Quante volte si può sprofondare nel buio prima di crollare definitivamente?
Ligea non ha mai avuto una vita semplice a discapito di ciò che gli altri possano pensare, ma nonostante tutti i problemi che si porta dietro è un piccolo genio a scuola, un...
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Quante persone hanno bisogno di aiuto nel mondo? E quante di queste vengono ignorate? Vi rispondo io: quasi tutte.
C'è chi fa del bene perché pensa che sia giusto, e questo gli fa onore. C'è chi fa del bene per la semplice paura di ritrovarsi in quella situazione un giorno, e questo è un aiuto con la speranza di un "ritorno", perché c'è differenza nel dire "faccio del bene perché se fossi in quella situazione vorrei che qualcuno mi aiutasse", e nel dire "faccio del bene perché se un giorno vivrò anch'io quella situazione è probabile che qualcuno mi aiuti". Ma c'è ne un'altra che secondo me è la peggiore, simile all'ultima, ma con un ritorno concreto. Se nella prima ipotesi c'è il ritorno di una speranza di aiuto futuro in questa c'è un ritorno di immagine che consegue spesso a un ritorno economico. Questo riguarda quelle persone a cui non gliene frega niente di aiutare, li importa solo di fare "bella figura".
Ecco quest'ultima categoria la odio, anche perché molto spesso non aiutano davvero o se lo fanno c'è incluso un sacco di disprezzo facendo sentire ancora peggio quei poveretti.
Nikolaj sicuramente non appartiene a questi, bensì appartiene ai primi.
Mamma, stupendomi, ha risposto al messaggio mandandomi un vocale in cui mi facevano gli auguri insieme a papà, dicendo che si sentiva in colpa di avermi portata a passare il Natale fuori casa.
Quanto le vorrei credere.
Il fatto è che secondo me ci prova ma proprio non ci riesce a non volere ragione. Forse un giorno capirà quanto sia inutile e quanto stiamo perdendo per colpa di questa sua mania.
In ogni caso, dopo aver passato uno splendido Natale da quelli che ormai considero una seconda famiglia, le ho mandato un messaggio dicendole che stavo per tornare.
Anche se il 26 è considerato circa un giorno di festa, io, Nik e Liam dovremmo iniziare a lavorare sul progetto visto che, dopo le vacanze, dovremmo mostrare al prof cosa abbiamo iniziato a fare. Abbiamo quindi deciso di riunirci pomeriggio verso le quattro da Liam.
Nikolaj ha insistito per accompagnarmi a casa ma alla mia condizione di tornare a piedi. Lui è uscito un po' prima di me perché è andato a controllare Lello, io invece sto ancora salutando Nadia che le sta provando tutte per farmi restare.
«Mi prometti che torni e giochi con me tutto il giorno?» «Ma certo piccola. Ora devo tornare a casa mia ma questo non significa che non tornerò più qui, va bene?»
Annuisce e mi abbraccia di nuovo, questa volta per salutarmi, e poi raggiungo Nik.
Doveva essere qui nei dintorni ma non c'è.
Mi spingo un po' più in là seguendo la strada e lo trovo accovacciato vicino ad un signore sdraiato a terra con solo una coperta a riscadarlo.
«Nik?» «Ehi Ligea, scusa se non ti ho aspettato lì» «Tranquillo, non dirlo nemmeno»