre si divertiva così tanto che potevo sentire la sua risata di sottofondo a tutto quel rumore.
Sc"Perché sorridi?" ogni volta che lo vedo ridere mi trasmette il sorriso, con quel suo viso tondo e quel nasino perfetto, quel taglio degli occhi stupendo e quel colore misto tra verde e nocciola, quello sguardo che so girava e mi guardava per quei millessimi di secondi da farlo arrossire e abbassare lo sguardo quando notava che già lo guardavo.
Come facevo a non sorridere a tutto ciò?
La ragazza si girò all'indietro verso il ragazza capendo tutto.
Sc"Non farlo bere troppo che a sasso carta forbice ho vinto io per non guidare"
Sorrisi ma fui interrotta da un disastro.
L"Che cazzo fai?" un ragazzo, mi era appena venuto in contro rovesciandomi il suo bicchiere addosso, sentivo la maglia bianca impregnarsi sempre di più da quella bevanda giallognola, colare e scendere sulle mie gambe, non portavo il reggiseno, avendo indossato una maglia a schiena scoperta così cercai di comprimi il più possibile.
X"Wo wo aspetta che non ho visto bene" disse ubriaco.
Javon arrivò con i suoi amici, che a differenza sua andarono addosso al ragazzo, ma lui, lui fu il migliore, lui mi protesse ancora meglio.
Si mise davanti a me, ma non dandomi le spalle, mi prese il viso con delicatezza restando tranquillo, pur avendo quel filo di preoccupazione nei suoi occhi.
Jv"Tutto bene?" disse spostandomi una ciocca di capelli
L"Si, si" dissi per poi spostare il mio sguardo verso il suo.
Gelavo in quel momento, eravamo nel pieno di novembre, l'inverno era alle porte.
Mi tremavano le mani, ma non dal freddo ne dalla paura, ne tanto meno perché avessi ansia ma la situazione mi stressava, sempre che sentivo quei rumori, violenti, il mio corpo reagiva in questo modo, andavo in tilt, come ora.
Il ragazzo mi portò distante da tutti nascosti tra la natura, nel buio con solo la luce della luna.
mi girai dandogli le spalle iniziando a togliermi la maglia ma mi fermai subito a pensare.
Javon è il mio ragazzo, perché nascondere il mio corpo? Perché non riuscivo a mostrare la mia intimità a lui?
Mi posò le mani sui fianchi e mi baciò il collo delicatamente.
Jv"Tranquilla, non sei obbligata"
Disse tra un bacio e l'altro.
Non ci riuscii, mi tolsi la maglia e mi strinsi a me con le mie braccia.
Mi diede la sua felpa e me la misi subito.
Mi girai rivolta a lui e mi sedetti a terra poggiando la schiena su un tronco, pensando e ripensando alla frase di quel ragazzo ubriaco.
Solo pensarlo mi veniva una faccia disgustata.
Posi le gambe al petto e le braccia su di esse appoggiandoci la testa.
L"Senti freddo non è così?"
Jv"Sto bene, non ti preoccupare" disse accarezzandomi i capelli.
Mi aggrappai al suo braccio e mi avvicinai a lui per dargli tutto il calore possibile.
Stemmo li per minuti.
L"Ti stavi divertendo"
Jv"Non ha più importanza ora che sono qui con te. Questo è ciò che voglio."
L"Dimmelo se vuoi andare a casa"
Jv"Te lo dirò"
Disse concordando.
L"Ho apprezzato quello che hai fatto e quello che non hai fatto, so che lo avresti picchiato tu volentieri, ma ti sono grata per esserti saputo controllare, so che non è stato facile."
Sorrise, non lo vidi ma lo
percepii.
Jv"Se questo serve per farti star bene allora mi tratterò sempre. Penserò solo a te e non ha menare gli altri, non voglio che tu mi veda fare cose che fi fanno star male."
Non ho mia passato traumi con la violenza, ne in famiglia ne tra amici, ma ho sempre provato questo senso di rifiuto verso essa, non la reggevo, mi agitava, mi provocava una brutta sensazione.
Appoggiai la schiena al tronco da in piedi, lui si avvicinò al mio corpo strusciando le sue mani sul mio corpo scoperto sotto la felpa, baciandomi delicatamente il mio collo scoperto andando dietro al collo e ri scendendo, portaga le sue mani dietro la mia schiena e le stringeva, poi le fece incrociare tra di loro circondandomi i fianchi stringendomi ancora di più a se, faceva respiri profondi e pesanti.
Si staccò piano piano e prese la zip della mia felpa, poi mi guardò in segno di permesso,l che con gli occhi gli diedi.
Slacciava la felpa lentamente a godersi più la vista, iniziò a baciarmi il petto scendendo sempre di più, portai la testa all'indietro rivolta al cielo e chiusi gli occhi.
Sentivo le sue mani calde e la sua presa delicata percorrere ogni cm del mio corpo, lasciandomi quei baci marcando il territorio.
Io ero sua.
Holii🩷
Spero vi sia piaciuto anche questo capitolo!
Grazie mille se siete arrivat* fino a qui, mi fa davvero piacere🩷
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𝐒𝐡𝐞 𝐰𝐚𝐬 𝐦𝐚𝐝𝐞 𝐨𝐟 𝐬𝐮𝐧𝐥𝐢𝐠𝐡𝐭
Romancese sei stanc* delle solite storie tutte uguali col bad boy e la ragazza nuova exchange student leggi questa 😀
