I giorni successivi in quel paradiso di posto e a Roma passarono benissimo. Dal giorno in cui Mario si era confidato con me qualcosa nel nostro rapporto è cambiato in meglio:ci siamo resi conto di essere più simili di quanto pensavamo nonostante le nostre diversità,sapevamo come affrontare meglio le piccole litigate che a volte capitavano,sembravamo una coppia in tutti i sensi,anche se non l'abbiamo mai detto. Io mi stavo innamorando,anche lui sembrava tenerci veramente tanto,però non si sa mai. Appoggio le chiavi sul comò e mi tolgo la giacca,sono appena tornata a casa dopo essere uscita con delle mie amiche di Roma. 《Mario?sei a casa?》gli chiedo. Nessuna risposta. Sarà uscito. Vado in camera e mi cambio. Vado in cucina. Rimango un attimo scioccata. C'è una bottiglia di vodka completamente distrutta a terra,tutti gli sportelli aperti,sangue dovunque,lo scatolo dello xanax strappato con alcune pillole sparse,qualsiasi bottiglia di alcolico che avevamo aperta,molte sedie spostate o ribaltate. 《M-Mario》lo chiamo. Non mi sento bene. Controllo tutte le stanze:di Mario nemmeno l'ombra. Lo chiamo più volte ad alta voce.Inizio a temere il peggio. Corro in camera e controllo sul comodino dove Mario teneva le chiavi dell'auto e della moto. Mancano quelle dell'auto. Urlo il suo nome invano. Sento le lacrime scendermi sul viso ma in questo momento è l'ultimo dei miei problemi. Lo chiamo più volte ma non risponde. Ha preso l'auto da ubriaco e fatto,potrebbe succedere di tutto. Non so che cazzo fare. Prendo le chiavi della moto e corro fino al garage. Come mi aspettavo dell'auto neanche L'ombra. Prendo la moto e giro tutto il quartiere a velocità incredibili senza il casco. Accosto. Girare a caso non mi servirà a niente. Non mi faccio prendere dal panico,non è questo il momento. Ragiono. Non so da quanto è successa questa cosa. L'ultima volta che l'ho visto è stato una cosa come quattro ore fa. Potrebbe essere successo di tutto in quel lasso di tempo. Guardo il suo ultimo accesso:tre ore fa. Merda. Non può aver girato ubriaco per tre ore e non essere stato fermato da nessuno. Chiamo la polizia. Di lui nessuna traccia. Creo una breve lista di tutti gli ospedali di Roma sud e li chiamo uno per uno. Mi rimane solo il San.Camillo,se non è lì non so che cazzo fare. Al primo squillo risponde. 《Salve,è arrivato un certo "Mario Molinari da voi entro tre ore fa" chiedo velocemente. 《Ha qualche informazione in più?" Mi chiede Lara,la tipa della segreteria che ormai conosco fin troppo bene. 《29 anni,capelli marroni e anche gli occhi,cantante》gli rispondo. Ho il cuore in gola,la voce mozzata dal pianto e sento freddissimo. Aspetto qualche secondo che sembra un eternità. 《Si,è stato ricoverato in codice rosso per un grave incidente mezz'ora fa,sotto effetto di alcool,è già stata avvisata la madre》mi risponde. Tiro un sospiro di sollievo ma allo stesso tempo sono più in ansia di prima. 《Grazie,sto arrivando》gli rispondo. Riaccendo la moto e guido velocissimo fino al San.Camillo con in mente tutte le peggior situazioni in cui si potrebbe trovare. Scendo mi precipito alla reception. 《Di nuovo qui?》Mi chiede acida come sempre Lara. 《Dov'è Mario Molinari?》le chiedo. 《Tieni,chiedi alla segreteria che c'è scritta》Mi dice porgendomi un bigliettino. Aspetto il mio turno impaziente. Ho troppe domande: Perché si è ubriacato? Come sta? Si riprenderà? È in coma? C'è qualcosa che non mi ha detto quando mi ha parlato di sé e del suo passato. Butto giù due pasticche di xanax per calmarmi. Una signora mi vede e si avvicina. La riconosco subito. 《Piccola Eli,perché piangi?》Mi chiede sedendosi vicino a me abbracciandomi. La sua voce mi calma automaticamente come tutte le volte. Come ha fatto a riconoscermi subito e a ricordarsi di me? È da quando ho 17 anni che non la vedo. 《Il mio ragazzo si è ubriacato e ha fatto un incidente》dico piangendo. A lei direi tutto.《O piccola,per essere il tuo ragazzo sarà sicuramente un ragazzo incredibilmente forte,sono sicura al 200% che ce la farà. Perché non mi racconti un pò di lui,di come vi siete conosciuti,di come ti sei innamorata di lui?》Mi chiede. Io annuisco e mi calmo leggermente. Mi sembra di ritornare ad anni fa,quando mi consolò per la prima volta a dodici anni. 《Dopo tutti i casini a Roma mi sono trasferita a Milano,però ho capito di dover fare i conti col mio passato se volevo finalmente vivere una vita serena. Quindi sono tornata qui per girare un film,e mi hanno messo in casa con Mario per questi sei mesi. L'ho conosciuto e lui ha conosciuto me,ci siamo aperti a vicenda con l'altro,e mi sono completamente innamorata di lui. Di tutti i suoi modi di fare un pò ambigui. Del suo ironismo. Di come riesce a capirmi e a risollevarmi di umore quando sono giù. Teoricamente non sarebbe neanche il mio ragazzo,non ce lo siamo mai detti. Non ci siamo mai detti ti amo,anche se lo sappiamo entrambi. Ho paura di perderlo.》dico l'ultima frase piangendo. 《Non piangere piccola,Mario non ti lascia,te lo assicuro》Mi dice 《me lo prometti?》gli chiedo guardandola. Anche lei ha gli occhi lucidi. 《Eli...》mi dice accarezzandomi i capelli. I quel esatto momento chiamano il mio numero.
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Purple
Teen FictionQuesta storia è ambientata a Roma, sul set di un film. Elisa Moncada è una attrice nata e cresciuta a Roma,ma si è trasferita a Milano appena compiuti 18 anni,ha un passato orribile ma nonostante tutto ha sempre trovato la forza di andare avanti,e o...
