Capitolo 18

19 4 0
                                        

"Concentrati. Voglio che torni a quel giorno."

Con il pollice tiene conto del ritmo del polso del suo paziente. Sa che è una cosa rischiosa da fare. Ha paura di interferire troppo con la seduta ma vale la pena tentare.

"Devo sapere chi è il bambino di cui mi hai parlato. Hai detto che è biondo con gli occhi azzurri."

"Si...un figlio di stranieri"

"Cosa ci faceva a casa tua?"

Conosce già la risposta a quella domanda. Una parte di lei ha paura di proseguire in quella direzione.

"Sono i rischi del mestiere. Non puoi pretendere che si aprano con te senza dare nulla in cambio."

Jennifer sente il suo sguardo trafiggerla come una lama.

Non era ancora Jennifer in quel momento.

O non lo era più, dipende dai punti di vista. In quel momento era Catalina. O forse era Lizzie? Sharon non la usava più in quel periodo a meno che non ne avesse davvero bisogno.

"Togliti quella parrucca. Non riesco a prenderti sul serio quando la indossi"

L'uomo le prende le mani, con il pollice accarezza l'interno del suo polso con movimenti circolari.

"L'allieva sta superando il maestro a quanto vedo." Incrocia le mani dietro la schiena e si abbassa per guardare fuori dalla finestra attraverso gli scuri.

"Hai concluso un bel colpo oggi. Sei brava"

Jennifer annuisce. Non riceveva spesso complimenti dal suo capo.

Non ne aveva mai avuto bisogno.

I risultati erano sempre arrivati puntuali. Lei non li aveva mai cercati sul serio. Era un lavoro sporco, disonesto.

Estrae dalla tasca il pacchetto di sigarette e se ne infila una in bocca.

"Sai che non mi piace" la rimbecca lui.

Lei estrae un accendino e fa scattare la rotellina appena lo avvicina alla bocca. Aspira la boccata di fumo e soffia in direzione dell'uomo.

Lui storce il naso e si sposta di lato per evitare l'odore.

"Non avresti quello che hai senza di me"

Sente la sua mano appoggiarsi sul fianco. E' calda, avvolgente. Non è diverso da quello che fanno i clienti.

Sanno entrambi quanto la infastidisca il gesto. Non reagisce. Non deve dargli quella soddisfazione.

"Lo so"

"Allora lasciami fumare"

Sorride.

Non è un bel sorriso.

Un bel sorriso è quello che fa lei quando deve ingraziarsi una nuova preda. Questo assomiglia più alla faccia di Joker.

"Vorrei solo che tu riuscissi a farti scivolare addosso queste paranoie"

"Vorrei solo che tu riuscissi a farti scivolare addosso queste paranoie" lo scimmiotta. "C'è un limite a quanto posso scavare in profondità."

"Hai creato un buon metodo per trascinare a fondo i paziente"

Lei scoppia a ridere. "Pazienti? Sul serio?"

"E' quello che sono"

"Sono prede, cazzo. Sono le tue fottute cavie da laboratorio" Agita il dito contro di lui quando lo dice.

SliverDove le storie prendono vita. Scoprilo ora