La Nuova Zelanda non è un piccolo stato,
ma un grande villaggio.
Sir Peter Jackson
Leigh
Mia madre tese le mani verso di me con le dita tremanti. Le passai la cartellina controvoglia. Osservò senza parole quella cartellina.
Strinsi gli occhi severa mentre una rabbia immensa mi bruciò nel petto.
«Tu... Tu non l'hai aperta giusto?» mi chiese timorosa. Mi presi il mio tempo prima di risponderle. «E vedere mia madre che si struscia con un uomo? No, grazie.»
Lei riabbassò lo sguardo con un sollievo che non riuscii a capire del tutto. Storsi la bocca mentre il silenzio ci avvolse entrambe.
«Lui lo sa?»
Mia mamma sbatté le palpebre perplessa nel tentativo di capire cosa intendessi.
«Come?»
«Alastair, lo sa di voi?»
Volevo averne la certezza. Ma ero sicura che se lo avesse saputo me lo avrebbe detto. E, probabilmente, mi avrebbe reso un inferno ancora di più di quanto facesse già.
Infatti, lei scosse la testa in segno negativo.
«Nessuno lo sa.»
Annuii senza ombra di emozione. C'era più di una domanda che mi tormentava. E adesso mi sarei fatta spiegare tutto. Avevo il diritto di saperlo dopo quello che ero stata costretta a fare.
«Come hai fatto a farmi entrare nell'azienda? Mi avevi sempre raccontato che Finn fosse tuo amico. Ma adesso deduco che tu mi abbia sempre mentito.» Mia mamma sollevò lo sguardo su di me. Riuscii a sentire il battito del mio cuore sempre più veloce.
Mamma scoccò seccata la lingua sul palato.
«Ho parlato con il tuo capo: il figlio di Finn.»
Spalancai gli occhi, un improvviso vuoto mi si formò nel petto. «Ma tu hai detto che-»
«Ed è così, lui non sa niente. Finn sapeva che era stato invitato il tuo curriculum, tutti i curriculum passano da lui.»
«Spiegati.» la incitai nervosamente.
Mamma sospirò. «Sapevo che avrebbe accettato. Finn è fatto così. Lo lasciai io e lui è sempre stato un uomo molto orgoglioso. Sapere che mia figlia avrebbe lavorato da lui lo avrebbe sicuramente reso appagato. E quando gli inviai il tuo curriculum lui mi indirizzò per suo figlio che era da poco arrivato in Nuova Zelanda. Ma quando ci andai a parlare, suo figlio, Alastair, non era intenzionato ad assumere nessuno. Mentre discutevamo, avevo visto che nel momento in cui stava tirando fuori il tuo curriculum, da sotto la sua scrivania, per restituirmelo, lì si nascondeva anche questa cartellina.»
Ero pronta a replicare ma lei riprese la parola.
«Avevo qualche speranza che si trovasse ancora qui. Ma nel caso in cui avessi scoperto che si trovasse da qualche altra parte io...», lasciò la frase in sospeso.
Arcuai la fronte. Ma poi capii. Capii che mi avrebbe mandata ovunque pur di recuperarla. Che io per lei ero soltanto un mezzo per raggiungere un fine.
Strinsi i pugni.
«Tu mi hai mentito.» l'accusai. I suoi occhi si riempirono di paura. «Perché dici questo?»
«Tu mi hai costretta a lavorare in questa azienda. Io non volevo farlo. E tu mi avevi sempre ribadito che era per il mio futuro. Ma del mio futuro non te ne frega proprio niente, vero?»
Avevo la voce che mi tremava dalla rabbia. Mi aveva mentito per tutta la vita. Ero stata cresciuta come una spia senza che neanche lo sapessi.
Puntai i miei occhi alterati verso di lei.
Una voragine sostituì il suo viso scavato.
Alzò il mento con aria di sfida, la bocca contratta e gli occhi severi.
«Non ti permettere mai più a dire una cosa del genere. Io ho sacrificato tutto per te. Tutto. Mi hai capita?»
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Kairos
RomanceLeigh è una ragazza di origini maori, suo padre le ha insegnato tutto riguardo la sua tradizione sin da quando era una bambina. Ma, frutto di un matrimonio travagliato, Leigh ha vissuto con una madre che si è sempre opposta alle sue tradizioni. Obbl...
