⚠️ TW : presenti nel capitolo azioni che potrebbero risultare disturbanti quali "autolesionismo"
Vivevo nell'ombra.
Nascosta dalla mia stessa
ombra.
Naomi
La scuola non mi era mai piaciuta. Passavo sempre il mio tempo da sola con il naso su qualche libro. Mi era sempre piaciuto leggere. Potevo essere chi non ero.
Potevo sognare di essere chi non avevo il coraggio di essere. Amavo la Divina Commedia di Dante. Mi affascinava l'idea che un autore potesse aver scritto tre opere a causa di un amore non ricambiato.
Alla fine, mi ci rivedevo in lui. Mio fratello non era come me. A lui riusciva più facile dialogare con gli altri. Lo vedevo sempre ridere e scherzare con i suoi amici.
Ero consapevole di non poterlo costringere a stare costantemente con me. Eppure, avrei voluto lo facesse. Ogni volta che provavo ad avvicinarmi a qualcuno avevo sempre paura di cosa dire o fare. Non dovevo essere poi così interessante.
Ma poi vedevo lei. E mi saliva sempre una rabbia cieca nei suoi confronti. Camminava con la testa persa in chissà quale mondo e neanche si accorgeva delle occhiate che i ragazzi le rifilavano o delle espressioni d'approvazione delle ragazze.
Lei era fatta così. Avrei voluto esserlo io. Avrei voluto avere il coraggio di alzare la voce per dire che avrei voluto fare la truccatrice. Il mio futuro percorso di economia sarebbe stato un fiasco. Già lo sapevo.
Però, non avevo mai avuto tanta audacia.
Non avevo neanche il coraggio di avvicinarmi a Julien. E poi arrivò quel giorno. Quel giorno in cui fu lui ad avvicinarsi a me.
Mi accerchiò con i suoi amici e mi fece una proposta. Mi parlò di un certo gruppo a cui si era recentemente unito: i Teschi della Morte.
In un primo momento avevo trovato quel nome ridicolo. Ma le sue parole avevano un che di ammaliante. Diceva che non sarei più stata sola. Che avrei avuto finalmente degli amici disposti a fare tutto per me.
Ero andata da mio fratello euforica. Gli avevo raccontato tutto ma lui non sembrava molto entusiasta all'idea. Più di una volta tentò di dissuadermi dall'idea di andare con loro.
Ma io gli risposi decisa che ci sarei andata con lui o meno. Sapevo in cuor mio che Theo non mi avrebbe mai lasciato da sola. Io la chiamavo la 'sindrome dell'eroe'. Lui era più buono rispetto a me.
Cercava di proteggere le persone a cui voleva bene. Anche quelle a cui non lo voleva, in realtà. Infatti, non mi era sfuggito come cercasse di aiutare Leigh di nascosto quando me la prendevo con lei.
Sapevo che mio fratello non volesse ferirmi. Ma non voleva neanche ferire gli altri per salvaguardare me. Giunti di fronte al capo dei Teschi, ci diede un ultimatum. Farci un tatuaggio ed entrare nel gruppo o morire.
Nessuno che vedeva ciò che accadeva lì dentro poteva andarsene illeso. Ovviamente, accettammo la prima opzione. E la mia punizione fu orrenda. Ero costretta a tagliarmi ogni qual volta che ritenevano necessario.
Solo sulla pancia, dove i segni sarebbero rimasti nascosti da occhi indiscreti. Sentivo costantemente la pelle bruciarmi. La lama affilata del coltello mi squarciava il corpo facendomi fremere e mugolare dal dolore.
Ma loro si divertivano a guardare. A vedermi piangere. A loro non importava niente. E mio fratello si prendeva sempre la colpa per ogni cosa. Quando lo supplicavo di non farlo, lui cercava di rassicurarmi dicendomi che assumere il veleno in piccole quantità non gli avrebbe nuociuto alla salute.
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Kairos
RomanceLeigh è una ragazza di origini maori, suo padre le ha insegnato tutto riguardo la sua tradizione sin da quando era una bambina. Ma, frutto di un matrimonio travagliato, Leigh ha vissuto con una madre che si è sempre opposta alle sue tradizioni. Obbl...
