Margot pulisce la lama nel pezzo di scottex che Mike le porge. L'ha sciacquata più volte ma le tracce di sangue persistono nella zona del manico.
"Perché non provi con l'acqua fredda"
"Già fatto"
Ripone il coltello insieme agli altri nel cassetto e si appoggia al bancone della cucina.
"Ti sei ripresa da quello che abbiamo fatto?"
Lei scrolla le spalle. Le sente bloccate dallo stress accumulato negli ultimi giorni.
"Pensi che non sia in grado di sostenerlo"
"Non ho mai detto questo"
Lei incrocia le braccia sul petto. "Lo hai pensato"
"E' motivato"
"No, non devi" Margot imbeve la spugna di acqua e detersivo e strofina la superficie del lavello con più forza di quella necessaria.
"Non voglio che tu ti senta offesa. Non ti reputo inferiore a me o meno capace"
"Grazie Mike, era proprio quello che volevo sentire." Alza il medio davanti alla sua faccia e si getta la spugna alle spalle.
"Stronza"
"Non ti ho soddisfatto?" Cinguetta lei.
Mike le pianta una mano a lato della testa. "Ti ricordo che senza di me non avresti idea di controllare l'animale che hai dentro"
Lei scoppia in una sonora risata. "Ti prego, aiutami a domare il mio spirito guida"
Mike si discosta da lei di qualche passo. "Sai cosa intendo"
Il viso della donna torna serio. "Lo so"
"Stai imparando a controllarlo"
Lei dimena il capo. L'adrenalina non è ancora scesa abbastanza per permettere ai pensieri di farsi strada nella mente.
Il senso di colpa è lì, in un angolo del cervello a riposare per venir fuori nel cuore della notte.
"Non è vero. Ne voglio sempre di più. Voglio sentire il sangue sulla mia pelle, vedere la vita che si spegne negli occhi delle persone. Mi eccita sentirmi così potente da riuscire a infliggere del dolore...quel tipo di dolore."
Mike annuisce.
"Anche tu mi hai eccitato prima"
"Lo so"
"Forse dovremmo riprovare"
"Forse non dovresti istigarmi" Mike le avvinghia le braccia intorno alla vita. Lei si libera della sua stretta spingendolo contro il tavolo alle sue spalle.
"Mi piace istigarti: tiri fuori la parte più autentica di te"
Lei alza le sopracciglia. "La parte più autentica di me è la peggiore, la più pericolosa."
Mike le accarezza il fianco, le sue dita provocano la pelle d'oca sui bulbi dei peli della pancia. I polpastrelli le fanno il solletico quando li sposta su e giù seguendo la linea del fianco.
Un attimo dopo il gomito di Margot è piantato nella giugulare di Mike. Sotto alle ossa la gola preme e il fiato del ragazzo si fa pesante.
"Devi nascondere quello che abbiamo fatto"
"Il cadavere resta lì"
"Non è quello che intendevo"
"Allora cosa?"
"Devi coprirmi"
Mike deglutisce. Dai suoi occhi sta per scendere una lacrima, forse dovuta allo stress subito fino ad ora.
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Sliver
Mystery / ThrillerLa ragazza si sveglia in una casa che non le appartiene. Ricorda solo il suo nome, Alex. Come lei altre ventisei persone sono nella stessa situazione. Sconosciuti, forse pazzi o maniaci o entrambe le cose. Non può fidarsi di nessuno tranne che di sé...
