Stiles ha freddo, non ha nessuna voglia di togliere il pigiama, fare la doccia e vestirsi, ma deve. Sono due anni che non riesce a passare le feste di Natale con i suoi amici e ora sono tutti lì a New York, come fosse uno strano caso del destino. Scott perché Isaac gli ha regalato il viaggio per Natale, Lydia per lavoro, Peter per seguire Lydia e Cora per vedere gli addobbi della grande mela. Quindi, non può rifiutarsi e ha davvero voglia di vedere tutti, solo che ha freddo.
Si obbliga ad alzarsi e prepararsi, poi si infila in un taxi e si fa accompagnare al punto dell’appuntamento. Passeggia per un po’ tra la folla, beandosi della confusione che ormai conosce benissimo, degli odori, delle musichette natalizie e dele decorazioni. Il freddo è sempre più pungente, ma ora che è fuori casa, lo shock è passato.
“Stiles!”
È Scott che lo chiama. Sono fuori di un bar e sono già tutti lì. Stiles trattiene a fatica le lacrime nel ritrovarseli tutti lì come una volta e li abbraccia tutti stretti. Quasi tutti. “No, Peter, mi inquieta abbracciarti.”
Solo che l’uomo non conosce rifiuti e se lo tira comunque contro. Stiles si arrende, abbracciando anche lui e ridendo.
“Cosa facciamo, allora? Cioccolata calda?” propone, ma tutti lo fissano in silenzio. “Cosa?” chiede.
Scott si fissa la punta delle scarpe, Isaac alza lo sguardo, Cora ha le guance rosse e Lydia tossisce distrattamente. Solo Peter lo guarda negli occhi, ora. “Stiamo aspettando qualcuno” dice. “E quel qualcuno è dietro di te.”
Stiles non capisce, ma si volta e vede qualcuno che sta attraversando la strada. C’è la folla, le strisce pedonali sono invase da persone, ma Stiles vede solo lui.
Derek Hale, con una sciarpa verde bosco su un lungo cappotto nero, sta andando verso di loro. Stiles afferra Lydia per un braccio e parla velocissimo. “Spiegami subito in mezzo secondo cosa diavolo sta succedendo!”
Lei fa spallucce. “Era anche lui qui, è il fratello di Cora e nostro amico. Vi siete lasciati anni fa, salutalo come una persona normale e trascorri una meravigliosa serata. Ciao Derek!” esclama poi, andando proprio in contro al ragazzo. Anche lui abbraccia tutti (tranne Peter) poi Stiles se lo ritrova di fronte.
“Ciao, Stiles.”
“Ciao, Derek.”
Il silenzio che segue, Stiles quasi ne può sentire il peso. Per fortuna Cora si avvinghi al braccio di suo fratello, rivolgendosi a tutti. “ANDIAMO A PATTINARE SUL GHIACCIO?”
E Stiles vorrebbe sparire. Non ha mai pattinato in vita sua e conosce il suo equilibrio precario. Spera che qualcuno si opponga a quell’idea ma sembrano tutti entusiasti. Lo stesso Derek non smette di sorridere e Stiles non riesce a togliergli gli occhi di dosso. “Non ti era passata?” gli sussurra Scott in un orecchio.
“Certo che sì” mente.
“Quindi lo stai osservando con adorazione perché ti è passata. Bene, me lo segno.”
Stiles odia tutti.
Arrivano all’enorme pista di pattinaggio al centro di Central Park e Stiles spera quasi che non ci siano pattini per tutti. Invece eccoli tutti seduti su una panchina ad infilarseli. Stiles litiga con i lacci mentre tutti sono già in pista. Ci sta quasi ripensando quando Peter gli si ferma davanti e gli allunga la mano. “Forza, principessa. Ti reggo io.”
Stiles si sente oltraggiato: tutti i suoi amici stanno pattinando come se non avessero mai fatto altro, perché lui non dovrebbe riuscirci? Si alza rifiutando l’aiuto dell’uomo ed entra in pista. Si regge al bordo mentre sente il ghiaccio scivolare sotto le sue lame. Mette un piede davanti l’altro come se stesse camminando. Si sente goffo, impedito ma almeno resta in piedi. Almeno fino a quando non si trova costretto a staccarsi dal bordo per superare un bambino. Prende un respiro profondo, stacca prima una mano e poi l’altra, fa due passo verso il centro e cade rovinosamente a terra. Prova ad alzarsi velocemente prima che gli altri se ne accorgano ma senza appiglio proprio non ci riesce: continua a scivolare e cadere senza riuscire a tornare in piedi. Quando due mani gli offrono aiuto Stiles si aggrappa senza nemmeno guardare di chi sono. Solo una volta alzatosi si accorge che ad aiutarlo è stato Derek. “Grazie. Sono proprio un disastro!”
Derek sorride. “Solo un po'. Dai, ti aiuto io.”
Stiles sa che forse non è una buona idea ma le mani di Derek sono caldissime e lui vuole davvero riuscire a pattinare. E con l’aiuto di Derek sembra quasi riuscirci. Fanno due giri completi della pista, poi uno dei pattini di Stiles si impianta nel ghiaccio e cade di nuovo trascinandosi dietro Derek. Si aspetta una sgridata da parte del mannaro che, invece, scoppia a ridere. E Stiles non riesce a trattenersi e ride con lui. “Mi dispiace.”
“Fa nulla, piccolo disastro. Riproviamoci!” dice alzandosi per poi aiutarlo di nuovo.
Pattinano lentamente ma restano miracolosamente in piedi. Sono al centro della pista circondati da decine di persone ma è come se esistessero solo loro due. Stiles non riesce a staccare gli occhi di dosso da Derek: gli sembra così diverso dal ragazzo che lo aveva lasciato anni prima che sente la rabbia svanire. “Mi stai fissando, ragazzino.”
“Colpa tua che, nonostante gli anni passati, sei sempre bello.”
“Lo sei anche tu.”
“Nah, sono sempre lo stesso.”
“Ti ho sempre trovato bello.”
Stiles arrossisce. “Ti sei trasferito qua mesi fa. Perché non mi hai cercato?”
“Avevo paura non volessi vedermi.”
Stiles non può dargli torto. “Sei cambiato, lo sento.”
“Quindi saresti disposto a darmi un’altra possibilità?”
Stiles nemmeno si è accorto che Derek li ha fatti fermare proprio sotto al grande albero illuminato. Le lucine illuminano il sorriso di Derek rendendolo ancora più radioso. Stiles sorride di rimando. Non risponde ma si sporge verso Derek per baciarlo. Si alza sulle punte dei pattini e scivola rovinosamente cadendo di nuovo sul mannaro che ride fino alle lacrime. “Sei davvero un disastro, Stilinski” dice per poi prendergli il viso tra le mani e baciarlo.
Stiles sospira tra le sue labbra sentendosi di nuovo a casa. “Finalmente” urla Peter girando attorno a loro.
Finalmente è anche tutto quello che riesce a pensare Stiles.
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