Quante volte si può sprofondare nel buio prima di crollare definitivamente?
Ligea non ha mai avuto una vita semplice a discapito di ciò che gli altri possano pensare, ma nonostante tutti i problemi che si porta dietro è un piccolo genio a scuola, un...
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Ogni persona ha un momento preferito dell'anno o quantomeno lo aveva.
C'è chi ama il proprio compleanno, perché organizza belle feste in cui è protagonista. C'è chi ama l'estate, perché sa che andrà in vacanza, incontrerà nuova gente e si divertirà. C'è chi ama il freddo, chi i colori caldi dell'autunno e chi la rinascita della primavera.
Il mio giorno preferito è sempre stata la vigilia di Natale, ma questo fino a quando non si è perso il senso della festa.
La maggior parte delle occasioni, se non tutte, non hanno senso se le si passano da soli. Abbiamo un anno intero per stare soli, e questo non vuol dire necessariamente essere tristi, ma in quanto esseri umani abbiamo bisogno di rapporti con altri per stare bene. Chi dice il contrario probabilmente è solo come me.
Nel momento in cui si ha compagnia, le feste si aspettano con molta più agitazione ed è proprio in quel periodo di attesa che fa aumentare la gioia. Ovviamente per chi sa che starà solo varrà il contrario, in quando si considereranno le feste come giorni comuni.
Ed eccomi qui, la mattina della vigilia, ad essere a pezzi.
Una volta in questo giorno, mamma si metteva ai fornelli e si dava da fare per cucinare cose che avremmo poi portato a casa di nonna per il cenone, e così il resto della mia famiglia. La cucina era letteralmente off limits e se ti azzardavi ad entrare come minimo o aiutavi o iniziavi a fare il fattorino andando a portare il cibo da nonna. Alla fine rimanevo sempre lì e la aiutavo a prepare il tutto e nel mentre guardavamo il Grinch insieme, il mio film di Natale preferito.
Anche questo mi manca di lei, non è più la stessa cosa guardare quel film da sola.
Oggi è semplicemente lunedì 24 dicembre, nulla di più.
Mamma sta guardano la televisione mentre cazzeggia sul telefono, papà neanche a dirlo è a lavoro e io... beh a sto punto io che faccio? Avevo pensato di uscire, ma se metto piede fuori dalla porta so che verrò invasa dai profumi provenienti dalle case che si danno da fare per stasera e penso che la malinconia e la tristezza peggiorerebbero.
"Ehi stellina, pronta per la tua festa preferita?"
Nikolaj è un ragazzo d'oro, e mi è dispiaciuto tantissimo sapere che si è sentito in colpa quel giorno perché non gli parlavo. È solo che mi sento come se la mia vita non avesse più un senso e in quei giorni mi sentivo così vuota che non mi andava di parlare.
So perché mi ha chiesto della mia prima volta sul kart e non posso far altro che ringraziarlo perché parlarne mi ha sbloccato qualcosina. Non fraintendetemi, mi sento ancora bloccata, un po' come se fossi un robot alla ricerca disperata di sentimenti.
Il bello di Nikolaj è che sa ascoltare. Per esempio nemmeno mi ricordavo di avergli detto quale sia il mio giorno preferito, abbiamo parlato così tanto in questi giorni. O meglio lui parlava e poi io cercavo di farmi coraggio e di dirgli qualcosa in più su di me.