11. You made me hate this city

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È davvero facile dire di odiare, ma se ne conosce davvero il significato?

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È davvero facile dire di odiare, ma se ne conosce davvero il significato?

Odiare, che lo si voglia o meno, è comunque un sentimento, uno tra i più importanti secondo me, perché ti fa capire che nonostante disprezzi una determinata cosa, o qualcuno, comunque ci tieni.
E, tra le altre cose, poi, l'odio è un sentimento che come tutti gli altri può cambiare in un altro.
Sicuramente avrete sentito parlare degli enemies to lovers. Non negatelo, anch'io sto sotto ad alcuni malesseri.

Ma se questo è, quindi, un sentimento come un altro, c'è qualcosa che è di gran lunga peggiore: l'indifferenza.

Essa è tipica delle anime che hanno sofferto tanto e le quali menti che comandano il corpo hanno deciso di staccare ogni emozione, senza il consenso del cuore, per non soffrire ancora.

Ho provato questo stato una volta.

Stavo davvero male e improvvisamente, come se qualcuno avesse premuto un pulsante di spegnimento, non provavo più nulla.
Ma non è stata per nulla una cosa positiva come la si immagina.

In un primo momento ero stranita, ma poi sembrava che trovassi tutto banale, ogni singola cosa in questo mondo mi era indifferente.
Ma il momento in cui ho capito la gravità del fatto è stato quando ho messo le cuffiette e ho acceso della musica.

Amo la musica, non potrei vivere senza.
La cosa che mi piace di più è quando riesco a ritrovarmi nei testi, perché è come se li avessi scritti io, come se riuscissi a viverli.

Beh, quel giorno mi sembrava banale anche una cosa così speciale come la musica.

Ricordo che ero sul punto di impazzire perché anche se mi sforzavo in tutti i modi di provare qualcosa, non ci riuscivo.

Ho provato a piangere, ho provato a cercare rifugio in quel dolore che tanto odiavo ed è allora che ho capito che l'odio è meglio dell'indifferenza, così come anche il dolore lo è. Qualunque sentimento lo è.

Stamattina mi sono svegliata con un peso nel petto e quando ho sentito un leggero parlottare dalla stanza a fianco, ovvero la cucina, è aumentato ancora di più, perché quei bisbigli volevano dire che dovevo affrontarlo ora stesso, prima di andare a scuola.

Come capire che una giornata andrà male? Beh guarda come inizia e non sperare che andrà meglio, perché quasi sicuramente non sarà così.

Guardo che ore sono alla sveglia e mi concedo cinque minuti di tempo per prepararmi psicologicamente alla giornata di oggi, dopodiché prendo i vestiti e vado in bagno non facendo nemmeno il minimo di rumore.

Una volta pronta vado in cucina dove mamma è intenta a preparare il caffè e papà è seduto sulla sedia a giocare al telefono.

Fanno finta di nulla o davvero passano avanti così velocemente?

Se c'è una cosa che mi sono promessa è quella di non finire mai come loro, mai. Se deciderò di stare con quella persona sarà solo perché ci sto bene, non perché la mia convinzione di star facendo bene mi accechi al tal punto da non capire ciò che vivo.

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