Ana
Sono già passati due mesi da quando sono uscita dall'ospedale, da quando il mio cuore si è spezzato. Santiago sta con Nieves e io ho dovuto semplicemente accettarlo. In più, non sono tornata in Inghilterra, questo perché ho iniziato la terapia e l'ho fatto con una professionista pagata da mio padre. Lui ha preteso rimanessi, e in effetti ho fatto la scelta più giusta. Stare a Londra, con Santiago, mi avrebbe fatto star male. Sapere di averlo vicino senza poterci stare insieme non mi fa essere serena. Ci siamo promessi di essere amici, in effetti ha mantenuto la promessa perché lui per me c'è, perché si fa sentire, perché mi chiede sempre come sto. Eppure... eppure lo amo e quindi non riesco a fingere che questo sentimento non ci sia.
«A che pensi?» mi domanda Ester che mi sta facendo la pedicure. Beatriz invece sta scrivendo dei messaggi.
«Penso che non sento Santiago da una settimana.» confesso. Mi manca, mi manca più di quanto io possa ammettere.
Ester sbuffa, Beatriz alza gli occhi su di me guardandomi comprensiva.
«Sapete come sta?» mi mordo le labbra. «Dovrei chiedere a Nieves...» uno sbuffo che sa di risata viene fuori dal mio naso.
«Devi pensare a te, adesso, tesoro...» Beatriz appoggia la sua mano sulla mia coscia.
«E come faccio?»
«La terapia sta avendo un ottimo risultato. E Santiago... be', lui farà quello che gli pare.»
Porto le mani sul viso ma cerco di non stritolarlo perché ho il trucco.
«Mi manca...» confesso.
«Lo so, tesoro.» stavolta è Ester a consolarmi, mi accarezza con dolcezza il viso. «Pensa a te stessa. Okay?»
«E tu come stai?» poi chiedo. Ester non sta passando un ottimo periodo, da quando Gonçalo è partito per una trasferta, praticamente è stato fotografato più di una volta con una ragazza. E, anche se lui le ha giurato che non è successo nulla, so che non sta bene. So che sta dubitando di lui.
«Potrei stare meglio. Mi fido di Gonçalo.» sembra che lo stia ripetendo più a se stessa, si vede la leggera incrinatura nel suo sguardo.
«Non riesco proprio a capire perché si metta in queste situazioni...» Beatriz interviene e le lancio un'occhiataccia. Ester si sente già abbastanza sotto pressione, non serviamo noi ad appesantire il carico sulle sue spalle.
«Credi che lui...» non riesce nemmeno a pronunciare altro, guarda la mia amica bionda e poi punta i suoi occhi su di me per cercare rassicurazione.
Sto per aprire bocca, ma è Beatriz a farlo.
«So solo che non dovrebbe cacciarsi in questi casini. Che tu sei a casa e sa che vedi tutto, quindi potrebbe stare chiuso in casa invece di farti soffrire in questo modo.»
«È pur vero che sa che Ester si fida di lui ed è pur sempre un ragazzo. Vuole divertirsi. Non credo che lo faccia per ferire Ester.»
O almeno è quello che spero. Ester non se lo merita, ha fatto così tanto per salvare il loro rapporto, per riuscire a stare con lui. E adesso non è giusto che stia male.
«Già...» sospira Ester. Non dice nulla ma so che sta male. So che tutto questo non la fa stare per nulla bene.
Quando le mie amiche se ne vanno, faccio la mia solita ora di terapia dalla psicologa e ammetto che ogni volta non è facile. Tante cose riaffiorano, tutto quello che è successo e forse non mi basterà una vita per dimenticare. Però sto riuscendo a gestire il dolore, a non rifugiarmi in cose sbagliate come facevo prima.
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Photograph (completa)
Chick-LitAna è cresciuta nel lusso. La vita le ha dato tutto quello che desidera e sogna di sfondare con un suo brand di vestiti e vivere della sua passione. Ma non è tutto oro ciò che luccica e questo Ana lo sa bene visto che non si è mai sentita amata e ac...
